Invio


 
02/02/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione Plenaria Bruxelles
Relazione sulla relazione annuale in materia di fiscalità - (Rel. Olle Schmidt)

Per la prima volta il Parlamento europeo ha deciso di pubblicare una relazione annuale in materia di fiscalità, con l'obiettivo di contribuire al programma di lavoro della Commissione per il 2012. La nostra attenzione è stata diretta ai settori che necessitano, a nostro avviso, di nuove iniziative, al fine di migliorare il funzionamento del mercato unico e di creare un'Europa sempre più competitiva.

Intendiamo sottolineare l'importanza dei problemi fiscali che interessano più direttamente i cittadini europei nelle situazioni transfrontaliere all'interno dell'Unione stessa (es. casi di doppia imposizione, indennità, esenzioni o deduzioni fiscali da parte delle autorità fiscali straniere). Inoltre, abbiamo chiesto un maggiore coordinamento fiscale ed un ruolo maggiore delle istituzioni europee.

Consideriamo di primaria importanza l'eliminazione, negli Stati membri, delle norme fiscali discriminatorie che pregiudicano le libertà fondamentali garantite dai Trattati dell'Unione europea e chiediamo di armonizzare i metodi di lotta all'evasione e agli abusi fiscali, nonchè quelli mirati all'aumento della trasparenza fiscale in tutti e 27 gli Stati membri.

 
02/02/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione Plenaria Bruxelles
Relazione sul Programma Daphne: realizzazioni e prospettive future - (Rel. Regina Bastos)

Sosteniamo il rifinanziamento del Programma Daphne III allo scopo di poter contribuire alla tutela dei bambini, degli adolescenti e delle donne contro ogni forma di violenza.

Negli ultimi anni sono stati numerosi gli obiettivi raggiunti. L'Unione Europea si è impegnata a garatire un elevato livello di protezione della salute, del benessere e della coesione sociale, promuovendo lo sviluppo delle politiche comunitarie, in particolare nel settore della sanità pubblica, i diritti umani e l'uguaglianza di genere tra uomini e donne. Particolare attenzione dovrà essere data per il futuro alle azioni per la tutela dei diritti dell'infanzia e la lotta contro la tratta di esseri umani e lo sfruttamento sessuale.

A tal proposito, auspichiamo una migliore diffusione dei risultati dei progetti e suggeriamo alcune misure per una gestione più efficace dell'intero programma.

 
02/02/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione Plenaria Bruxelles
Relazione sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza dell'Unione europea - (Rel. Andreas Schwab)

Valutiamo positivamente la Relazione annuale della Commissione sulla politica di concorrenza per il 2010: la politica di concorrenza dell'UE ha apportato numerosi benefici in termini di benessere dei consumatori e si è profilata come uno strumento essenziale per eliminare gli ostacoli alla libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali.

Riteniamo che essa rappresenti uno strumento essenziale per preservare il mercato unico e tutelare gli interessi dei consumatori, anche se consideriamo importante attuare delle modifiche e degli aggiornamenti volti ad aggiornare alcune norme, affinché possano far fronte alle nuove sfide. Consideriamo fondamentale l'effetto combinato di principi rigorosi e procedure flessibili, il che ha consentito alla politica di concorrenza di essere un fattore costruttivo e stabilizzatore nel sistema finanziario e in generale nell'economia reale dell'Unione Europea.

Sottolineamo poi che, ai fini del completamento del mercato interno, dovrebbe esservi una maggiore coerenza tra i diritti dei consumatori in tutta l'Unione e rileviamo che un sistema di ricorsi collettivi ben progettato può contribuire alla fiducia dei consumatori e, di conseguenza, al buon funzionamento del mercato interno e del commercio online, aumentando la competitività dell'economia europea.

 
02/02/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione Plenaria Bruxelles
Relazione sulla politica estera dell'UE nei confronti dei paesi BRICS e di altre potenze emergenti: obiettivi e strategie - (Rel. Jacek Saryusz-Wolski)

Come dimostra l'attuale crisi economica, vi è un forte grado di interdipendenza tra le potenze emerse e quelle emergenti. Sosteniamo questa relazione perché si prefigge lo scopo di discutere delle basi di un nuovo sistema inclusivo di governance globale e perchè vuole avanzare delle raccomandazioni, identificando al tempo stesso settori chiave di riforma, nei quali l'UE potrebbe cercare di razionalizzare la sua azione e architettura istituzionale incrementando così il suo potenziale e la sua efficacia come attore globale. Bisogna, infatti, andare oltre la cooperazione in termini economici e cercare piuttosto di creare una piattaforma comune in termini di politica estera, a condizione che venga concepito un nuovo sistema di governance globale, sufficientemente inclusivo e basato su valori condivisi.

L'Unione Europea dovrà debitamente tenere conto del nuovo peso politico ed economico di questi paesi e di altre potenze emergenti, usare la propria influenza politica per promuovere valori universali nel nuovo sistema multipolare di governance globale che si sta delineando ed essere all'avanguardia nel processo di riforma del sistema di governance internazionale.

 
02/02/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione Plenaria Bruxelles
Relazione sulle questioni sollevate dai firmatari in relazione all'applicazione della direttiva sulla gestione dei rifiuti e delle direttive correlate negli Stati membri dell'Unione europea - (Rel. Carlos José Iturgaiz Angulo)

La maggior parte dei cittadini europei ha denunciato negli ultimi anni, attraverso il sistema delle petizioni, l'incapacità delle autorità pubbliche di molti Paesi a trattare in modo soddisfacente il problema della gestione dei propri rifiuti.

Benchè l'Unione europea abbia adottato un progetto di massima di normativa applicabile in tutti gli Stati membri per garantire che esista un quadro giuridico unico, a giudicare dalle petizioni ricevute, i timori di molte comunità locali sono aumentate e ciò indica che la gestione dei rifiuti sta diventando un problema politico e sociale di prima grandezza e che i cittadini si aspettano che l'Unione europea adotti nuovi provvedimenti in materia.

Denunciamo ancora una volta con questa relazione il forte ritardo di molti altri paesi UE nell'attuazione di strategie in materia di rifiuti e, a tale proposito, l'eccessiva dipendenza dalle discariche, e chiediamo un rapido cambiamento di atteggiamento nei confronti di questo problema per non continuare a perpetrare ulteriori violazioni delle normative comunitarie.

 
02/02/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione Plenaria Bruxelles
Relazione sulla dimensione europea dello sport - (Rel. Santiago Fisas Ayxela)

Riconoscendo allo sport una dimensione europea, riteniamo che le regole sportive debbano essere conformi alla legislazione dell'Unione Europea e in particolare alla Carta dei diritti fondamentali. A questo proposito, non possiamo non condividere la necessità di trasparenza e di responsabilizzazione nelle strutture di gestione; invitiamo, dunque, gli organismi sportivi ad adottare una politica di tolleranza zero nei confronti della corruzione, ad applicare codici etici ispirati all'integrità morale ed ai valori autentici di leale competizione.

Invitiamo, poi, la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio armonizzato nei confronti della corruzione nello sport e sottolineamo che la lotta contro il doping dovrebbe essere pienamente conforme alla legislazione UE, in particolare alla Carta dei diritti fondamentali, alla normativa in materia di tutela della privacy e dei dati e al diritto del lavoro.

 
02/02/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione Plenaria Bruxelles
Relazione sul controllo di bilancio degli aiuti umanitari dell'UE gestiti da ECHO - (Rel. Martin Ehrenhauser)

L'Unione europea deve rafforzare la sua capacità di reazione al moltiplicarsi delle gravi catastrofi naturali. Sono anni che richiediamo un bilancio umanitario più realistico al fine di evitare il sottofinanziamento cronico delle linee di bilancio interessate e di garantire un coerente equilibrio tra il finanziamento di azioni miranti a prevenire le catastrofi umanitarie ed azioni miranti a rispondere rapidamente alle situazioni di emergenza, siano esse naturali o provocate dall'uomo.

Riconosciamo, dunque, il vantaggio di ricercare nuove modalità di finanziamento attraverso la DG ECHO ed i suoi partner, ma sottolineamo altresì che il controllo effettivo dell'uso dei fondi nel quadro delle revisioni contabili effettuate sui partner dagli studi privati è essenziale e contribuisce a legittimare il settore umanitario. Accogliamo, quindi, favorevolmente gli sforzi compiuti dalla DG ECHO al fine di promuovere il ricorso ad approcci innovativi quali il "cash-based approach", in particolare i trasferimenti senza condizioni riguardanti i gruppi più vulnerabili; questi approcci, infatti, possono essere più efficaci senza implicare necessariamente un più elevato rischio fiduciario rispetto all'assistenza in natura.

 
02/02/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione Plenaria Bruxelles
Relazione sulla cooperazione allo sviluppo dell'UE a sostegno dell'obiettivo dell'accesso universale all'energia entro il 2030 - (Rel. Norbert Neuser)

L'accesso ai moderni servizi energetici rappresenta un prerequisito fondamentale per la riduzione della povertà e lo sviluppo umano sostenibile nel mondo intero. I servizi energetici, infatti, hanno un impatto generale sulla vita e la sussistenza della gente: senza tale accesso intere comunità sono condannate a una vita di povertà. La povertà energetica nei paesi in via di sviluppo è un fenomeno di una certa gravità.

Negli ultimi dieci anni l'assistenza finanziaria dell'Unione Europea è stata modesta: la cooperazione bilaterale dei paesi UE in materia di assistenza nel settore dell'energia si è concentrata soprattutto sulla crescita economica e sugli obiettivi ambientali piuttosto che sull'accesso all'energia per le fasce povere.

Occorrerà non solo incrementare i fondi (Fondo europeo di sviluppo e la Energy Facility), erogandoli in modo più mirato a favore delle fasce povere e geograficamente isolate della popolazione, ma saremo chiamati a compiere maggiori sforzi di investimento in progetti energetici decentrati su piccola scala e, almeno inizialmente, a ridurre i propri margini di profitto.

Soltanto mostrando volontà politica ed impegno finanziario l'Unione Europea potrà svolgere un ruolo fondamentale nella realizzazione dell'accesso universale all'energia entro il 2030 (così come previsto dall'ONU).

 
19/01/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla catena di approvvigionamento dei fattori di produzione agricola: struttura e implicazioni - (Rel. José Bové)

Sosteniamo questa relazione perché ha il merito di individuare i problemi che sono a monte della produzione agricola, ponendo una particolare attenzione al rincaro che nell'ultimo decennio ha interessato fattori di produzione quali energia, macchinari, mangimi composti, fertilizzanti, pesticidi, sementi e acqua. Tutto ciò ha evidenti e forti ripercussioni sui diversi settori produttivi.

Riteniamo quindi indispensabile appoggiare le opzioni politiche qui suggerite dal relatore, allo scopo di permettere agli agricoltori di contenere i costi dei fattori di produzione, al fine di aumentare la loro autonomia e il loro reddito e di assicurare un utilizzo più efficiente e sostenibile delle risorse produttive.

 
19/01/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 810/2009, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti) - (Rel. Louis Michel)

Riteniamo necessario istituire un codice comunitario dei visti al fine di chiarire le regole relative al transito attraverso la zona internazionale degli aeroporti e garantire così la sicurezza giuridica e la trasparenza. Risulta indispensabile apportare alcune modifiche di ordine tecnico onde poter garantire la certezza del diritto ed un'applicazione armonizzata delle norme. Tale chiarimento riveste un'importanza pratica per i singoli viaggiatori e per le stesse compagnie aeree.

Si tratta di una correzione tecnica delle disposizioni concernenti il visto di transito aeroportuale. Tale correzione non modificherà la prassi degli Stati membri. La modifica del regolamento prevede che i cittadini dei paesi terzi titolari di un visto o di un titolo di soggiorno valido rilasciato da uno Stato membro che non applica (ancora) tutte le disposizioni Schengen (Regno Unito, Irlanda, Cipro, Bulgaria, Romania) siano esentati dall'obbligo di disporre di un visto di transito aeroportuale.

Riteniamo inutile controllare ancora una volta una persona già in possesso di un visto o di un titolo di soggiorno se questa è già stata controllata in precedenza ed è stato riconosciuto, a questo titolo, che essa non presenta un rischio di immigrazione illegale. In questo modo si dovrebbe ridurre anche l'onere amministrativo degli stessi Stati membri.

 
19/01/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su una strategia spaziale dell'Unione Europea al servizio dei cittadini - (Rel. Aldo Patriciello)

La politica spaziale è un elemento chiave della strategia Europa 2020, nonché parte integrante dell'iniziativa "politica industriale". Essa sostiene gli obiettivi di un'economia intelligente, sostenibile e inclusiva capace di creare impieghi altamente qualificati, di offrire sbocchi commerciali, di stimolare l'innovazione e migliorare il benessere e la sicurezza dei cittadini.

Le proposte presentate dalla Commissione costituiscono un primo passo verso una strategia spaziale globale dell'Unione europea. Occorre tuttavia stabilire, in collaborazione con l'industria, un approccio europeo coerente e predisporre, a medio e lungo termine, meccanismi finanziari e legislativi intesi a stimolare l'industria europea e a permettere la continuità necessaria per sostenere progetti ambiziosi e competitivi in un contesto internazionale.

Riteniamo che le azioni prioritarie siano ancora troppo vaghe. Esse dovrebbero essere precisate e comprendere una valutazione di tutte le opzioni tecniche e dei costi e dei vantaggi ad esse correlati. È altresì necessario predisporre una governance chiara concernente la politica spaziale, corredata di efficaci meccanismi di vigilanza e di coordinamento per l'armonizzazione delle priorità e delle risorse provenienti dai fondi nazionali e dell'Unione europea, dall'Agenzia spaziale europea (ESA) e dall'Agenzia europea per la difesa (AED).

 
19/01/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su su come evitare lo spreco di alimenti: strategie per migliorare l'efficienza della catena alimentare nell'UE - (Rel. Salvatore Caronna)

Lo spreco alimentare ha assunto una dimensione tale da essere considerato un vero e proprio problema su scala mondiale. Questa questione si contrappone, poi, al fondamentale problema dell'approvvigionamento alimentare, seriamente compromesso dalle limitate risorse naturali in rapporto al numero crescente della popolazione mondiale e dallo scarso accesso al cibo da parte delle categorie più povere della popolazione.

La quantità di cibo prodotto oggigiorno può essere in realtà ancora riutilizzato per scopi alimentari invece che essere smaltito come un qualsiasi altro rifiuto, con notevoli impatti dal punto di vista ambientale ed economico e con risvolti etici.

La lotta allo spreco alimentare deve quindi diventare una priorità all'interno dell'agenda politica europea; alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri si chiedono strategie e misure concrete finalizzate a dimezzarlo lungo tutta la catena di approvvigionamento entro il 2025, a migliorare l'efficienza della filiera nonché a sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema ancora per molti aspetti ignorato.

È necessario che i cittadini siano informati non solo sulle cause e conseguenze dello spreco ma anche sulle modalità per ridurlo; occorse promuovere una cultura scientifica e civile orientata ai principi della sostenibilità e solidarietà al fine di incoraggiare i comportamenti più virtuosi.

 
19/01/2012
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Raccomandazione sul progetto di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e la Georgia relativo alla protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli e alimentari - (Rel. Vital Moreira)

Sosteniamo con favore la conclusione tra Unione Europea e Georgia di un accordo che mira alla tutela reciproca delle indicazioni geografiche, includendo una vasta gamma di prodotti agricoli, quali formaggi, oli e grassi, prodotti della panetteria, ortofrutticoli, cereali, carni fresche e prodotti a base di carne, pesci e frutti di mare, vini, liquori e birre. Si tratta di un accordo bilaterale per la tutela delle indicazioni geografiche ed è il primo di questo genere ad essere concluso con un partner della politica europea di vicinato.

L'accordo presenta vantaggi specifici per entrambe le parti: quanto all'UE, esso dovrebbe garantire la tutela in Georgia di circa 820 indicazioni geografiche di prodotti alimentari (provenienti da 23 Stati membri) registrate dall'Unione europea, fatto molto rassicurante per la produzione agricola europea, poiché sarà garantito il rispetto delle caratteristiche e della qualità che la distinguono.

L'accordo può essere inoltre ritenuto un passo positivo in vista di relazioni commerciali più ampie tra l'UE e la Georgia: nel luglio 2010 l'Unione europea ha avviato dei negoziati con la Georgia per elaborare un accordo bilaterale di associazione che dovrebbe comprendere una componente commerciale, ovvero un accordo di libero scambio più approfondito e completo.

 
01/12/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla modernizzazione dei servizi doganali - (Rel. Matteo Salvini)

Le dogane hanno sempre più un ruolo significativo nel migliorare ed influenzare la competitività nell'Unione Europea. Nel contempo, svolgono un ruolo essenziale nel garantire in modo efficiente i controlli di sicurezza, tutelando i diritti di proprietà intellettuale e contribuendo alla lotta contro le frodi comunitarie.

Concordiamo con il relatore sulla necessità di modernizzarle e di favorire la cooperazione tra i diversi soggetti e istituzioni nel settore doganale (commercianti, autorità doganali, altre agenzie governative, la Commissione e il Parlamento europeo), condizione essenziale per garantire che le dogane svolgano appieno la loro missione.

Siamo, dunque, favorevoli ad un flusso tempestivo e trasparente di informazioni tra tutte le parti coinvolte.. Consideriamo necessario, inoltre, trovare un adeguato equilibrio tra i controlli doganali volti garantire la sicurezza ed una fluida circolazione dei beni legittimi.

Occorrerà, però, assicurare la cooperazione tra tutte le autorità doganali, nonché tra le autorità doganali, gli operatori e le altre autorità governative; in questo senso, appoggiamo fermamente l'idea di una gestione coordinata delle frontiere ed i principi dello sportello unico, del controllo unico e dello sdoganamento centralizzato. Appoggiamo inoltre la creazione di un'Agenzia doganale europea incaricata di trattare le problematiche doganali.

 
01/12/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla lotta contro l'abbandono scolastico - (Rel. Mary Honeyball)

L'abbandono scolastico è un fenomeno complesso e rappresenta una sfida importante cui l'Europa deve far fronte: la strategia Europa 2020 stabilisce, tra gli obiettivi principali per gli Stati membri, la riduzione al 10% del tasso di abbandono scolastico entro il 2020.

Concordiamo con questa relazione che, pur apprezzando alcuni progressi realizzati dalla maggior parte degli Stati membri dell'UE, sostiene la tesi che si debba fare molto di più al riguardo.)

Elevati tassi di abbandono hanno, infatti, implicazioni sociali ed economiche, è quindi decisivo intervenire con provvedimenti per canalizzare l'energia e sviluppare le capacità dei giovani. Sono, dunque, indispensabili riforme strutturali volte a fornire ai giovani le competenze e la formazione necessarie per agevolare la loro entrata nel mondo del lavoro. È fondamentale che le scuole incoraggino la mobilità degli studenti fra i diversi percorsi educativi, siano essi accademici, professionali e così via. Offrire agli studenti una scelta più ampia a scuola è importante non solo per accrescere la loro motivazione a rimanere, ma anche per fornire loro l'ampio spettro di conoscenze e competenze essenziali necessarie per trovare successivamente un impiego.

 
01/12/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione relativa al progetto di decisione del Consiglio dell'Unione europea relativa all'ammissione della Repubblica di Croazia all'Unione europea - (Rel. Hannes Swoboda)

Consideriamo che le condizioni fissate per l'ammissione della Croazia nell'Unione Europea siano pienamente soddisfatte. Il Parlamento Europeo dovrà essere consultato su eventuali modifiche sostanziali del relativo progetto di trattato.

Riteniamo, poi, indispensabile il ruolo della Commissione Europea che dovrà attentamente monitorare gli ulteriori preparativi per l'adesione, con rigore ed obiettività, e dovrà aiutare le autorità croate a rispettare gli impegni e gli obblighi assunti nel quadro dei negoziati.

Ci aspettiamo che la Commissione informi regolarmente il Parlamento sulle misure adottate dalle autorità croate per onorare gli impegni ed assumere pienamente gli obblighi derivanti dall'adesione prevista per il 1° luglio 2013.

 
01/12/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1931/2006 includendo la regione di Kaliningrad e determinati distretti amministrativi polacchi nella zona di frontiera ammissibile - (Rel. Kyriacos Triantaphyllides)

Le zone di frontiera locali rappresentano uno strumento molto importante sviluppato dall'Unione europea per assicurare che non vengano erette barriere artificiali ed arbitrarie tra i residenti di regioni divise dalle frontiere nazionali. Concordiamo con il relatore che invita gli Stati membri a concludere accordi bilaterali con i paesi terzi limitrofi al fine di promuovere contatti regolari tra le persone che vivono dalle due parti delle frontiere esterne dell'Unione europea.

L'allargamento del 2004 ha creato una barriera artificiale nei legami culturali, sociali ed economici esistenti da lungo tempo tra gli abitanti di tutta la regione, quindi appoggiamo la richiesta di modifica del regolamento quale formulata nella proposta della Commissione. Ciò rappresenta per noi un'importante opportunità per ribadire il forte impegno a favore del principio della libera circolazione e per sostenere in modo fermo e coerente il diritto delle persone di spostarsi liberamente.

Invitiamo, dunque, la Polonia ad intraprendere azioni concrete al fine di agevolare la circolazione ed evitare inutili ritardi o altre complicazioni ordinarie che di fatto ostacolano la libera circolazione dei cittadini nella regione di Kaliningrad.

 
01/12/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sul rapporto annuale della BCE per il 2010 - (Rel. Ramon Tremosa i Balcells)

La crisi finanziaria sta portando l'area dell'Euro vicino alla rottura. Paese dopo paese, salvataggio dopo salvataggio, la crisi del debito minaccia di generare un effetto domino in tutta l'Europa. L'euro non ha fallito come meccanismo di integrazione per il rafforzamento del mercato unico. Tuttavia, qualcosa non è sicuramente andato come doveva: si tratta, inequivocabilmente, della mancanza di una vera e propria governance economica.

E' mancata la disciplina interna dell'area dell'euro, in particolare riguardo al rispetto del Patto di stabilità e crescita, dal momento che dal 1999 vi sono state decine di violazioni da parte di numerosi paesi e che non sono mai state applicate sanzioni. Per questa ragione, l'area dell'euro è diventata vulnerabile ad attacchi speculativi mirati al debito sovrano dei paesi meno efficienti e competitivi.

Riteniamo che l'Unione monetaria europea abbia il dovere di mantenere sotto controllo l'inflazione e di salvaguardare il potere d'acquisto della valuta. Se si vuole che l'euro rimanga un progetto realizzabile, è necessario creare un quadro chiaro, che consenta di aiutare i paesi con problemi di liquidità, ma nel contempo riesca a incentivare la responsabilità fiscale e una convergenza duratura dei livelli di competitività tra i paesi membri.

 
16/11/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul cinema europeo nell'era digitale (Rel. Piotr Borys)

Questa relazione ci invita a considerare la reale funzione del cinema in Europa, il suo ruolo nella creazione e nella sostenibilità di una società civile. Noi siamo chiamati a sostenerlo, impegnandoci a garantire un accesso quanto più ampio possibile ai cittadini in nome dell’unità e della libertà di pensiero.

Il cinema europeo sta affrontando infatti la sfida più impegnativa, cioè quella di rispondere alle esigenze della tecnologia moderna, come l'arrivo dell'era digitale. Le tecnologie moderne stanno cambiando il settore audiovisivo, creando sfide e possibilità per la produzione, la distribuzione e l'accessibilità.

In questo passaggio dal cinema analogico al digitale, gli operatori di tutti gli Stati membri devono congiungere gli sforzi a livello nazionale ed europeo, sia nel settore pubblico e in quello privato. Il Parlamento europeo deve avviare questo cambiamento di paradigma offrendo un contributo finanziario.

Uno dei principali strumenti di finanziamento è rappresentato dai Fondi strutturali. Pertanto chiediamo che nelle nuove prospettive finanziarie per il periodo 2014-2020 venga introdotto un adeguato livello di sostegno. Un altro strumento significativo sarà la disponibilità di tassi di credito agevolati offerti dalla Banca europea per gli investimenti ai cinema che dispongono di risorse insufficienti per affrontare il processo di digitalizzazione.

 
16/11/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce uno spazio ferroviario europeo unico (rifusione) - (Rel. Debora Serracchiani)

Il primo pacchetto ferroviario adottato nel 2001 tentava di riformare il quadro normativo europeo ed intendeva garantire l'integrazione del settore, migliorandone l'attrattiva rispetto ad altri modi di trasporto. Purtroppo, dopo dieci anni, possiamo tristemente constatare che questa prima riforma non è stata in grado di migliorare in modo significativo la situazione delle ferrovie: il trasporto ferroviario non è riuscito a recuperare il ritardo accumulato rispetto agli altri modi di trasporto, in particolare il trasporto stradale.

Una delle ragioni principali è data dalle discrepanze presenti nelle norme nazionali e dalla scorretta attuazione del primo pacchetto ferroviario da parte di numerosi Stati membri; molti dei quali hanno finito con il trascurare il finanziamento delle ferrovie, mentre hanno fornito il massimo sostegno all'infrastruttura stradale.

Il sistema attuale ha evidenziato proprie lacune; le norme devono essere quindi rafforzate e armonizzate ed è necessario aggiungere nuovi elementi per rendere le ferrovie un modo di trasporto più attraente per i passeggeri e le merci.

Sosteniamo, quindi, questa relazione perché, con le sue revisioni, si pone l'obiettivo ambizioso di realizzare uno spazio ferroviario europeo globale e integrato, un vero e proprio spazio ferroviario europeo in cui i passeggeri e le merci possano attraversare le frontiere senza problemi.

 
16/11/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un'azione dell'Unione europea per il marchio del patrimonio europeo - (Rel. Chrysoula Paliadeli)

Sosteniamo questa proposta che prevede l'istituzione di un marchio del patrimonio europeo perché si prefigge di rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini europei all'Unione europea, sulla base di elementi comuni di storia e patrimonio, e della consapevolezza della diversità, ed intende così intensificare il dialogo interculturale.

Riteniamo che la proposta sottolinei adeguatamente il valore aggiunto di questo marchio rispetto ad altre iniziative nel campo del patrimonio culturale. Esso, infatti, non si riferisce alla bellezza di un sito o alla sua qualità architettonica, bensì al suo valore simbolico per quanto riguarda l'integrazione europea e la storia dell'Unione.

Non si fa riferimento, infatti, alla conservazione dei siti in sé, ma alle attività che essi offrono ed alla loro dimensione educativa, soprattutto per i giovani. Infine, il marchio aiuterà i siti cui è assegnato a diventare più efficaci grazie a una loro cooperazione reciproca.

Siamo convinti che un'assegnazione biennale del marchio dei siti garantirà una maggiore qualità sia nel processo di selezione sia a livello dei siti selezionati.

 
16/11/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sui lavori dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE nel 2010 - (Rel. Filip Kaczmarek)

Ci congratuliamo per i lavori portati avanti nel 2010 dalla nostra Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, che è riuscita, grazie alla qualità del suo lavoro, ad imporsi come attore chiave della cooperazione nord-sud.

Questa Assemblea continua a svolgere un ruolo importante nell'ambito della supervisione dei negoziati per gli accordi di partenariato economico (APE).

Tutte le audizioni dei capi negoziatori di entrambe le parti, gli incontri con gli attori economici e la società, nonché l'interazione tra deputati europei e dei paesi del sud hanno favorito la trasparenza del processo ed una migliore considerazione delle realtà locali.

Nel 2010, poi, un importante risultato raggiunto è stato quello di aver negoziato alcune proposte per la seconda revisione dell'accordo di partenariato di Cotonou: questa revisione prevede, infatti, il necessario rafforzamento del ruolo dell'Assemblea stessa nel controllo delle altre istituzioni, nonché ai fini del processo di regionalizzazione.

L'entrata in vigore del trattato di Lisbona e l'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna incideranno enormemente sulle relazioni tra l'Assemblea Paritetica e le altre istituzioni. Auspichiamo, quindi, che nel 2011 si ponga rimedio all'assenza del Consiglio dell'UE alla 20a° Sessione ed incoraggiamo una migliore collaborazione tra tutte le istituzioni europee preposte.

 
15/11/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sull'attuazione della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali - (Rel. Emma McClarkin)

Riteniamo che la libera circolazione di un numero crescente di persone e lavoratori altamente qualificati sia uno dei vantaggi fondamentali della cooperazione europea e di un mercato interno competitivo, oltre ad essere un importante fattore di sviluppo delle economie dell'UE.

Siamo, dunque, fermamente convinti che occorra rafforzare la mobilità dei cittadini europei e che sia necessario eliminare gli ostacoli indiretti, conseguendo un equilibrio tra mobilità e qualità delle qualifiche professionali.

Il numero di professioni regolamentate deve essere rivisto ed essere gradualmente ridotto; l'ambito del riconoscimento automatico delle qualifiche per le nuove professioni dovrà invece essere eventualmente ampliato, con particolare attenzione ai settori innovativi. A questo scopo risulta prioritario armonizzare i diversi sistemi educativi dei 27 Stati membri. Li invitiamo, quindi, tutti a coordinare meglio i propri sistemi di istruzione formale e informale onde creare una futura forza lavoro che disponga di qualifiche analoghe che possono andare a vantaggio di un mercato del lavoro europeo. Solo così saremo in grado di accrescere i nostri livelli di produttività.

Chiediamo, infine, una maggiore trasparenza dei processi amministrativi interessati e una riduzione dei costi, onde agevolare e accelerare il riconoscimento delle qualifiche professionali, senza ostacolare la libera circolazione delle persone.

 
15/11/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul cambiamento demografico e le sue ripercussioni sulla futura politica di coesione dell'Unione europea - (Rel. Kerstin Westphal)

La svolta demografica nell'Unione Europeo è un dato di fatto e la sua gestione rappresenta uno degli impegni centrali del futuro: abbiamo, infatti, la popolazione più anziana e la crescita demografica più bassa a livello mondiale. Nella maggior parte degli Stati membri il tasso di natalità si situa al di sotto della soglia del rinnovo demografico.

Molti percepiscono il cambiamento demografico come un problema. Concordiamo invece con la nostra relatrice che, in questa relazione, ritiene questo punto di vista riduttivo ed auspica che siano prese in considerazione le opportunità che gli sviluppi demografici possono offrire all'Europa. Il problema non risiede, infatti, nel cambiamento demografico in quanto tale, bensì nel comportamento esitante della classe politica e della società dinanzi a questo cambiamento.

Gli Stati membri e le regioni possono utilizzare i fondi strutturali per sviluppare strategie mirate. Per trovare risposte alle sfide del cambiamento demografico, crediamo che bisogna innanzi tutto accertare in modo adeguato da un punto di vista statistico la svolta stessa. In una seconda fase bisognerà migliorare il coordinamento fra i servizi competenti a tutti i livelli e scambiare esempi di buone pratiche tra i 27 Stati membri.

 
15/11/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla conclusione dell'accordo euromediterraneo nel settore del trasporto aereo tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da un lato, e il Regno hascemita di Giordania, dall'altro - (Rel. Olga Sehnalová)

Ci congratuliamo per la conclusione di un accordo globale molto più ambizioso, che sostituisce l'insieme dei precedenti accordi bilaterali, e prevede l'instaurazione di uno spazio aereo euromediterraneo tra l'Unione europea e la Giordania.

Questo accordo è da considerarsi un elemento importante dello sviluppo della politica europea di vicinato e garantirà agli operatori economici condizioni eque e non discriminatorie sulla base dei principi dei Trattati UE. Introducendo, infatti, condizioni uniformi per i vettori aerei dei 27 Stati membri, produrrà un beneficio generale per tutti, indipendentemente dalla propria nazionalità.

I vettori aerei dell'Unione europea potranno, dunque, fornire i loro servizi fra qualsiasi punto dell'Unione europea e la Giordania, mentre finora la prestazione di tali servizi era subordinata, tra l'altro, all'esistenza di accordi bilaterali fra un dato Stato membro e la Giordania.

 
15/11/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su una nuova strategia per la politica dei consumatori - (Rel. Kyriacos Triantaphyllides)

La nuova strategia di protezione dei consumatori dovrebbe fornire un quadro entro cui inserire tutte le tematiche e le importanti sfide future nel settore dei consumi. La garanzia della sicurezza alimentare, della salute e della sicurezza dei prodotti dovrebbe, senz'altro, costituire la massima priorità.

Le condizioni dei consumatori variano enormemente di Stato in Stato; elemento essenziale per ridurre le disuguaglianze esistenti non può che essere il finanziamento dei servizi di assistenza in un'ottica di solidarietà e di accessibilità per tutti.

La strategia di protezione dei consumatori dovrà promuovere, quindi, l'obiettivo della crescita sostenibile della strategia UE 2020 e, quindi, l'aumento dei consumi pubblici sostenibili per servizi quali l'istruzione, l'assistenza sanitaria e l'assistenza agli anziani.

Desideriamo, infine, sottolineare l'importanza di una rappresentanza solida degli interessi dei consumatori, come uno degli elementi fondamentali di una società civile sana. Tale rappresentanza deve essere resa possibile e promossa, non solo a livello dell'Unione europea ma anche sul piano nazionale, in tutti gli Stati membri. A distanza di anni dall'adesione all'UE, non è questa la realtà in tutti i paesi; laddove non è così, sono quindi indispensabili misure in grado di dare impulso al movimento a difesa dei consumatori.

 
27/10/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2010 - (Rel. Iliana Malinova Iotova)

Nella relazione annuale 2010 del Mediatore Europeo, abbiamo accolto con favore i suggerimenti formulati per una nuova strategia di lavoro 2009-2014.

Nello specifico abbiamo apprezzato l'obiettivo, più volte sottolineato, di voler ascoltare le parti interessate per ottenere un feedback dai denuncianti, ampliando ed approfondendo i contatti con le istituzioni dell'Unione europea e della società civile e individuando le migliori pratiche.

Si intende, quindi, migliorare la qualità e l'efficacia del lavoro di assistenza ai cittadini europei, nei casi di cosiddetta "cattiva amministrazione"; tutto ciò al fine di ottenere risultati più velocemente, riducendo il tempo necessario per chiudere le indagini e sviluppando procedure semplificate per favorire una rapida risoluzione dei reclami.

Siamo dell'idea che questa nuova strategia di lavoro possa ottenere un effetto positivo sulla cultura amministrativa delle istituzioni dell'Unione europea, contribuendo ad ottimizzare le pratiche amministrative e concentrandosi sui problemi sistemici.

Fondamentale sarà il miglioramento della comunicazione con il pubblico, occorrerà fornire, in modo regolare, informazioni tempestive ed utili a tutte le parti interessate.

 
27/10/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia, che abroga la decisione quadro 2004/68/GAI - (Rel. Roberta Angelilli)

L'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori sono reati particolarmente gravi, che possono comportare danni duraturi a livello fisico, psicologico e sociale.

Ci sembra fondamentale adottare un approccio volto ad affrontare le cause all'origine del problema, con l'obiettivo di eliminare il reato, la cui natura sta cambiando velocemente, soprattutto a causa del progresso della tecnologia e delle sue applicazioni.

In passato le manifestazioni di pedopornografia, erano limitate a supporti fisici, corrispondenza o fotografie. Oggi le immagini possono essere inviate in tutto il mondo tramite Internet, rapidamente e senza costi. La natura criminale di questi atti richiede un'azione forte e risoluta.

Abbiamo a lungo discusso della questione del blocco e della cancellazione dei contenuti dei siti internet. E' necessario trovare un attento equilibrio tra libertà di espressione e protezione dei minori. Gli Stati membri hanno il dovere di lavorare con i fornitori di servizi Internet onde garantire che i minori siano protetti dall'attività illecita attraverso l'istituzione di un sistema di vigilanza.

Gli Stati membri devono ottenere, in primo luogo, la soppressione delle pagine Internet che contengono o diffondono contenuto pedopornografico oppure, qualora la soppressione non fosse possibile, prevedere il blocco degli accessi a queste pagine web.

 
27/10/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme minime sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione) - (Rel. Jean Lambert)

La proposta votata si inserisce nell'azione volta ad istituire una politica comune europea in materia di asilo entro il 2012. Accogliamo con favore gli elementi chiave della nuova direttiva: i criteri del riconoscimento dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria ed il contenuto di tale protezione in termini di residenza, occupazione e diritti sociali all'interno dello Stato membro responsabile della protezione.

Purtroppo sino ad oggi abbiamo continuato a registrare notevoli differenze fra gli Stati membri riguardo all'applicazione della normativa vigente, il che si è spesso tradotto in ampi dislivelli fra i tassi di riconoscimento ed ha finito con l'incoraggiare movimenti secondari dei richiedenti. Alcune disparità potranno essere corrette solo grazie a un miglioramento della cooperazione con il nuovo Ufficio europeo di sostegno per l'asilo.

Un'importante modifica, infine, è quella intesa a ravvicinare ulteriormente le due categorie di protezione, in modo da fare riferimento in generale al concetto di beneficiario di protezione internazionale: ciò servirà a ricordare alle autorità preposte all'applicazione che le due categorie di protezione sono complementari: la protezione sussidiaria non è meno importante per quanti correrebbero il rischio di subire danni gravi se tornassero nel proprio paese di origine.


 
27/10/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sull'Accordo UE-Australia sul trattamento e sul trasferimento dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record — PNR) - (Rel. Sophia In't Veld)

L'Unione europea sta negoziando tre accordi internazionali, con l'Australia, il Canada e gli Stati Uniti, sul trattamento e sul trasferimento dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record, PNR).

Il Parlamento europeo ha stabilito che è necessario dimostrare la necessità di raccogliere e conservare in massa i dati PNR, con il sostegno di validi elementi di prova per ciascuno dei fini dichiarati; consideriamo necessario dimostrare la proporzionalità e lo scopo che deve essere limitato in modo preciso e rigoroso, sulla base di chiare definizioni giuridiche.

Il trasferimento successivo di dati da parte del paese di destinazione verso paesi terzi deve essere conforme alle norme UE sulla protezione dei dati, che andranno stabilite mediante un accertamento specifico dell'adeguatezza.

Riteniamo, inoltre, necessario richiamare l'attenzione sul fatto che alcuni criteri non sono stati rispettati appieno e che permangono alcune preoccupazioni soprattutto in merito agli accordi PNR stipulati con altri paesi terzi.

Avevamo chiesto ulteriori garanzie procedurali per quanto concerne la cooperazione tra le istituzioni UE: in particolare, abbiamo finalmente ottenuto un impegno pubblico da parte della Commissione europea a presentare le proposte per la sospensione o la denuncia dell'accordo su richiesta del Parlamento europeo, per poter così garantire un controllo democratico.

 
26/10/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su un'agenda per nuove competenze e per l'occupazione - (Rel. Regina Bastos)

L'attuale crisi economica e finanziaria ha messo in evidenza i punti deboli del modello economico e sociale europeo. Attualmente nell'Unione europea i disoccupati sono quasi il 9,5% della popolazione attiva. Si tratta di una realtà che influisce in maniera estremamente negativa sulla crescita e sui sistemi previdenziali europei. Occorre, quindi, procedere a rafforzare il capitale umano e l'occupabilità attraverso l'aggiornamento delle competenze. Solo così potrà iniziare un periodo di vera ripresa.

Gli Stati membri, infatti, hanno assunto l'ambizioso impegno di raggiungere, entro il 2020, un tasso di occupazione del 75% nella fascia d'età compresa tra i 20 e i 64 anni.

Per riuscire a raggiungere questi obiettivi, occorrerà intensificazione le riforme dei mercati del lavoro e concedere appositi incentivi a privati e imprese affinché investano nella formazione. Bisognerà contribuire ad instaurare condizioni favorevoli alla creazione di occupazione sui mercati del lavoro, ad esempio attraverso la riduzione degli oneri amministrativi e burocratici o dell'imposizione sul lavoro e sulla mobilità.

In vista dell'elaborazione di politiche efficaci in materia di occupazione, istruzione e formazione, sarà necessario migliorare la capacità degli Stati membri e dell'Unione Europea di prevedere e anticipare le competenze del futuro in funzione delle esigenze del mercato del lavoro.

 
25/10/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla situazione delle madri sole - (Rel. Barbara Matera)

Sosteniamo questa relazione perché condividiamo l'intento di voler spronare gli Stati membri ad affrontare la questione delle madri sole, investendo e promuovendo la ricerca in questo settore.

A tal fine gli Stati membri potrebbero migliorare la collaborazione con l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, istituito di recente a Vilnius. Una volta disponibili i risultati delle ricerche condotte, gli Stati membri dovrebbero avviare un dialogo permanente per poter condividere ed imparare le migliori prassi nell'attuazione delle politiche e le migliori soluzioni.

Siamo convinti che alcuni esempi potrebbero essere utili e trasferibili in tutti gli Stati membri. Si dovrebbero promuovere quelle politiche nazionali in grado di garantire aiuti indiretti attraverso l'acquisto di prodotti alimentari oppure poter concedere ai genitori soli dei crediti di imposta, come avviene per esempio in Austria, Belgio, Paesi Bassi e Regno Unito.

Le madri sole e i loro bambini, inoltre, dovrebbero poter beneficiare di agevolazioni per l'assistenza sanitaria per controbilanciare l'assenza di uno dei due genitori. La creazione di un incentivo a livello europeo per quegli Stati membri che offrono un'assistenza sanitaria gratuita alle madri e ai bambini che vivono con un reddito inferiore alla media nazionale rappresenterebbe un passo nella giusta direzione.

 
25/10/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla governance economica globale - (Rel. Gunnar Hökmark)

Gli squilibri economici globali costituiscono una potenziale minaccia per la stabilità finanziaria e macroeconomica delle principali economie europee. L"attuale crisi economica e finanziaria ha dimostrato, infatti, come gli afflussi di capitale conseguenti agli squilibri globali richiedano una politica monetaria più responsabile ed una forte regolamentazione e supervisione finanziarie.

Sosteniamo, quindi, questa relazione perché riconosce la necessità che i responsabili politici di tutto il mondo continuino a lavorare a soluzioni per la riforma della governance finanziaria globale, onde contribuire a riequilibrare l'economia mondiale ed evitare un'altra crisi.

La riforma della governance globale dovrà garantire che i mercati siano integrati in un quadro istituzionale organico che permetta loro di funzionare correttamente; obiettivo fondamentale dovrà essere la creazione di un contesto favorevole agli investimenti a lungo termine.

L'Unione europea è chiamata a svolgere un ruolo guida nella riforma economica globale per rendere le istituzioni internazionali più legittime, trasparenti e responsabili. Riteniamo che l'Unione europea possa essere in grado di parlare a una sola voce e chiediamo, quindi, un suo seggio nel FMI e nella Banca mondiale.

 
25/10/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla promozione della mobilità dei lavoratori all'interno dell'Unione Europea - (Rel. Traian Ungureanu)

La questione della migrazione dei lavoratori all'interno dell'UE è stata a lungo percepita come un potenziale problema a causa degli squilibri a livello nazionale in termini di carenza della disponibilità di manodopera. Tuttavia, la migrazione dei lavoratori ha registrato un effetto benefico per l'UE nel suo complesso, avendo spesso il merito di riequilibrare domanda e offerta di lavoro.

Il concetto di "libera circolazione dei lavoratori" è stato inserito nei Trattati a garanzia del completamento del mercato unico e del rafforzamento di una vera identità europea, pur concedendo agli Stati membri il diritto di mantenere ostacoli provvisori per periodi transitori relativamente all'apertura del mercato del lavoro ai nuovi Stati membri.

La libera circolazione dei lavoratori è un diritto dei cittadini. L'esercizio di tale diritto non comporta effetti negativi per i mercati del lavoro. Gli Stati membri, insieme ai relativi enti locali e regionali, svolgono pertanto un ruolo fondamentale. Dovranno collaborare al fine di garantire l'eliminazione di potenziali ostacoli diretti o indiretti, in particolare quelli relativi al comportamento discriminatorio basato sulla nazionalità, al rifiuto di concedere diritti ai familiari, ai sistemi di sicurezza sociale e ad altri ostacoli che possano impedire o disincentivare la libera circolazione dei lavoratori in cerca di lavoro.

 
25/10/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sui metodi alternativi di soluzione delle controversie in materia civile, commerciale e familiare - (Rel. Diana Wallis)

L'accesso alla giustizia è un diritto fondamentale: nostro compito deve essere quello di sviluppare procedure più semplici e più chiare per favorire le esigenze di cittadini ed imprese europee.

Il processo giudiziario ed i metodi alternativi di risoluzione delle controversie mirano a ripristinare la pace legale tra le parti litiganti, a tutelare adeguatamente un diritto materiale soggettivo ed a risolvere i conflitti tra le parti.

Una soluzione alternativa delle controversie, che consenta alle parti di evitare le tradizionali procedure arbitrali, può costituire sicuramente un'alternativa rapida ed economica, un meccanismo di composizione amichevole che aiuta consumatori e commercianti a risolvere un conflitto attraverso una terza parte (mediatore, arbitro).

Abbiamo l'esperienza di molti paesi in cui le autorità pubbliche – difensori civici ed autorità di regolamentazione – svolgono un ruolo importante nel favorire la risoluzione dei conflitti, contribuendo così a rafforzare la fiducia dei cittadini e la certezza del rispetto del diritto.

Riteniamo, dunque, opportuno intraprendere misure legislative volte ad incoraggiare la conoscenza e l'applicazione di sistemi alternativi di risoluzione delle controversie in materia civile, commerciale e familiare, soprattutto nelle controversie transfrontaliere, dal momento che i procedimenti giudiziari in questo caso sono più complessi, più costosi e di solito molto più lunghi.

 
25/10/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla mobilità e l'integrazione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020 - (Rel. Ádám Kósa)

Con questa relazione intendiamo incoraggiare l'adozione di tutta una serie di specifiche misure, volte a favorire la creazione di una società sostenibile, basata su un approccio fondato sul rispetto dei diritti umani fondamentali.

Invitiamo, pertanto, tutti gli Stati membri non solo a firmare e ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e i suoi protocolli aggiuntivi, ma a sviluppare politiche e strategie nazionali in tema di disabilità, in armonia con la Strategia europea sulla disabilità (SED) della Commissione europea e la strategia Europa 2020.

Concordiamo con il relatore quando ritiene che sia importante mostrare che la mobilità delle persone con disabilità, compreso l'accesso alle comunicazioni quale mezzo di diffusione delle idee e di autoespressione, e l'integrazione sociale non sono due elementi distinti, e neppure due fattori che si integrano a vicenda, ma rappresentano i due capisaldi di un approccio basato sul rispetto dei diritti umani, capace di migliorare le pari opportunità per le persone con disabilità in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea.


 
28/09/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche - (Rel. Corien Wortmann-Kool)

La recente crisi finanziaria ha messo in luce la necessità di rivedere e potenziare gli strumenti già esistenti in materia di coordinamento e di sorveglianza multilaterale delle politiche economiche dei vari Stati membri. Questo è lo scopo ambizioso del pacchetto sulla governance economica oggi qui votato.

Il Patto di stabilità e crescita si fonda sull’obiettivo di finanze pubbliche sane, come mezzo atto a rafforzare le condizioni per la stabilità dei prezzi, per una crescita forte e sostenibile e per l'occupazione. Possiamo, quindi, trarre beneficio da forme di vigilanza più rigorose che garantiscano un'azione degli Stati membri coerente e aderente al quadro di coordinamento finanziario dell'Unione. Questa nuova strategia deve porre l'accento sullo sviluppo ed il rafforzamento del mercato unico, deve promuovere le relazioni commerciali internazionali e la competitività, per prevenire e correggere gli squilibri eccessivi delle posizioni di bilancio.

Il Consiglio e la Commissione devono rendere pubbliche le loro posizioni e decisioni nelle opportune fasi delle procedure di coordinamento. Riteniamo, inoltre, della massima importanza che il rafforzamento della governance economica vada di pari passo con il potenziamento della legittimità democratica della governance europea. A questo riguardo, il ruolo del Parlamento europeo deve essere rafforzato in tutto il processo di sorveglianza.

 
27/09/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul trasporto transfrontaliero professionale su strada del contante in euro tra gli Stati membri dell'area dell'euro - (Rel. Sophie Auconie)

Il mercato del trasporto di contante in Euro nell'Unione Europea resta assai frammentato a causa della grande divergenza delle regole nazionali in materia, il che rende la prestazione di servizi transfrontalieri assai difficile per i trasportatori professionali di valuta. Riteniamo, quindi, che sia necessario semplificare detti vincoli regolamentari al fine di permettere una migliore circolazione delle banconote e delle monete metalliche in Euro tra gli Stati membri.

Siamo del parere che per far sì che ciò avvenga occorre innanzitutto assicurarsi che le norme introdotte siano sufficientemente chiare ed operative per il personale addetto e le autorità statali. Relativamente, poi, alle modalità di trasporto di fondi, gli Stati membri devono poter scegliere le opzioni che desiderano tra le cinque modalità di trasporto di banconote e le due modalità di trasporto di monete metalliche figuranti nel presente regolamento.

Visto che il trasporto di fondi presenta specifici pericoli, questo regolamento deve contribuire a rafforzare l’esigenza della sicurezza pubblica del personale addetto e del pubblico in generale.

Per evitare gli attacchi ai veicoli adibiti al trasporto di fondi, occorrerà incoraggiare il ricorso al sistema intelligente di neutralizzazione delle banconote.

 
27/09/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul progetto di regolamento del Consiglio sull'estensione del campo di applicazione del regolamento (UE) n. …/… del Parlamento europeo e del Consiglio sul trasporto transfrontaliero professionale su strada del contante in euro tra gli Stati membri dell’area dell’euro - (Rel. Sophie Auconie)

L'obiettivo di questa relazione è semplificare la circolazione di monete e banconote tra gli Stati membri della zona Euro. Riteniamo la proposta abbastanza equilibrata perché sottolinea che gli Stati membri sono i diretti responsabili della messa in atto della revisione delle regole di sicurezza.

Occorrerà, però, adoperarsi tutti affinché in Europa migliorino i livelli di sicurezza del trasporto stesso ed il livello di esperienza dei trasportatori transfrontalieri. Sosteniamo, inoltre, l'adozione di un sistema intelligente di neutralizzazione delle banconote.

E chiediamo, infine, alla Commissione un'ulteriore consultazione delle parti sociali.

 
27/09/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul Libro verde "Trasformare le sfide in opportunità: verso un quadro strategico comune per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione dell'Unione europea" - (Rel. Marisa Matias)

Accogliamo con favore l'adozione di questa relazione perché ha il grande merito di coniugare i programmi europei relativi alla ricerca, alla competitività ed all'innovazione tecnologica con i Fondi strutturali e di coesione destinati agli stessi settori. Si tratta di un necessario passo in avanti nella riorganizzazione degli strumenti e dei programmi esistenti, che si propone l'obiettivo di definire una nuova politica strategica di lungo periodo.

Il rafforzamento della convergenza ed il consolidamento della capacità competitiva globale dell'Unione europea, fondata quest'ultima su un modello di cooperazione, sono elementi della risposta per la ripresa economica e per un modello di sviluppo basato su una crescita sostenibile e sulla creazione di maggiore occupazione.

Proporre un quadro comune, nonostante le evidenti differenze esistenti nel contesto europeo, costituisce un'opportunità unica per rafforzare lo spazio europeo della ricerca e per definire una chiara strategia di convergenza. Tutto ciò ci permetterà di ristabilire i giusti equilibri in termini di accesso e di partecipazione.

La ricerca e l'innovazione sono, infatti, strumenti essenziali per il consolidamento di una strategia di crescita sostenibile e inclusiva. Ma nessuna strategia comune potrà ambire a raggiungere questo risultato se si continuano a cambiare le "regole del gioco"; nessuna strategia di risposta alla situazione economica e sociale attuale potrà offrire garanzie sugli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione se persisteranno ancora le disuguaglianze e gli squilibri endemici nell'accesso ai Fondi europei disponibili.

 
27/09/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla nuova politica commerciale per l'Europa nel quadro della strategia Europa 2020 - (Rel. Daniel Caspary)

Grazie all'OMC ed alle numerose iniziative multilaterali e bilaterali, il commercio mondiale ha conosciuto, negli ultimi anni, un'autentica espansione. Eppure, se nel 2000, al momento dell'approvazione della strategia di Lisbona, l'Unione europea realizzava ancora il 25% del valore aggiunto mondiale, si calcola che la sua parte nel 2020 non supererà il 18%.

Al contrario, un numero sempre più crescente di paesi in via di sviluppo e di paesi emergenti si sono integrati nel commercio internazionale e sono divenuti le vere nuove locomotrici dell'economia mondiale. Ciò è apparso evidente, in particolare, durante la crisi degli anni 2008-2009 allorché sono stati innanzitutto i paesi emergenti che hanno svolto un ruolo di stabilizzazione in un momento di crisi finanziaria generalizzata.

L'Unione Europea non può non tenere conto del fatto che la crescita demografica segna un'inversione di tendenza nell'Unione: la popolazione dei paesi in via di sviluppo continua ad aumentare rapidamente e ciò si ripercuoterà anche sulla loro situazione economica.

Ove si consideri che già oggi nell'Unione europea il 18% dei posti di lavoro, ossia 36 milioni, dipendono dal commercio estero, e che nel 2015, secondo le previsioni, il 90% della crescita economica mondiale sarà generato al di fuori dell'UE, l'elaborazione e l'attuazione di una strategia di lungo termine per il commercio estero, che tenga conto dell'evoluzione del ruolo dell'UE nell'economia mondiale, appare di fondamentale importanza. Ed è per questo che la Commissione dovrebbe presentare al più presto una strategia per il commercio estero che sia veramente concepita per il lungo periodo.

Esortiamo, dunque, la Commissione a procedere ad un'analisi più attenta e ad elaborare previsioni che integrino le realtà attuali dell'economia mondiale e la situazione presente dell'Unione europea nonché i probabili cambiamenti futuri.

Solo su questa base si potrà elaborare una strategia di lungo termine, adatta ai bisogni dell'Unione europea e dei suoi cittadini.

 
27/09/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su "Potenziare la reazione europea alle catastrofi: il ruolo della protezione civile e dell’assistenza umanitaria" - (Rel. Elisabetta Gardini)

Dinanzi al drammatico aumento delle calamità naturali, sia all'interno che all'esterno dell'Unione europea, siamo sempre più spesso chiamati ad intervenire e garantire una reazione rapida ed efficace, così come previsto dalla nuova base giuridica, introdotta dal Trattato di Lisbona, in materia di protezione civile e di aiuto umanitario.

Dovremmo, però, poterci concentrare su una identificazione "di tipo preventivo" dei mezzi esistenti negli Stati membri e messi a disposizione del meccanismo europeo di protezione civile su base volontaria. Si tratterebbe di un importante progresso rispetto all'attuale reazione ad hoc alle calamità, nel senso di una pianificazione anticipata attraverso lo sviluppo di scenari di riferimento, il rilevamento dei mezzi degli Stati membri ed una efficace pianificazione di emergenza.

Sosteniamo, quindi, una maggiore semplificazione del meccanismo europeo di protezione civile, che si è dimostrato sino ad oggi troppo burocratico, ed appoggiamo la creazione di unico Centro di reazione alle emergenze attivo 24 su 24 e 7 giorni su 7 che, di concerto con gli Stati membri, decida in merito ai mezzi da dispiegare in caso di calamità, al fine di garantire un'assistenza immediata ed efficace alle vittime.

Un altro punto fondamentale è la necessità di maggiore coordinamento tra tutti gli attori, al fine di evitare la sovrapposizione e la duplicazione degli sforzi sia a livello politico sia a livello operativo, e desideriamo sottolineare l'importanza del contributo di tutti gli Stati membri, nello spirito della solidarietà europea, alla reazione europea alle catastrofi.

A tal proposito, riteniamo utile la previsione di un sistema di incentivi che consenta agli Stati membri di impegnare capacità sufficienti per le risorse comuni volontarie senza aumentarne effettivamente la spesa complessiva.

 
14/09/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sull'accesso del pubblico ai documenti (Rel. Sargentini)

Accogliamo con favore l'adozione di questa relazione che si prefigge di attuare uno degli obiettivi fondamentali del Trattato di Lisbona, cioè quello di realizzare un nuovo quadro costituzionale per la trasparenza delle istituzioni europee.

Nell'ottica di un'amministrazione europea aperta, che sia anche efficace ed indipendente, è fondamentale garantire un diritto certo per i cittadini europei all'accesso ai documenti delle istituzioni, degli organi, degli organismi, degli uffici e di tutte le agenzie comunitarie.

Consideriamo la trasparenza un elemento essenziale della democrazia partecipativa, complementare alla democrazia rappresentativa su cui si fonda il funzionamento dell'Unione, dal momento che consente ai cittadini di prendere parte al processo decisionale e di esercitare un controllo pubblico, garantendo così la legittimità del sistema politico democratico. Non possiamo rimanere insensibili dinanzi ai nostri cittadini che ci chiedono una maggiore democrazia, trasparenza e apertura delle istituzioni e degli attori politici e una più decisa lotta contro la corruzione.

I cittadini hanno il diritto di sapere in che modo agiscono i loro rappresentanti una volta eletti o, in che modo opera il processo decisionale e in che modo il denaro pubblico è assegnato e speso e con quali risultati. Riteniamo, però che l'attuale regolamento (CE) n. 1049/2001 non definisca in modo chiaro alcuni concetti importanti, quali il diritto di veto degli Stati membri, le limitazioni allo "spazio di riflessione", delle eccezioni precise e limitate, la classificazione dei documenti e l'equilibrio tra la trasparenza e la protezione dei dati.

Risulta, pertanto, necessaria una sua revisione che dovrà, però, rafforzare il diritto di accesso ai documenti, senza pregiudicare in alcun modo i vigenti standard di tutela di tale diritto, allo scopo di trovare un giusto equilibrio tra la trasparenza e la protezione dei dati.

 
14/09/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulle attività della Commissione per le Petizioni relative al 2010 (Rel. Willy Meyer)

L'entrata in vigore del Trattato di Lisbona ha confermato il diritto di petizione dinanzi al Parlamento europeo quale elemento cardine della cittadinanza europea e quale diritto fondamentale ai sensi dell'articolo 227. Si tratta, dunque, di uno strumento fondamentale che consente ai cittadini di portare dinanzi al Parlamento le loro preoccupazioni riguardanti l'impatto delle diverse politiche e della legislazione dell'UE sulla loro vita quotidiana.

Analizzando le varie statistiche, si evince, però, che la maggior parte delle petizioni dichiarate irricevibili lo sono state perché i firmatari continuano a confondere le competenze nazionali con quelle dell'Unione europea, nonché le istituzioni dell'UE con il Consiglio d'Europa o con la Corte dei diritti dell'uomo. Ciò dimostra quanto sia necessario raddoppiare gli sforzi per informare meglio i cittadini sul significato del diritto di petizione e su ciò che possono ottenere presentandone una.

Una delle misure da intraprendere dovrebbe essere il miglioramento della pagina web, sia nel portale dell'Unione europea che in quello dello stesso Parlamento europeo. In tal modo, i cittadini che inviano petizioni per via elettronica riceverebbero tutte le informazioni necessarie sulle competenze del Parlamento europeo, sul processo di valutazione delle petizioni, sul lavoro della commissione per le petizioni e sulla possibilità di ottenere una soluzione più rapida ricorrendo ad altri strumenti disponibili a livello si nazionale che europeo.

Intendiamo, inoltre, sottolineare ancora una volta la necessità che i cittadini dispongano di uno "sportello unico" europeo che possa fornire loro consulenza quando sono in cerca di soluzioni per quelle che considerano violazioni dei loro diritti. Questo rimane, secondo noi, un obiettivo estremamente importante da realizzare in tempi brevissimi.

 
13/09/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio che istituisce un'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (Frontex)- (Rel. Simon Busuttil)

Una delle prerogative dello spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia dell'Unione europea è l'aver eliminato le frontiere interne nell'area Schengen. Questo, però, ha fatto delle frontiere esterne degli Stati membri dell'UE una questione di interesse comune ed ha reso ancora più urgente la necessità di una loro gestione integrata attraverso un approccio coordinato.

A tal fine risultano indispensabili l'adozione e l'applicazione di norme comuni, una maggiore cooperazione fra gli Stati membri, un miglior coordinamento degli sforzi ed una maggiore condivisione delle risorse.

L'aspetto fondamentale è che la cooperazione deve basarsi sulla solidarietà fra Stati membri, specialmente nei confronti di quegli Stati di frontiera che, in ragione della loro situazione geografica o demografica, devono far fronte ad ingenti flussi migratori.

Accogliamo, quindi, con favore l'approvazione di questa relazione, perché alla fine di lunghi negoziati, siamo riusciti ad ottenere ottimi risultati e miglioramenti per il funzionamento della preposta Agenzia Frontex, avendo previsto maggiori risorse e strumenti che rendano più efficace il suo operato.

Sarà finalmente accresciuta la sua visibilità attraverso l'istituzione di un sistema europeo di guardie di frontiera, il quale consisterà in un pool di guardie di frontiera nazionali che possa essere utilizzato dall'Agenzia ai fini delle proprie operazioni congiunte, delle missioni di intervento rapido alle frontiere e dei progetti pilota. Ciò contribuirà a semplificare le disposizioni del regolamento, ad aumentare la trasparenza, a evitare duplicazioni e confusioni di ruoli e, aspetto ancora più importante, a conferire una più chiara identità europea alle missioni dell'Agenzia.

Sarà garantito, inoltre, un attento monitoraggio dei suoi interventi affinché vengano tutelati e rispettati i diritti umani ed, infine, verrà assicurato un attento controllo democratico in quanto i responsabili di Frontex saranno chiamati a rispondere periodicamente del loro operato dinanzi al nostro Parlamento Europeo.

 
13/09/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sull'imprenditorialità femminile nelle piccole e medie imprese - (Rel. Marina Yannakoudakis)

È essenziale riconoscere le capacità delle donne sul luogo di lavoro e prestare loro un'assistenza particolare mediante strumenti validi, concreti, capaci di incoraggiare la loro partecipazione ed assicurare che esse possano operare a condizioni paritarie, in ambito lavorativi in cui non vi sia spazio per le discriminazioni di genere.

Abbiamo sostenuto la presente relazione perchè in essa si riconosce il valore delle imprenditrici nelle piccole e medie imprese, richiamando i diversi problemi a cui devono far fronte, e si sottolinea il contributo che le donne lavoratrici possono dare sia alla comunità, sia all’economia dell’Unione Europea.

Ciascuno Stato membro ha adottato, sino ad ora, approcci diversi per sostenere e promuovere le donne nel processo decisionale e nei consigli d’amministrazione. I problemi cui devono far fronte le donne variano da paese a paese; è vero. Alcuni Stati forniscono più sostegno di altri, e anche le differenze culturali nel ruolo della donna influenzano le possibilità di avviare un’attività imprenditoriale.

Vi sono attualmente diversi sistemi di sostegno negli Stati, ambiti comuni in cui le iniziative potrebbero essere condivise. Occorre, quindi, promuovere uno scambio delle buone prassi già esistenti e prevedere nuovi strumenti e politiche di sostegno.

A livello regionale o locale, occorrerà incoraggiare le aziende a sostenere le donne, non necessariamente mediante la fissazione di quote ma attraverso obiettivi interni. I consigli d’amministrazione devono accettare le donne a condizioni paritarie, purché vantino stesse esperienze e qualifiche.

Invitiamo, quindi, tutti gli Stati membri a ricorrere a qualsiasi strumento idoneo per "raggiungere" attivamente i potenziali utenti dell’imprenditoria femminile.

 
07/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio sull'Anno europeo dell'invecchiamento attivo 2012 - (Rel. Martin Kastler)

Oggigiorno i cittadini europei vivono sempre più a lungo ed in condizioni di salute fortunatamente migliori: l'invecchiamento della popolazione rappresenta, però, anche una delle maggiori sfide per l'Unione Europea. Presto ci si troverà di fronte ad un considerevole incremento della percentuale di persone anziane ed a una forte diminuzione della popolazione sotto i 50 anni, con un conseguente aumento della pressione su bilanci pubblici, su sistemi pensionistici e sanitari e sui sistemi di assistenza sociale per gli anziani. Sosteniamo la decisione della Commissione di istituire l'Anno europeo dell'invecchiamento attivo per il 2012: ciò dovrebbe incoraggiare gli sforzi di Stati membri, autorità locali e regionali, parti sociali e società civile nel promuovere un invecchiamento attivo e mobilitare il potenziale della fascia di popolazione dai 50 anni in su. L'Anno europeo dovrebbe essere, quindi, il buon contesto in cui accrescere consapevolezza, identificare e attuare le buone pratiche e, soprattutto, incoraggiare responsabili politici e parti interessate a promuovere l'invecchiamento attivo a tutti i livelli. Siamo dell'idea, infine, che per promuovere un invecchiamento attivo sia necessario accrescere la solidarietà e la collaborazione tra generazioni e che gli obiettivi da realizzare dovranno essere vitalità, dignità e solidarietà tra le varie fasce di età.

 
07/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Proposta di risoluzione sulla Siria, lo Yemen e il Bahrein nel contesto della situazione del mondo arabo e del Nord Africa - (Gruppo PPE)

In alcuni paesi arabi è in corso una forte richiesta di riforme politiche, economiche e sociali volte a conseguire una democrazia autentica, a lottare contro la corruzione e il nepotismo, a garantire il rispetto dello Stato di diritto, dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, a ridurre le disuguaglianze sociali ed a creare condizioni economiche e sociali migliori. Alcuni governi hanno, però, reagito con una violenta repressione di queste manifestazioni popolari. Tenendo conto che la libertà di pensiero, di coscienza e di religione rappresenta un diritto fondamentale dell'uomo che dovrebbe essere garantito dalle autorità, condanniamo fermamente la violenta repressione di manifestanti pacifici; esprimiamo la nostra solidarietà ai popoli di questi paesi e sosteniamo con fermezza le loro legittime aspirazioni democratiche. Riteniamo, inoltre, sia necessario che l'UE si avvalga dei numerosi strumenti a sua disposizione per scoraggiare tali azioni, imponga misure restrittive nei confronti di questi Paesi e delle autorità responsabili della violenta repressione a danno della popolazione civile, sospendendo tutti i lavori preparatori relativi a nuovi programmi di cooperazione bilaterale. Invitiamo, infine, la comunità internazionale a compiere ulteriori sforzi per sostenere ed incoraggiare il processo di riforma politica nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente.

 
07/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulle politiche esterne dell'UE a favore della democratizzazione - (Rel. Véronique De Keyser)

L'Unione Europea, insieme alla comunità internazionale, può svolgere un ruolo attivo nel sostenere il processo di consolidamento democratico. Affinché la democratizzazione abbia successo, è fondamentale affrontare lo sviluppo sociale ed economico del paese interessato e garantire la soddisfazione dei diritti umani fondamentali, istruzione, salute e occupazione. L'aiuto europeo a sostegno di Stati autoritari non garantisce sempre lo sviluppo democratico; pertanto per valutare la sua efficacia, occorre concentrarsi sui risultati, piuttosto che sulla loro concessione. Fondamentale deve essere, inoltre, il ruolo che possono svolgere partiti politici democratici legittimi, movimenti sociali autentici e una stampa libera per tutelare gli interessi pubblici che contribuiscono a controllare la trasparenza e la responsabilità dei governi e danno un sostegno alle donne nella loro lotta per la parità dei diritti. Riteniamo sia necessario accordare priorità ad un dialogo approfondito sulle norme ed i valori democratici con gli attori impegnati in tutti i processi di consolidamento della democrazia, in quanto la costruzione e il consolidamento delle istituzioni democratiche possono contribuire a rafforzare lo sviluppo economico ed a ridurre la povertà. Accogliamo con vivo compiacimento, infine, la creazione di una Direzione per la democrazia e i diritti umani in seno al Servizio europeo per l'azione esterna della Commissione.

 
07/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Proposta di risoluzione sul programma di distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione - (Gruppo PPE)

Il diritto al cibo rientra tra i diritti umani fondamentali e si realizza quando tutti, in qualsiasi momento, possono accedere fisicamente ed economicamente ad un'alimentazione adeguata, sicura dal punto di vista sanitario e nutriente, per poter soddisfare il proprio fabbisogno nutrizionale. Nell'UE 43 milioni di cittadini sono esposti al rischio di povertà e, a causa della crisi economica e finanziaria, il numero potrebbe aumentare. Concordiamo con l'iniziativa della Commissione e delle Nazioni Unite di fare fronte comune contro l'insicurezza alimentare e la malnutrizione nel mondo. Siamo dell'idea che il programma per sostenere i soggetti più bisognosi della società vada mantenuto e che la Commissione debba individuare una base giuridica per il programma alimentare esistente o per un nuovo programma inteso ad aiutare gli indigenti. Dovrebbe, inoltre, essere considerata la possibilità di aumentare l'approvvigionamento dei prodotti destinati al programma, consentendo l'acquisto di prodotti ritirati dal mercato mediante strumenti diversi dall'intervento, quali le restituzioni all'esportazione o lo stoccaggio privato. Riteniamo, infine, necessario che nell'ambito dell'adeguamento dei Fondi strutturali, la Commissione garantisca che le singole qualifiche professionali e i titoli di studio siano promossi in misura crescente, al fine di consentire la partecipazione dei più indigenti allo Stato sociale mediante il proprio lavoro.

 
07/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sui progressi nella lotta contro le mine - (Rel. Geoffrey Van Orden)

In alcuni Stati la presenza delle mine risulta essere un problema strutturale che miete ancora numerose vittime, in particolare civili. Pertanto la lotta contro le mine dovrebbe costituire un elemento obbligatorio delle strategie nazionali dei Paesi in cui sono notoriamente presenti soprattutto quelle antipersona e/o scorte di tali ordigni. Malgrado i progressi fatti nelle tecnologie e nelle tecniche di rilevamento delle stesse, soluzioni rapide, affidabili e convenienti, rimangono ancora aleatorie. Riteniamo, dunque, sia necessario promuovere l'universalizzazione e l'attuazione del Trattato sulla messa al bando delle mine antipersona e della Convenzione sulle munizioni a grappolo, invitando tutti gli Stati, che non l'hanno ancora fatto, ad aderirvi. Siamo dell'idea che bisognerebbe garantire anche un maggiore coinvolgimento dei Paesi colpiti, ricordando a questi ultimi le loro responsabilità; occorre individuare sinergie tra le diverse dimensioni della lotta contro le mine, con particolare riguardo agli aspetti umanitari e di sviluppo. Riteniamo, infine, siano necessari finanziamenti per la ricerca nelle tecniche e nelle tecnologie di rilevamento e di censimento; per garantire una maggiore assistenza alle vittime, sperando di realizzare un mondo finalmente libero dal pericolo che esse costituiscono per la vita, le risorse e lo sviluppo economico.

 
07/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Proposta di risoluzione sulle modifiche del sistema Schengen - (Gruppo PPE)

La sicurezza dello spazio Schengen dipende dal rigore e dall'efficacia con cui ogni Stato membro effettua i controlli alle proprie frontiere esterne, nonché dalla qualità e dalla rapidità con cui vengono scambiate le informazioni attraverso il SIS. Viste le pressioni subite recentemente dal sistema, a causa di un considerevole spostamento di persone da molti paesi nordafricani, concordiamo con la possibilità di ripristinare, in via temporanea, controlli limitati alle frontiere interne "in circostanze del tutto eccezionali". Siamo altresì dell'idea che la situazione non possa essere gestita unicamente a livello nazionale, ma che richieda la mobilitazione di tutti gli Stati membri a livello di Unione europea e l'uso di tutti gli strumenti operativi e finanziari di cui essa dispone. Riconosciamo che la libera circolazione delle persone attraverso le frontiere europee sia un importante successo, che costituisce di fatto uno dei principali pilastri dell'Unione europea, ma raccomandiamo vivamente il rafforzamento della "governance" di Schengen. Riteniamo, infine, sia necessario obbligare gli Stati membri a rispettare le norme derivanti da questo accordo e a proteggere in modo efficace le frontiere esterne, garantendo nel contempo che i diritti fondamentali siano rispettati e che l'accesso dei profughi alla protezione internazionale sia compatibile ed adeguato.

 
07/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Proposta di risoluzione sui preparativi delle elezioni alla Duma di Stato russa in dicembre

Nonostante la crescente interdipendenza delle relazioni economiche e commerciali, i rapporti tra UE e Russia stanno registrando progressi limitati, a causa delle incomprensioni e della sfiducia in merito a questioni politiche ed economiche che hanno impedito alle parti di costruire un'autentica cooperazione strategica. Siamo dell'idea che le autorità russe debbano fare tutto ciò che è in loro potere per garantire che tutti i candidati e i partiti siano trattati in modo giusto ed equo in occasione delle elezioni parlamentari del dicembre 2011. Nella Federazione russa, spesso, sono messe a rischio le libertà di espressione, associazione e riunione. Sono altresì soggette a restrizioni, oppure ostacolate, le iniziative e le attività dei sostenitori dei diritti umani, delle organizzazioni indipendenti della società civile, degli oppositori politici, dei mezzi di informazione indipendenti e dei normali cittadini. Pertanto, riteniamo debbano essere ridotti gli ostacoli alla registrazione di nuovi partiti, assicurate pari condizioni a tutti i candidati e partiti nel corso della campagna elettorale e, soprattutto, dovrà essere garantito a tutti l'accesso ai mezzi di informazione. Sosteniamo, infine, che l'evoluzione futura delle relazioni UE-Russia debba essere legata a sforzi volti a rafforzare la democrazia, lo Stato di diritto ed il rispetto dei diritti fondamentali.

 
07/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Proposta di risoluzione sull'approccio del Parlamento europeo all'attuazione degli articoli 9 e 10 del protocollo 1 al trattato di Lisbona per quanto riguarda la cooperazione parlamentare nel settore della PESC/PSDC

In conformità al Trattato, il Parlamento europeo è periodicamente consultato sugli aspetti principali e le scelte di base della Politica Estera e di Sicurezza Comune. La sua approvazione è, infatti, un requisito indispensabile per tradurre le strategie dell'Unione Europea in norme legislative e per concludere gli accordi internazionali. Esso costituisce una fonte di legittimità democratica ed esercita un attento controllo democratico. Siamo dell'idea che una cooperazione interparlamentare più forte, nel settore della PESC/PSDC, potenzierebbe l'influenza parlamentare sulle scelte politiche effettuate dall'Unione Europea e dai suoi Stati membri. Deploriamo, invece, il fatto che non sia stato possibile raggiungere un accordo tra il Parlamento europeo ed i parlamenti nazionali sulle nuove forme di cooperazione interparlamentare in politica estera. Ciò avrebbe avuto enormi effetti positivi, avrebbe promosso la cotitolarità del diritto di consultazione, con il duplice obiettivo di ottenere un migliore valore aggiunto e di contenere i costi organizzativi. Ci dichiariamo pronti a sostenere tutti gli sforzi dell'attuale Presidenza Polacca dell'UE per arrivare ad un accordo in questo senso, nel più breve tempo possibile.

 
06/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulle donne e la direzione delle imprese - (Rel. Rodi Kratsa-Tsagaropoulou)

La tematica della scarsa presenza delle donne nelle direzioni di imprese è ricorrente ed ingloba anche altre problematiche connesse al mondo del lavoro, quali: le modalità di accesso, la parità e l'equità, la conciliazione della vita professionale con quella familiare, le ambizioni personali, gli stereotipi culturali. Obiettivo di questa nostra relazione è quello di permettere a donne competenti e qualificate di accedere a posti che oggi sono loro difficilmente accessibili. Riteniamo, infatti, che sebbene vi siano differenze tra i vari Stati Membri, il bilancio sia ancora negativo: le donne sono scarsamente rappresentate sia nei posti dirigenziali che in altri settori imprenditoriali. La promozione di una maggiore rappresentatività femminile dovrebbe costituire dunque un imperativo nell'Unione Europea. Nonostante l'introduzione delle quote rosa, che in alcuni Stati ha iniziato a dare dei buoni risultati, riteniamo siano necessarie una chiara strategia, una legislazione di tipo vincolante, una previsione delle risorse di bilancio necessarie a questo scopo, delle politiche di sostegno e di conciliazione della vita familiare con quella professionale, una forte volontà politica, la formazione di donne professioniste. Occorre, quindi, predisporre uno scambio di buone prassi per incoraggiare la partecipazione femminile, preparare tabelle di marcia e definire obiettivi quantitativi da raggiungere entro termini realistici.

 
06/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla sicurezza dell'aviazione, con particolare riferimento ai body scanner - (Rel. Luis de Grandes Pascual)

I body scanner di nuova generazione appaiono idonei ad incrementare la sicurezza del trasporto aereo dell'Unione Europea. Si tratta di strumenti che apportano valore aggiunto all'efficacia dei controlli di sicurezza negli aeroporti dell'Unione e che oltretutto appaiono adeguati in rapporto ai rischi che prevengono. Concordiamo con il loro inserimento nell'elenco dei metodi e delle tecnologie di screening e controllo che i cittadini europei possono scegliere, in quanto riteniamo fondamentale adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza di questi ultimi, lasciando impregiudicati i loro diritti fondamentali. Siamo favorevoli, inoltre, all'attuazione di norme armonizzate in tutta l'Unione Europea che fissino le condizioni per il loro utilizzo ed una serie di standard comuni in materia di efficacia di rilevamento. Non bisogna dimenticare che i controlli, i servizi di intelligence e di vigilanza, lo scambio di informazioni di polizia e l'analisi del fattore umano sono elementi fondamentali che rientrano nella definizione di sicurezza aerea formando un tutt'uno. Riteniamo, infine, che l'utilizzo dei body scanner comporti un livello di protezione ottimale per i cittadini europei. Si tratta quindi, in sostanza, di tutelare i valori democratici portando avanti, nel contempo, la lotta al terrorismo che li minaccia.

 
06/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale - (Rel. Inés Ayala Sender)

In Europa la percentuale di non residenti coinvolti in incidenti stradali, in particolare dovuti all'eccesso di velocità, è estremamente elevata. L'approvazione della posizione del Consiglio, in prima lettura, rappresenta un primo passo verso una politica comune in materia di trasporti e di sicurezza stradale. Tra le modifiche sostanziali indicate, molte disposizioni originariamente proposte e rafforzate sono state interamente soppresse dal testo. Di conseguenza, il nuovo testo si limita ora ad uno scambio di informazioni tra gli Stati membri attraverso una rete di scambio di dati elettronici per identificare il veicolo che ha commesso l'infrazione. Tre Stati membri non parteciperanno alla direttiva, dal momento che la nuova base giuridica scelta dal Consiglio ha permesso una possibilità di "opt-in" per l'Irlanda ed il Regno Unito e di "opt-out" per la Danimarca. Questa decisione si ripercuoterà negativamente sul trattamento equo e paritario dei cittadini europei, mantenendo una generale sensazione di impunità. Proponiamo, quindi, doverosi e più stringenti obblighi di comunicazione per gli Stati membri che dovrebbero essere rafforzati sul piano delle tempistiche e del contenuto; auspichiamo la revisione delle procedure di applicazione e l'armonizzazione delle normative stradali e delle procedure di controllo.

 
06/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul progetto di regolamento del Consiglio che stabilisce il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2007-2013 - (Rel. Reimer Böge)

Relativamente al quadro finanziario pluriennale, riteniamo che in considerazione dell'aumento dei fabbisogni e della riduzione dei margini, nonché del crescente ricorso agli strumenti di flessibilità previsti dall'AII (adeguamento e revisione dei massimali e mobilitazione dello strumento di flessibilità, del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, del Fondo di solidarietà dell'Unione europea e della Riserva per aiuti di emergenza) sia necessaria una maggiore flessibilità. Riteniamo che l'attuale accordo interistituzionale debba considerarsi operativo fino a quando non entrerà in vigore il nuovo Regolamento che stabilisce il Quadro finanziario pluriennale, fatta eccezione per i punti degli allegati da considerarsi ormai obsoleti a seguito dell'entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Per quanto riguarda, invece, tutte le future proposte, riteniamo necessario che si tengano veri e propri negoziati.

 
06/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su un approccio globale alla protezione dei dati personali nell'Unione europea - (Rel. Axel Voss)

La rapidità dello sviluppo tecnologico nella società dell'informazione globale richiede una normativa completa e coerente in materia di protezione dei dati. L'attuale carenza di armonizzazione tra le legislazioni nazionali degli Stati membri rendono necessaria l'adozione di uno strumento giuridico complessivo a livello europeo. Ogni cittadino deve aver diritto non soltanto ad essere pienamente informato sul trattamento dei dati che lo riguardano, ivi incluse le fonti e i destinatari, ma anche ad ottenere informazioni comprensibili sulla logica alla base di ogni trattamento automatizzato dei dati stessi. Sosteniamo, quindi, la necessità di introdurre un principio generale di trasparenza per il trattamento dei dati personali, di prevedere forme specifiche di protezione per le persone vulnerabili, di mantenere le deroghe consentite per alcune finalità giornalistiche al fine di tutelare la libertà di stampa. Invitiamo, infine, la Commissione Europea a studiare le modalità per l'introduzione di un obbligo generale di notifica delle violazioni dei dati personali (obbligo attualmente limitato al solo settore delle telecomunicazioni); ad istituire un sistema di notifica delle violazioni dei dati personali sul modello di quello introdotto dalla direttiva “ePrivacy” ed a prevedere per i "dati sensibili" uno speciale regime restrittivo, il che richiederà, di conseguenza, una chiara definizione di questi ultimi.

 
06/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla crisi finanziaria, economica e sociale: raccomandazioni sulle misure e le iniziative da adottare (relazione finale) - (Rel. Pervenche Berès)

Siamo dell'idea che il lavoro sinora intrapreso in seno alla Commissione Speciale sulla Crisi finanziaria, Economica e Sociale (CRIS) abbia permesso di acquisire una visione approfondita e olistica della crisi, di trarre conclusioni ed elaborare importanti raccomandazioni, soprattutto in materia di investimenti pubblici e politica fiscale. In particolare, la proroga del mandato della Commissione Speciale si è rivelata necessaria per elaborare nuove raccomandazioni per un modello europeo di crescita sostenibile, che integrino le sue precedenti sollecitazioni già adottate dal Parlamento europeo; per mettere a punto i meccanismi e sviluppare politiche coordinate per uscire dalla crisi del debito pubblico negli Stati membri ed evitare che si ripeta, affrontandone le cause fondamentali e promuovendo, nel contempo, una crescita forte e sostenibile e l'occupazione e, infine, per sviluppare una stretta collaborazione con i parlamenti nazionali. Riteniamo, inoltre, sia necessario continuare a lavorare per migliorare un meccanismo funzionante per la gestione delle crisi a livello UE e definire una strategia politica di vigilanza per il futuro, che includa e sia legata alla riforma della governance economica europea, alla strategia UE 2020, alla politica fiscale, all'incidenza finanziaria, al regolamento finanziario, nonché alla riforma della governance globale ed alla rappresentanza dell'Unione Europea su scala mondiale.

 
06/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla legislazione dell'UE sulle encefalopatie spongiformi trasmissibili (EST) e sui relativi controlli dei mangimi e degli alimenti - attuazione e prospettive - (Rel. Dagmar Roth-Behrendt)

La protezione dei consumatori, la salute degli animali e l'eradicazione delle Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili rappresentano i nostri obiettivi principali e devono, pertanto, avere la massima importanza nella valutazione delle modifiche alle norme attuali. Per tale ragione, invitiamo la Commissione e gli Stati membri a continuare a monitorare attentamente il loro sviluppo con particolare attenzione alla diffusione di quella di origine bovina (BSE). Riteniamo che l'obiettivo primario di ogni misura nel settore dovrebbe sempre essere il raggiungimento del massimo livello di protezione dei consumatori e di sicurezza alimentare; pertanto, il principio di precauzione dovrà sempre prevalere laddove le conoscenze scientifiche non siano sufficientemente approfondite o avanzate. La Commissione sarà tenuta ad informare il Parlamento di eventuali nuove conclusioni in materia; i cambiamenti proposti al divieto di somministrazione dei mangimi potranno essere sostenuti solo a determinate condizioni; le proteine animali trasformate ottenute da parti animali adatte al consumo umano dovranno essere sottoposte ad ulteriori processi di sterilizzazione e bisognerà valutare attentamente qualsiasi modifica all'elenco dei materiali specifici a rischio. Riteniamo, infine, sia necessario favorire la ricerca nei settori in cui le conoscenze non sono ancora complete. Solo in questo modo sarà possibile adottare e giustificare tutte le nuove future decisioni politiche.

 
06/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla banda larga in Europa: investire nella crescita indotta dalla tecnologia digitale - (Rel. Niki Tzavela)

Benché tutti gli Stati membri dispongano di una strategia nazionale in materia di banda larga, solo pochi di loro hanno programmi pienamente operativi che includono gli obiettivi prefissi dalla strategia Europa 2020, quali: assicurare la non discriminazione, promuovere le tecnologie disponibili ed evitare misure che implichino oneri iniqui per i consumatori e le imprese. Riteniamo che i servizi a banda larga siano un fattore essenziale per la competitività dell'economia e siano necessari per permettere a tutte le regioni ed a tutte le fasce della società di poter beneficiare della tecnologia digitale nell'Unione europea. Pertanto, invitiamo gli Stati membri ad aprire integralmente la concorrenza tra le reti, onde evitare tanto le sovvenzioni che distorcono il mercato quanto l'insorgenza e l'abuso di posizioni di mercato dominanti. Essi devono promuovere ed estendere il libero accesso alla connettività ad alta velocità alle infrastrutture pubbliche importanti situate in zone remote, come mezzo per migliorare il servizio pubblico. Sosteniamo, infine, che l'Unione europea debba investire maggiormente nella ricerca sulle future tecnologie della comunicazione, sia fisse che mobili, e debba sviluppare iniziative tecnologiche congiunte in tali settori, interessando le università, gli istituti di ricerca, i fabbricanti di dispositivi e i fornitori di servizi e contenuti.

 
06/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'elenco dei documenti di viaggio che consentono di attraversare le frontiere esterne e sui quali può essere apposto un visto, e alla creazione di un meccanismo per stabilire tale elenco - (Rel. Tanja Fajon)

Per poter attraversare le frontiere esterne tra gli Stati dell'Unione Europea, al tempo della cooperazione intergovernativa su Schengen, era necessaria la compilazione di alcuni documenti di viaggio. L'elenco dei documenti di viaggio, infatti, da un lato permetteva alle autorità di controllo delle frontiere di verificare se un determinato documento di viaggio era riconosciuto dal Codice Schengen, dall'altro consentiva al personale consolare di verificare se gli Stati membri ritenevano necessaria l'apposizione della vignetta del visto. Con l'attuale quadro istituzionale e giuridico, riteniamo siano necessari un continuo aggiornamento dell'elenco dei documenti di viaggio ed una comunicazione da parte degli Stati membri della loro posizione in merito al riconoscimento o non riconoscimento di tali documenti a fini di semplificazione e di efficienza, garantendo cosi un'informazione il più completa possibile a tale riguardo. Siamo dell'idea, infine, che l'elenco dei documenti di viaggio dovrebbe essere giuridicamente vincolante. La formulazione proposta rispetta doverosamente la competenza degli Stati membri di riconoscere o meno le documentazioni di viaggio e, al tempo stesso, garantisce la certezza del diritto dopo il periodo dato, che potrebbe in effetti essere più lungo di quanto proposto dalla Commissione.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un'agenzia per la gestione operativa dei sistemi di tecnologia dell'informazione su larga scala del settore della libertà, della sicurezza e della giustizia - (Rel. Carlos Coelho)

Concordiamo con l'istituzione di una nuova Agenzia per la gestione di nuovi sistemi di tecnologia dell'informazione su larga scala nel quadro dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, i cui compiti saranno esclusivamente di livello tecnico e di gestione operativa. L'agenzia non avrà, infatti, il potere di adottare decisioni politiche relative, ad esempio, alla creazione di nuovi sistemi o all'interoperabilità tra i diversi sistemi. Riteniamo sia necessario, quindi, stabilire delle regole per evitare l'estensione di fatto delle sue competenze attraverso la proliferazione di progetti pilota, senza controllo né trasparenza. L'Agenzia sarà, dunque, responsabile della supervisione e della sicurezza delle infrastrutture di comunicazione e garantirà una rete integra per lo scambio delle informazioni. Sarà, quindi, fondamentale proteggere la rete da qualsiasi minaccia nonché garantire la sicurezza dei dati personali. Il quadro giuridico dei vari sistemi che saranno gestiti da tale agenzia si applica ad un insieme eterogeneo di Stati membri, con differenti livelli di partecipazione, e a diversi Stati terzi associati. Riteniamo, infine, che il ruolo del Parlamento europeo debba essere chiaramente definito e rafforzato per assicurare un adeguato controllo democratico.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su un commercio al dettaglio più efficace e più equo - (Rel. Anna Maria Corazza Bildt)

Riteniamo sia l'ora di concentrare tutti i nostri sforzi a favore della libera circolazione e del libero stabilimento in tutta Europa, di relazioni commerciali eque, equilibrate e trasparenti al fine di favorire un consumo più sostenibile. Siamo dell'idea che per immettere maggiore efficienza ed equità nella catena del commercio al dettaglio, affinché i consumatori beneficino di un mercato più integrato, occorra: superare gli ostacoli alla libera circolazione di beni e servizi; incrementare la fiducia nel commercio online; facilitare l'accesso ai sistemi giudiziari ed applicare mezzi alternativi di risoluzione delle controversie. Il settore dovrebbe, inoltre, investire ulteriormente in soluzioni innovative per la logistica e il trasporto, l'efficienza energetica, nonché negli imballaggi e nello smaltimento dei rifiuti. Riteniamo, infine, che sia necessario un piano d'azione europeo, capace di sviluppare un quadro politico con proposte specifiche, con un approccio più pragmatico, un dialogo più costruttivo fra tutte le parti interessate ed un monitoraggio attento delle iniziative volontarie da parte delle istituzioni UE. Si rende necessario un fermo impegno contro tutte le barriere commerciali, le restrizioni di ogni forma a livello nazionale e tutte quelle forme dirette ed indirette di violazione delle norme del mercato interno, facendo ricorso a sanzioni e procedure di infrazione.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sull'analisi delle ipotesi di intervento per una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra superiore al 20% e valutazione del rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio - (Rel. Bas Eickhout)

La minaccia che il cambiamento climatico pone per l'umanità non accenna a diminuire, sono, infatti, aumentati la frequenza e l'intensità di fenomeni ambientali estremi. L'incapacità della comunità internazionale di concludere a Copenaghen un Trattato internazionale completo e vincolante sul clima non significa che i Paesi non stiano intervenendo. I risultati della riunione di Cancun dimostrano, infatti, che i Paesi stanno prendendo misure e i negoziati hanno ripreso un nuovo slancio. Siamo convinti che il passaggio ad un obiettivo di riduzione dei gas a effetto serra sul piano interno, che sia compatibile con gli obiettivi climatici dell'UE, può andare di pari passo con un'economia più sana, un aumento dei posti di lavoro verdi e l'innovazione e comporterebbe maggiore vantaggi anche per i cittadini europei grazie ad un miglioramento della qualità dell'aria. Siamo dell'idea che occorra una verifica costante del raggiungimento dei massimali previsti sino ad ora: il sistema europeo di scambio delle quote di emissione potrà stimolare gli investimenti in tecnologie verdi e innovazione. Crediamo, tuttavia, che la proposta avanzata dalla Commissione, cioè una riduzione del 30% dei gas a effetto serra per il 2020., sia una proposta troppo ambiziosa, difficilmente realizzabile e soprattutto troppo onerosa per le nostre PMI europee.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul futuro del sostegno finanziario dell’UE ai paesi in via di sviluppo - (Rel. Charles Goerens)

Il sostegno finanziario designa il trasferimento di risorse finanziarie da un’agenzia di finanziamento esterno al Tesoro pubblico di un paese partner a condizione che quest’ultimo rispetti le condizioni di pagamento convenute. L’UE destina aiuti finanziari unicamente ai Paesi che rispettano alcuni criteri di ammissibilità, quali: una politica e una strategia nazionali di sviluppo chiaramente definite, un contesto macroeconomico incentrato sulla stabilità, un programma credibile volto a migliorare la gestione delle finanze pubbliche, che deve entrare in vigore o è in corso di attuazione. Bisogna accordare un aiuto solo ai Paesi che rispondono a norme minime in materia di governance e di rispetto dei diritti dell’uomo. Il Paese partner deve, inoltre, dare prova di sufficiente trasparenza, affidabilità e efficacia nella gestione della spesa pubblica E' importante istituire un sistema che coinvolga sistematicamente i parlamenti e la società civile nel dialogo sulle politiche di lotta contro la povertà e sui riesami annuali del sostegno finanziario. Riteniamo che tale sistema dovrebbe, altresì, permettere la circolazione di informazioni tra la società civile e l'opinione pubblica in generale, affinché i cittadini, le università e le organizzazioni private possano fornire il loro parere nell’ambito delle consultazioni di gruppi tematici, creati appositamente per monitorare il sostegno finanziario.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio recante modifica della decisione 2004/162/CE per quanto riguarda i prodotti che possono beneficiare di un'esenzione totale o parziale dai "dazi di mare" - (Rel. Elie Hoarau)

Concordiamo con il Consiglio europeo che ha stabilito l'introduzione di misure specifiche a favore delle regioni ultraperiferiche, in considerazione della loro peculiare situazione economica e sociale. L'esistenza di svantaggi permanenti quali l'insularità, la lontananza dei grandi mercati, la modesta superficie, la montuosità, le condizioni climatiche difficili e la dipendenza economica rispetto a un numero limitato di prodotti, pregiudica gravemente lo sviluppo di tali regioni e giustifica pienamente l'attuazione di misure adeguate. Su questa base si fonda il regime "dei dazi di mare", che autorizza la Francia a prevedere, fino al 1/7/2014, l'applicazione nei suoi quattro dipartimenti d'oltremare di un regime di imposizione differenziata dei "dazi di mare" a favore di alcune produzioni locali. Riteniamo, infatti, che il "dazio di mare" sia uno strumento importante per la stabilità dell'economia delle regioni ultraperiferiche, in quanto, consente di mantenere la produzione locale e l'occupazione ed è un valido sostegno alle politiche d'investimento per lo sviluppo locale. Sosteniamo, poi, la definitiva attuazione di tali misure affinché le regioni ultraperiferiche interessate non si ritrovino, ogni dieci anni, in situazioni di insicurezza economica. Pertanto, invitiamo a mantenere le esenzioni o le riduzioni dell'imposizione dei "dazi di mare" accordate ai DOM francesi anche oltre il 2014.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di OGM sul loro territorio - (Rel. Corinne Lepage)

Le attuali normative europee relative agli alimenti ed ai mangimi geneticamente modificati fissano un quadro estremamente rigoroso che dovrebbe permettere, se correttamente applicato, un elevato livello di protezione della vita e della salute umana, del benessere degli animali, dell’ambiente e degli interessi dei consumatori assicurando, al tempo stesso, il corretto funzionamento del mercato interno. Le esigenze della direttiva in materia di valutazione del rischio non sono rispettate e tali lacune sono all'origine dell'opposizione di svariati Stati alla coltivazione di OGM sul proprio territorio. Riteniamo sia necessario un rafforzamento della valutazione ambientale e del dispositivo di sorveglianza, un rafforzamento dei poteri degli Stati in caso di carenza di elementi pertinenti quanto all’impatto sul loro territorio nazionale. L’elevato livello di protezione della salute e dell’ambiente non può essere raggiunto se non nella misura in cui gli Stati membri possono disporre effettivamente di tutti gli studi necessari sia sull’ambiente recettore sia sulle condizioni dei piani di sorveglianza. Occorre che le misure adottate dagli Stati membri si applichino a un dato OGM o, se necessario, un gruppo di OGM dalle caratteristiche simili piuttosto che a tutti gli OGM. Tali misure devono essere sempre motivate dal cosiddetto "criterio scientifico" e giustificate da eventuali contaminazioni transfrontaliere.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione in conformità al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria - (Rel. Barbara Matera)

Concordiamo con l'adozione di una nuova proposta di decisione della Commissione sulla mobilitazione del FEG a favore della Danimarca, al fine di sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori operanti nell'impresa Odense Steel Shipyard, licenziati a causa della crisi finanziaria ed economica globale. Tale Fondo non potrà superare un importo annuo massimo di 500 milioni di euro. Siamo dell'idea che bisogna tener conto di alcuni elementi quali: il legame tra gli esuberi e i grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali o la crisi finanziaria; l'identificazione delle imprese che hanno operato licenziamenti e dei lavoratori ammessi all'assistenza; il territorio in questione con le rispettive autorità e i soggetti interessati,; l'impatto degli esuberi sull'occupazione locale, regionale o nazionale; il pacchetto coordinato di servizi personalizzati da finanziare; le date di inizio effettivo o previsto dei servizi personalizzati per i lavoratori interessati e le procedure di consultazione delle parti sociali e i sistemi di gestione e di controllo. Riteniamo, che la domanda soddisfi i criteri di ammissibilità e che la Commissione per l'Occupazione e gli Affari Sociali dovrebbe essere associata al processo, al fine di fornire un sostegno e un contributo costruttivi alla valutazione delle domande di mobilitazione del Fondo.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria - (Rel. Barbara Matera)

Concordiamo con l'adozione della decisione della Commissione sulla mobilitazione del Fondo Europeo di adeguamento alla Globalizzazione a favore della Danimarca, al fine di sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori dell'impresa LM Glasfiber, licenziati a causa della crisi finanziaria ed economica globale. Tale Fondo non potrà superare un importo annuo massimo di 500 milioni di euro. Siamo dell'idea che bisogna tener conto di alcuni elementi quali: il legame tra gli esuberi e i grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali o la crisi finanziaria; l'identificazione delle imprese che hanno operato licenziamenti e dei lavoratori ammessi all'assistenza; il territorio in questione con le rispettive autorità e i soggetti interessati; l'impatto degli esuberi sull'occupazione locale, regionale o nazionale; il pacchetto coordinato di servizi personalizzati da finanziare; le date di inizio effettivo o previsto dei servizi personalizzati per i lavoratori interessati e le procedure di consultazione delle parti sociali e i sistemi di gestione e di controllo. Riteniamo, che la domanda soddisfi i criteri di ammissibilità e che la Commissione per l'Occupazione e gli Affari Sociali dovrebbe essere associata al processo, al fine di fornire un sostegno e un contributo costruttivi alla valutazione delle domande di mobilitazione del Fondo.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla Quinta relazione della Commissione sulla coesione e sulla strategia per la politica di coesione dopo il 2013 - (Rel. Markus Pieper)

Riteniamo che l'UE debba impegnarsi maggiormente per una rapida espansione delle energie rigenerative, per un potenziamento della sua capacità di immagazzinamento e per l'approvvigionamento delle fonti e la sicurezza delle materie prime. La politica strutturale e di coesione deve avere un ruolo chiave nelle questioni legate alla futura competitività ed avvicinare un numero maggiore di PMI ai mercati internazionali in crescita. Tuttavia, una politica orientata alla crescita e all'innovazione funziona soltanto in presenza di un mercato interno privo di barriere, fortemente armonizzato. Una simile politica può, inoltre, essere sostenibile soltanto se si crea un rapporto tra gli obiettivi di politica regionale e gli obiettivi a livello europeo nell'ambito dell'innovazione e della ricerca. Una politica di coesione forte trova la propria giustificazione solo se i promotori originari dei progetti sono programmi europei che apportano il loro valore aggiunto; a tal proposito, occore definire un "valore aggiunto europeo" più preciso e più aggressivo. Crediamo siano necessari interventi di compensazione a livello regionale e sociale: l'attenzione va maggiormente rivolta al contributo regionale a favore delle priorità europee, agli impulsi alla crescita e all'innovazione, a progetti di modelli sociali concentrandola in particolare, considerati tutti questi ambiti, sulle azioni di compensazione per le regioni svantaggiate.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul servizio universale e il numero di emergenza "112" - (Rel. Sylvana Rapti)

Riteniamo importante la diffusione e l'accesso, a prezzi contenuti, ai servizi di telecomunicazione di base allo scopo do promuovere l’inclusione sociale e la competitività nell'UE. Il nostro obiettivo è quello di portare la banda larga a disposizione di tutti i cittadini europei entro il 2013, facendo attenzione a non imporre loro ulteriori oneri supplementari. Siamo dell'idea che siano necessari: la creazione di un mercato unico digitale; maggiore interoperabilità, incentivazione della fiducia e della sicurezza in Internet; accesso molto più veloce alla rete; maggiori investimenti nella ricerca e nello sviluppo; un miglioramento dell’alfabetizzazione, delle competenze e dell’inclusione nel mondo digitale; l'applicazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per affrontare le sfide che attendono la società. Nel 1991, la creazione del numero unico europeo di emergenza 112, ha consentito l'accesso dei cittadini europei a tutti i servizi di telecomunicazioni che permettono di effettuare chiamate vocali a numeri nazionali di emergenza. Riteniamo, però, ancora necessaria una migliore campagna di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini stessi in merito alle funzionalità del numero 112 ,a causa della scarsa qualità del servizio che tale numero ha finora offerto loro. Sosteniamo, infine, la decisione della Commissione di realizzare uno studio approfondito sulla fornitura di servizi Internet.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilizzazione del Fondo di solidarietà dell'Unione europea, in conformità del punto 26 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria - (Rel. Reimer Böge)

Concordiamo con la decisione di mobilitare il Fondo di solidarietà dell'Unione europea, entro un massimale annuale di un miliardo di euro, a favore di Croazia, Slovenia e Repubblica Ceca, in seguito alle violente precipitazioni e inondazioni che lo scorso anno hanno colpito questi tre Paesi. La catastrofe ha causato ingenti danni alle infrastrutture, al settore agricolo, alle imprese ed agli immobili privati, costringendo la popolazione ad abbandonare le proprie case. Riteniamo che, essendo la catastrofe di origine naturale, la richiesta debba essere esaminata in base al criterio della cosiddetta "catastrofe regionale straordinaria", la quale prevede che possa beneficiare eccezionalmente dell'intervento del Fondo una regione colpita da una catastrofe straordinaria, principalmente di origine naturale, che abbia colpito la maggior parte della popolazione, con profonde e durevoli ripercussioni sulle condizioni di vita e sulla stabilità economica della regione stessa.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il Regolamento (CE) 2006/2004 sulla cooperazione tra autorità nazionali responsabili per l'applicazione della normativa che tutela i consumatori - (Rel. Mitro Repo)

Concordiamo con il presente regolamento che vuole eliminare gli ostacoli alla cooperazione transfrontaliera fra le autorità pubbliche responsabili dell'esecuzione della normativa destinata ad individuare, esaminare, far cessare o vietare le infrazioni intracomunitarie alla normativa che tutela gli interessi dei consumatori. Ciò consentirà di incrementare la loro fiducia nei confronti delle offerte transfrontaliere, impedendo a commercianti e fornitori di sottrarsi all'applicazione delle norme, ciò naturalmente a scapito della concorrenzialità di commercianti e fornitori rispettosi invece della legge. Siamo dell'idea che l'attuale approccio settoriale alle iniziative di politica dei consumatori non faciliti un'applicazione coerente. Sarebbe, pertanto, necessario attribuire alla Commissione un ruolo più importante nel coordinare l’attuazione delle attività paneuropee. Riteniamo, inoltre, che per promuovere una maggiore tutela dei consumatori in Europa, il campo d’applicazione di questo regolamento dovrebbe essere esteso in modo da tenere conto del corpus legislativo dell'UE già esistente in materia, ma in modo più globale e orizzontale. Infine, l'applicazione transfrontaliera degli interessi dei consumatori dovrebbe essere una delle priorità politiche dell’Unione. La cooperazione rafforzata tra le autorità nazionali responsabili dell’applicazione della legislazione dovrebbe divenire uno strumento più efficace a disposizione dei consumatori europei onde accrescerne la fiducia nel funzionamento del mercato interno.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 97/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori - (Rel. Olle Schmidt)

Le nuove normative UE dovrebbero aumentare l'armonizzazione e l'integrazione del mercato unico in materia di investimenti. Per rafforzare la protezione dei consumatori, generare una maggiore fiducia degli investitori e migliorare la stabilità finanziaria in generale, occorre far ricorso a livelli di copertura più elevati e bisogna armonizzare, nel lungo periodo, i sistemi di finanziamento e di indennizzo degli investitori all'interno dell'Unione. Quanto a questi ultimi, siamo dell'idea che bisognerebbe estendere la copertura dei sistemi di indennizzo degli investitori anche alle imprese autorizzate a effettuare investimenti di qualunque genere e sotto qualunque forma. Siamo favorevoli ad un'armonizzazione totale, piuttosto che ad una minima, per rafforzare la tutela dei soggetti coinvolti, evitando il rischio di arbitraggio tra Stati membri. Riteniamo, inoltre, di includere nella direttiva in oggetto un principio di "commisurazione al rischio" che preveda la determinazione dei contributi per ciascun membro sulla base del grado di rischio incorso dall'impresa. Al fine di evitare che alcuni Stati membri riducano l'entità dei propri fondi, il meccanismo di prestito dovrebbe essere lanciato soltanto quando i fondi di tutti i sistemi saranno dotati di risorse finanziarie sufficienti e dovrebbe essere avviato soltanto dopo che tutti i sistemi avranno raggiunto il livello-obiettivo di finanziamento.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio rettificativo n. 2/2011 dell'Unione europea per l'esercizio 2011, sezione III – Commissione - (Rel. Sidonia Elzbieta Jedrzejewska)

Riteniamo opportuno che in caso di circostanze inevitabili, eccezionali o impreviste, possano essere presentati progetti di bilancio rettificativi. L'attivazione del Fondo di Solidarietà dell'UE (FSUE) consente di ricorrere al fondo per un massimo di un miliardo di euro l'anno e il suo scopo è il ripristino delle infrastrutture, pertanto, in quanto strumento di rifinanziamento, esso non può essere utilizzato per risarcire i danni subiti dai privati. Per quanto riguarda la Slovenia, il danno diretto è superiore alla soglia normale dello 0,6 % dell'RNL necessaria per ricorrere al Fondo di solidarietà e si può parlare di "catastrofe naturale grave". Per quanto riguarda, invece, la Repubblica Ceca e la Croazia, i cui danni diretti non superano la soglia normale, è stato applicato l'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio secondo cui, in via eccezionale, può beneficiare dell'intervento dell'FSUE anche un paese limitrofo che sia stato colpito dalla stessa catastrofe. In quanto Paese candidato all'adesione all'UE, la Croazia potrà quindi, beneficiare del Fondo. Riteniamo, infine, necessaria la riassegnazione degli stanziamenti non eseguiti del Piano di ripresa economica quali: finanziare il fabbisogno della mobilitazione del FSUE, creare la riserva negativa e potenziare gli stanziamenti di pagamento per il FEG.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 98/78/CE, 2002/87/CE, 2006/48/CE e 2006/48/CE per quanto concerne la vigilanza supplementare sulle imprese finanziarie appartenenti a un conglomerato finanziario - (Rel. Theodor Dumitru Stolojan)

Sosteniamo la necessità di migliorare la vigilanza supplementare delle imprese finanziarie appartenenti ad un conglomerato. Le autorità di vigilanza devono, infatti, poter esercitare la propria supervisione sulle società di partecipazione finanziaria secondo modalità analoghe a quelle utilizzate per le società di partecipazione finanziaria (settore bancario) e le società di partecipazione assicurativa. Bisogna, inoltre, fare in modo che le autorità di vigilanza europee emanino linee guida generali per la vigilanza sui conglomerati finanziari attraverso il Comitato congiunto; migliorare la trasparenza dell'attività di vigilanza sui conglomerati finanziari, anche mediante la pubblicazione dell'elenco e della struttura dei conglomerati; definire le società di partecipazione finanziaria mista e ricomprenderle nella vigilanza supplementare; introdurre stress test a livello di ciascun conglomerato finanziario ed estendere l'ambito di applicazione ai gestori di fondi di investimento alternativi. Riteniamo, infine, sia necessario un coordinamento a livello europeo per rendere tale adeguamento vincolante.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulle priorità per le infrastrutture energetiche per il 2020 e oltre - (Rel. Francisco Sosa Wagner)

Risulta doveroso, oggigiorno, riflettere sulla necessità di realizzare una rete energetica integrata a livello europeo, comune cioè a tutti i suoi Stati Membri. E' fondamentale agire sulla domanda e sugli obiettivi rinnovati della politica energetica europea, quali: sostenibilità e promozione delle energie rinnovabili, competitività e apertura dei mercati, sicurezza dell'approvvigionamento e diversificazione delle fonti. Quest'ultimo deve diventare un elemento decisivo in una politica tesa a salvaguardare l'approvvigionamento necessario. Il famoso "20-20-20" è la sintesi efficace delle priorità europee; si potrebbe definire la bussola, adottata anche dal Consiglio europeo, con cui orientare le misure strategiche dell'Europa. Siamo dell'idea che bisogna determinare le infrastrutture necessarie; stabilire i criteri per selezionare i progetti meritevoli e assicurare un finanziamento che attragga e stimoli l'investimento privato. Se si vuole progredire risolutamente, inoltre, occorre assumersi impegni politici molto rigorosi e sono necessari ingenti investimenti. Riteniamo, infine che, una volta che il progetto sia stato dichiarato "di interesse europeo", si debba designare un'unica autorità di contatto nello Stato membro ("sportello unico"), che dovrebbe fungere da interfaccia assicurando la comprensione e la comunicazione fra i promotori, le autorità e i cittadini interessati e occupandosi anche del coordinamento fra gli "sportelli unici" e la DG Energia della Commissione.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul rafforzamento dell'impatto della politica dell'UE per lo sviluppo - (Rel. Filip Kaczmarek)

L'obiettivo principale degli aiuti dell'UE deve essere la riduzione e l'eliminazione della povertà. Importante per questa politica è un approccio alla governance che ponga l'accento sui diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto, sulla lotta alla corruzione e sul ruolo dei parlamenti e della società civile nell'obbligare i governi a rispondere dei propri atti ed a valutare i risultati in materia di sviluppo. La crescita è un importante motore di sviluppo. Essa dovrebbe essere sostenibile sotto il profilo ambientale, rispettare la biodiversità ed impedire il preoccupante degrado della terra fertile. L'UE dovrebbe, quindi, promuovere pratiche agroecologiche ed a basso input esterno. Sosteniamo, inoltre, l'importanza della formazione di sistemi di sicurezza sociale e di sistemi fiscali equi, nonché la promozione dell'agenda relativa al lavoro dignitoso dell'ILO. Riteniamo, infine, di particolare importanza, che l'accesso ai servizi sociali di base, in particolare alla salute e all'istruzione, debba rimanere una pietra angolare degli aiuti comunitari. Pertanto, una moderna politica europea di sviluppo ha bisogno della comprensione e della partecipazione dei cittadini europei: saranno, quindi, necessari ulteriori sforzi per l'educazione allo sviluppo e la sensibilizzazione, basate sui valori dei diritti umani, della democrazia, della tolleranza, della responsabilità sociale e della parità di genere.

 
05/07/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul futuro dei servizi sociali di interesse generale - (Rel. Proinsias De Rossa)

I servizi universali di elevata qualità come la sanità, l'istruzione e la cura dei bambini ed i servizi di rete essenziali, quali i trasporti, l'energia e le telecomunicazioni, possono garantire una società sana, attiva, coesa e inclusiva. Per questo motivo i Servizi Sociali di Interesse Generale (SSIG), in quanto pilastri economici e sociali essenziali per le nostre società, dovrebbero essere adeguatamente finanziati dall'UE. Nel loro insieme offrono un contributo molto significativo in termini di posti di lavoro, attività economica e potere d'acquisto. Considerando la crisi economica e la disoccupazione attuali, riteniamo che i cittadini abbiano bisogno più che mai di accedere a servizi sociali d'interesse generale di elevata qualità, così come le nostre economie e la nostra società necessitano dei benefici che tali servizi potrebbero offrire. Riteniamo, dunque, siano necessari un bilancio UE notevolmente rafforzato, un ruolo maggiore per la BEI, l'istituzione di una task force ad alto livello costituita da più parti interessate sostenuta nelle raccomandazioni del terzo forum biennale sui SSIG. Le riforme dovrebbero affrontare, tra l'altro, il ruolo delle imprese, degli attori dell'economia sociale, delle organizzazioni di volontariato nella fornitura dei SSIG, nonché l'obbligatorietà del rispetto di criteri sociali e di qualità nazionali e locali negli appalti.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nell'area dell'euro (Rel. Carl Haglund) Le proposte della Commissione per una migliore governance economica sono d'importanza cruciale per il futuro dell'Unione Europea e per la crescita degli Stati appartenenti all'area Euro. Essa dovrebbe basarsi su una maggiore titolarità nazionale delle regole e delle politiche stabilite di comune accordo e su un quadro di sorveglianza più solido delle politiche economiche nazionali a livello europeo. Affinché questo quadro di sorveglianza sia credibile ed efficace occorre rafforzarlo, introducendo ammende annuali in caso di mancata osservanza delle raccomandazioni e dell'obbligo di elaborare un piano d'azione correttivo adeguato. Siamo dell'idea che la governance economica e le politiche economiche nazionali debbano essere considerate un interesse comune per tutte le parti coinvolte, ponendo l'accento sull'individuazione precoce e sulla prevenzione delle disparità economiche potenzialmente deleterie. Risulta, quindi, necessario un maggiore coinvolgimento dei parlamenti a livello sia nazionale che dell'UE. Riteniamo, infine, sia indispensabile un ruolo più attivo e indipendente della Commissione nella procedura di sorveglianza, in materia di valutazioni specifiche per paese, monitoraggio, missioni, raccomandazioni, avvertimenti e sanzioni; una maggiore trasparenza e responsabilità, volte a rafforzare il sostegno e la pressione tra pari, ed un ruolo più rilevante del Parlamento Europeo, benché non esecutivo, nel processo di sorveglianza.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla raccomandazione del Consiglio relativa alla nomina del presidente della Banca centrale europea - (Rel. Sharon Bowles)

Diamo parere positivo alla designazione del dott. Mario Draghi come futuro Presidente della BCE, in quanto ha dimostrato di possedere un profilo professionale all'altezza del prestigioso incarico ed una lunga e riconosciuta esperienza nel settore finanziario e bancario internazionale.

Ci complimentiamo con l'ex Governatore della Banca d'Italia, per la sua candidatura e per aver saputo già dimostrare, durante l'audizione al Parlamento Europeo, le sue capacità e le sue potenzialità nell'affrontare i problemi che gli si presenteranno.

Riteniamo che la sua designazione sia un successo per l'Italia, che egli saprà certamente rappresentare ad alto livello in una delle istituzioni europee più prestigiose. Gli formuliamo i nostri migliori auguri di buon lavoro.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sull'Agenda urbana europea e il suo futuro nel quadro della politica di coesione - (Rel. Oldrich Vlasák)

Riteniamo che l'obiettivo principale dell'Agenda urbana europea sia quello di favorire lo sviluppo e l'aggiornamento qualitativo delle infrastrutture e dei servizi delle città europee. Occorre, pertanto, procedere ad una corretta valutazione del processo di integrazione, elaborando, tra l'altro, un elenco dei punti di forza e di debolezza, prima di attuare ulteriori misure. In questo modo, si dovrebbe giungere ad un elenco di raccomandazioni o norme per un coinvolgimento locale più formalizzato nella futura elaborazione ed applicazione delle politiche.

L'evoluzione dell'Agenda urbana non deve essere, quindi, un processo a senso unico, ma possedere una dimensione organica, con un approccio dal basso verso l'alto. È, quindi, essenziale che le città possano far sentire la propria voce e ricevano un attento ascolto a livello di Unione Europea.

Sosteniamo, inoltre, che alle città dovrebbe essere offerta la flessibilità sufficiente onde poter utilizzare i fondi per le loro priorità effettive. Le opportunità di finanziamento regionali, nazionali e UE andrebbero coordinate, al fine di coprire l'intera gamma di esigenze specifiche.

Siamo dell'idea, infine, che la futura politica di coesione debba diventare una politica efficace e ad elevato valore aggiunto per le città dell'Unione europea.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo tra la Comunità europea e il Canada sulla sicurezza dell'aviazione civile - (Rel. Silvia-Adriana Ticau)

L'accordo sulla sicurezza dell'aviazione civile del 2009, è un primo passo verso la realizzazione di uno spazio aereo senza frontiere tra Unione Europea e Canada.

L'accordo prevede, al fine di mantenere la fiducia reciproca nei sistemi, ispezioni congiunte, scambio di dati sulla sicurezza, una maggiore cooperazione in ambito normativo e consultazioni a livello tecnico, volte a risolvere le questioni prima che esse si trasformino in "controversie". Inoltre, la creazione di un comitato misto e di vari comitati settoriali consentiranno alle aziende europee e canadesi di risparmiare milioni di euro all'anno, grazie alla reciproca accettazione dei risultati delle certificazioni.

Le autorità di importazione potranno, infatti, emettere un proprio certificato su prodotti, parti o pertinenze aeronautiche senza dover ripetere tutti i controlli effettuati dall'autorità di esportazione.

Trarranno beneficio dall'accordo anche le compagnie aeree, in quanto esso prevede la possibilità di ricorrere ai servizi di riparazione e manutenzione dell'altra parte. Non si aumenterà soltanto la competitività dei mercati canadese ed europeo, ma migliorerà anche la sicurezza globale.

Riteniamo, infine, che quest'accordo sia importante per quanto concerne l'instaurazione di norme internazionali in materia di sicurezza dell'aviazione civile e dovrebbe fungere da punto di partenza per i futuri negoziati con altri importanti produttori di aeromobili.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sull'obiettivo 3: una sfida per la cooperazione territoriale - il futuro programma per la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale - (Rel. Marie-Thérèse Sanchez-Schmid)

Il Regolamento generale sui fondi strutturali e l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona hanno rafforzato considerevolmente l’importanza della cooperazione territoriale, trasformandolo in uno dei tre pilastri della politica di coesione dell'Unione Europea. Essa deve, infatti, rimuovere gli ostacoli fisici, amministrativi e regolamentari ed attenuare l’“effetto frontiera” esistente tra i territori e le regioni, per permettere loro di rispondere congiuntamente alle sfide comuni, siano esse territoriali, globali, economiche o societarie.

Auspichiamo che le azioni di cooperazione siano coordinate a tutti i livelli di governance, in combinazione con una strategia “Europa 2020” adeguata ai bisogni dei territori e con le altre strategie territoriali esistenti. Per attuare realmente il principio di coesione territoriale ed aumentare il valore aggiunto europeo dell’intervento dei fondi attribuiti nel quadro dell’obiettivo “convergenza” e “competitività e occupazione”, riteniamo inoltre necessaria una maggiore complementarietà tra l’obiettivo “cooperazione territoriale” ed il mainstream.

Concordiamo con l'idea, all’inizio del periodo di programmazione, di utilizzare un approccio “territoriale” per indirizzare gli stanziamenti di “convergenza” e di “competitività e occupazione” verso un certo numero di progetti prioritari, quali le reti transeuropee di trasporto, precedentemente definiti e concordati con i partner dei programmi, nel rispetto dei principi base della governance multilivello e del partenariato europeo.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui diritti dei consumatori - (Rel. Andreas Schwab)

Lo scopo della direttiva sui diritti dei consumatori è semplificare i rapporti contrattuali tra questi ultimi e le imprese, contribuendo ad un migliore funzionamento del mercato interno ed aumentando la loro fiducia negli acquisti oltre confine.

Essa dovrebbe garantire ai consumatori un elevato livello di protezione ed alle imprese la possibilità di fornire le loro merci e i loro servizi senza imbattersi in ostacoli di natura giuridica.

La Commissione europea ha proposto l'applicazione del principio di "armonizzazione completa", in quanto l'attuale esistenza di legislazioni nazionali difformi ha contribuito alla frammentazione del mercato e del quadro normativo.

Riteniamo tale proposta al momento impraticabile e proponiamo, invece, come norma un'armonizzazione minima a un livello elevato di protezione dei consumatori, sottolineando la necessità di una convergenza delle normative nazionali in materia di esercizio ed effetti del diritto di recesso. Tutto ciò contribuirà a rafforzare la fiducia dei consumatori e a combattere la reticenza delle imprese a intraprendere scambi transfrontalieri.

Le persone e le organizzazioni che hanno un interesse alla protezione dei consumatori dovranno presentare alla Commissione un resoconto sui risultati dell'applicazione della presente direttiva. Su detta base, la Commissione dovrà elaborare una relazione, corredandola di eventuali proposte di adeguamento.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, ai sensi del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria. - (Rel. Barbara Matera)

Il Fondo Europeo di adeguamento alla Globalizzazione (FEG) è stato creato per fornire sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali.

Al fine di sostenere il reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori licenziati a causa della crisi finanziaria ed economica globale che ha colpito in particolare la General Motors Belgium, è stata adottata dalla Commissione una nuova proposta di decisione sulla mobilitazione del FEG a favore del Belgio. A questo proposito si è fatto particolare riferimento alla natura imprevista degli esuberi ed all'impatto di questi ultimi sull'occupazione locale, regionale o nazionale.

Ricordiamo che il FEG è stato creato quale strumento specifico e distinto, con obiettivi e scadenze proprie, e che è pertanto giustificata un'apposita dotazione che eviti di procedere a storni da altre linee di bilancio, un'operazione che potrebbe essere pregiudizievole per il conseguimento degli obiettivi delle varie politiche.

Riteniamo che la domanda soddisfi i criteri di ammissibilità stabiliti dal Regolamento FEG e raccomandiamo di approvarla dando il nostro parere positivo.

Resta indispensabile, però, una revisione del regolamento FEG per affrontare il problema delle multinazionali, la cui ristrutturazione o trasferimento provoca esuberi e, di conseguenza, l'intervento del Fondo di adeguamento.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall’accordo di partenariato nel settore della pesca tra l’Unione europea e la Repubblica democratica di São Tomé e Príncipe - (Rel. Luis Manuel Capoulas Santos)

Il nuovo accordo di pesca tra la Comunità europea e la Repubblica democratica di São Tomé e Príncipe sarà valido per un periodo di tre anni e rafforzerà lo sfruttamento sostenibile delle risorse alieutiche al di fuori delle acque dell'Unione Europea, facendosi nel contempo carico delle questioni ambientali, sociali ed economiche.

Sosteniamo la riconferma della clausola di esclusività che contiene una precisazione più accurata del contenuto sia della clausola di sospensione e revisione del pagamento della contropartita finanziaria, sia di quella relativa alla sospensione dell'applicazione del protocollo in determinate circostanze.

Riteniamo, quindi, che la Commissione debba trasmettere al Parlamento europeo le conclusioni delle riunioni e dei lavori della commissione mista, nonché il programma settoriale della pesca cui fa riferimento; il protocollo ed i risultati delle rispettive valutazioni annuali. Essa dovrà, inoltre, presentare al Parlamento e al Consiglio, prima dell'apertura dei negoziati per il suo rinnovo, una relazione sulla relativa esecuzione e facilitare ai rappresentanti del Parlamento la partecipazione in veste di osservatori alle sue riunioni. La Commissione e il Consiglio, nel contesto delle rispettive competenze, infine, saranno tenuti a tenere il Parlamento informato in tutte le fasi della procedura relativa al protocollo ed al suo eventuale rinnovo.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria prevista dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica delle Seychelles - (Rel. Alain Cadec)

Il nuovo accordo di pesca tra la Comunità europea e la Repubblica delle Seychelles sarà valido per un periodo di tre anni e faciliterà la creazione di posti di lavoro, uno sfruttamento sostenibile delle risorse marine ed una pesca responsabile, fondata sul principio della non discriminazione tra le varie flotte pescherecce operanti nella zona.

Promuoverà, nel contempo, un dialogo politico sulle riforme necessarie al fine di rafforzare la cooperazione tra le parti, sostenendo un partenariato che consenta lo sviluppo di una politica della pesca sostenibile e l’utilizzo responsabile delle risorse alieutiche nella zona di pesca delle Seychelles. Ma gli accordi di partenariato nel settore della pesca non devono essere solo una via legale per consentire ai pescherecci europei di avere accesso alle risorse di paesi terzi: essi devono essere anche uno strumento per promuovere uno sfruttamento sostenibile di tutte le risorse marine.

Riteniamo sia di fondamentale importanza tener conto del miglioramento delle procedure di contabilizzazione delle catture totali e garantire l'integralità dei meccanismi riguardo al problema della corruzione, rafforzando la responsabilità del governo locale. L'Unione Europea dovrà ricevere periodiche relazioni sull'attuazione dell'accordo per facilitare la sorveglianza e promuovere la trasparenza e la coerenza delle politiche a favore dello sviluppo.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla relazione 2010 sull’attuazione dei programmi della politica di coesione per il periodo 2007-2013 - (Rel.Miroslav Mikolášik)

Questa relazione strategica rappresenta un nuovo elemento della politica di coesione: fornisce tempestivamente le prove dei progressi nell’attuazione in tutta l’Europa a 27 e promuove la trasparenza delle azioni tramite l’integrazione con le priorità comunitarie.

I progressi compiuti dagli Stati membri possono essere considerati ragionevoli, dato il contesto di serio deterioramento della situazione socioeconomica dovuto alla crisi mondiale ed alla riforma della politica per il periodo 2007-2013. Sotto molti aspetti, esiste tuttora un chiaro divario tra le regioni europee. I progressi differiscono in modo significativo a seconda dei paesi e dei temi: alcune aree strategiche devono affrontare particolari ritardi nella selezione dei progetti.

I settori che suscitano maggiori preoccupazioni, e in cui dovrebbe essere effettuata un’analisi approfondita delle ragioni dei ritardi, sono: settore ferroviario, taluni investimenti energetici e ambientali, economia digitale, inclusione sociale, governance e costruzione delle capacità. Sono pertanto necessari sforzi supplementari per evitare ritardi eccessivi, rafforzare l’attuazione e garantire una maggiore disciplina finanziaria.

La politica di coesione continua a dimostrare la sua importanza, in quanto rappresenta un considerevole contributo al miglioramento del contesto socioeconomico. Le precondizioni fondamentali per il conseguimento degli obiettivi globali della politica di coesione sono una sana disciplina finanziaria e la trasparenza nell’assegnazione dei fondi.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione del protocollo che estende alle misure doganali di sicurezza l'accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità economica europea e il Principato di Andorra - (Rel. Vital Moreira)

Riteniamo che la conclusione di questo protocollo tra l'Unione europea ed il Principato di Andorra, che estende le misure doganali di sicurezza, garantirà la fluidità degli scambi commerciali tra le due parti rispettando un elevato livello di sicurezza doganale e prevederà una serie di regole atte a garantire che l'accordo e l'acquis dell'UE restino allineati.

Abbiamo pertanto dato parere favorevole che il Parlamento conceda la sua approvazione. Sosteniamo, però, che la Commissione debba informare il Parlamento sulle conclusioni delle riunioni e sui lavori del comitato misto nonché sulle risultanze delle valutazioni periodiche; e debba, inoltre, impegnarsi a presentare una relazione sull'attuazione dell'accordo.

Dato che le relazioni tra l'Unione Europea e il Principato di Andorra sono ampie ma frammentate, raccomandiamo di procedere quanto prima ad un'analisi delle possibilità e delle modalità della sua eventuale integrazione graduale nel mercato interno. Ciò sarà necessario per assicurare che il commercio si svolga senza intoppi tra le due parti, pur mantenendo un elevato livello di sicurezza.

Prevediamo, infine, l'abolizione dell'obbligo di dichiarazione preventiva delle merci a condizione che Unione Europea e Andorra garantiscano, nei rispettivi territori, un livello equivalente di sicurezza come previsto dal rispettivo acquis.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla modifica dell'art.51 del regolamento del Parlamento Europeo relativo alle procedure con riunioni congiunte di commissioni - (Rel. Carlo Casini)

Appoggiamo questa modifica del Regolamento del Parlamento Europeo che prevede che la Conferenza dei Presidenti, nel caso di una questione legislativa di grande rilevanza, possa decidere di applicare una procedura con riunioni congiunte delle commissioni parlamentari e con votazione congiunta.

Ciò, però, solo nel caso in cui la materia rientri, in modo imprescindibile, nelle competenze di più commissioni e che si tratti di una questione di grande rilevanza. Tale modifica, infatti, deve mirare a sottolineare l'eccezionalità della procedura e trova giustificazione, tra l'altro, nell'onere amministrativo e tecnico che essa comporta.

Riteniamo, infatti, che tutto ciò possa facilitare, in una fase iniziale, uno scambio di argomenti tra commissioni interessate e che possa essere utile anche a preparare il terreno in casi di maggiore importanza per i voti in plenaria.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla situazione attuale e le sinergie future per una maggiore efficacia del FESR e degli altri Fondi strutturali - (Rel. Georgios Stavrakakis)

L'Unione Europea ha bisogno di nuove sinergie, un approccio integrato tra le diverse politiche settoriali al fine di raggiungere risultati ottimali per la crescita e lo sviluppo del suo territorio. E' necessario un maggiore impegno a favore di una politica regionale sempre più flessibile ed integrata con altri strumenti e programmi.

Siamo dell'idea che il finanziamento FESR in materia di innovazione, ricerca, ambiente e PMI possa migliorare in termini di efficacia solo se strettamente coordinato e integrato con l'azione sociale in generale.

Questo è il vantaggio di una pianificazione integrata: non è possibile, infatti, risolvere un problema complesso affrontandolo solo da una parte: un approccio frammentato potrebbe portare a una sovrapposizione o persino a un conflitto tra politiche, a interventi pubblici contraddittori o, peggio, alla duplicazione delle risorse.

Riteniamo che si possa dare un maggiore impulso al potenziale delle regioni in ritardo di sviluppo riunendo la pianificazione dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione, migliorandone l'integrazione con il Fondo per lo sviluppo rurale e con il Fondo per la pesca.

Maggiore flessibilità, un nuovo approccio multidisciplinare e semplificazione nella gestione: queste possono essere le chiavi del successo della nostra politica di sviluppo e di coesione territoriale.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1466/97 per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle pratiche economiche - (Rel. Corien Wortmann-kool)

Sosteniamo la proposta di migliorare il rispetto del Patto di Stabilità e Crescita da parte degli Stati membri e di favorire un maggior coordinamento delle loro politiche di bilancio. Il regolamento oggi approvato è stato modificato allo scopo di garantire che gli Stati membri adottino, nei periodi di congiuntura favorevole, politiche di bilancio prudenti per costituire le necessarie riserve per i periodi più difficili.

Il quadro di sorveglianza di bilancio e di coordinamento delle politiche economiche dell'UE dovrebbe essere ampliato così da includere l'occupazione e gli aspetti sociali. Quanto invece ai programmi di stabilità e di convergenza degli Stati membri, essi dovrebbero comprendere informazioni sulla coerenza dei loro obiettivi di bilancio con la strategia UE in materia di crescita e occupazione, consultando, in tutte le procedure di sorveglianza, il Comitato per l'occupazione ed il Comitato per la protezione sociale.

Riteniamo, inoltre, della massima importanza che il rafforzamento della governance economica vada di pari passo con il potenziamento della legittimità democratica della governance europea; a questo riguardo il Parlamento dovrebbe essere consultato regolarmente e coinvolto in tutto il procedimento, così come tutte le parti sociali, il che costituisce un presupposto indispensabile per un quadro di sorveglianza che sia credibile e trasparente.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'effettiva applicazione della sorveglianza di bilancio nell'area dell'euro - (Rel. Sylvie Goulard)

Il presente parere riguarda la proposta di regolamento sull'effettiva applicazione della sorveglianza di bilancio nell'area dell'euro. Riteniamo che l'applicazione della sorveglianza di bilancio debba sempre essere subordinata agli obiettivi fondamentali dell'Unione Europea e, in particolare, ai requisiti di cui all'articolo 9 del TFUE relativi alla promozione di un elevato livello di occupazione, alla garanzia di un'adeguata protezione sociale e alla lotta contro l'esclusione sociale. È altresì importante che il quadro di sorveglianza rafforzata sia istituito nel contesto del semestre europeo di coordinamento delle politiche.

Onde rafforzare la sorveglianza di bilancio, dovrebbe essere creato un sistema di esecuzione che contempli non solo ammende (sanzioni), ma anche incentivi rafforzando sia il ruolo del Parlamento europeo, che quello dei parlamenti nazionali.

Sosteniamo, infine, che le ammende a carico degli Stati membri che non rispettano le raccomandazioni loro destinate dovrebbero essere utilizzate a sostegno degli obiettivi a lungo termine dell'Unione Europea in materia di investimenti e di occupazione.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi - (Rel. Diogo Feio)

La presente proposta riguarda l'accelerazione ed il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi. Siamo dell'idea che le misure volte a garantire l'osservanza delle regole sulla sorveglianza di bilancio debbano sempre tener conto degli obiettivi generali dell'Unione Europea, in particolare delle esigenze, connesse alla promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un'adeguata protezione sociale e la lotta contro l'esclusione sociale.

Nel monitorare la conformità alle regole della disciplina di bilancio bisogna tener conto anche delle recessioni sociali che possono avere ripercussioni sulla situazione finanziaria della pubblica amministrazione.

Sosteniamo, inoltre, che agli Stati che procedono a riforme strutturali destinate a contribuire alla conservazione o alla creazione di posti di lavoro ed alla riduzione della povertà, dovrebbe essere concessa la possibilità di allontanarsi dai rispettivi obiettivi di bilancio a medio termine.

Riteniamo, infine, che il rafforzamento della governance economica debba andare di pari passo con il rafforzamento della legittimità democratica della governance europea, potenziandoo il ruolo del Parlamento europeo in tutto il processo di sorveglianza. Inoltre, presupposti indispensabili per un quadro di sorveglianza credibile e trasparente sono anche la regolare consultazione delle parti sociali ed un maggiore coinvolgimento dei parlamenti nazionali.

 
23/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri - (Rel. Vicky Ford)

La proposta della Commissione intende incrementare la conformità degli Stati membri al Patto di Stabilità e di Crescita; rafforzare il coordinamento delle loro politiche di bilancio; introdurre dei requisiti per i quadri di bilancio e specificare i dispositivi che garantiscano il rispetto delle regole vigenti. Accogliamo favorevolmente la proposta avanzata allo scopo di migliorare con certezza i quadri fiscali nazionali ed incoraggiare, nel futuro, gli Stati membri ad assumere puntuali decisioni in materia fiscale.

Concordiamo, inoltre, con l'istituzione di uffici indipendenti per i bilanci, di norme fiscali nazionali e di un quadro pluriennale di programmazione obbligatorio per accrescere la stabilità economica e monetaria.

Siamo dell'idea che i requisiti dei quadri di bilancio nazionali non dovrebbero limitarsi ad assicurare una programmazione sulla base di previsioni realistiche, bensì garantire anche un idoneo livello di attenzione alla sostenibilità dei rispettivi sistemi di protezione sociale, ivi inclusi i sistemi sanitari e pensionistici.

Riteniamo, infine, sia necessario definire i requisiti dei quadri di bilancio nazionali in modo tale da incentivare gli Stati membri e concedere loro un margine di manovra per favorire investimenti pubblici finalizzati allo sviluppo (ad esempio nell'istruzione e nella formazione), contribuendo, così, a conseguire gli obiettivi occupazionali e di crescita UE.

 
09/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Risoluzione del Parlamento europeo sul Sudan e il Sudan meridionale – Situazione dopo il referendum del 2011

Rispettiamo l'esito del referendum sull'indipendenza del Sudan meridionale, prevista il 9 luglio 2011, quale espressione della volontà democratica del popolo sudanese.

Auspichiamo che le autorità politiche promuovano lo sviluppo di uno Stato moderno, pluralista e democratico, basato sulla legalità e rispettoso dei diritti umani; sostengano il primato del diritto dei cittadini di scegliere il proprio governo per mezzo di elezioni libere e periodiche, proteggendo le libertà di circolazione, di associazione e di espressione delle opinioni politiche.

Concordiamo, inoltre, che tutte le parti si impegnino in un dialogo continuo e costruttivo mirante a risolvere le questioni lasciate in sospeso dal referendum, tra cui i confini comuni, le disposizioni in materia di cittadinanza per i cittadini sia della parte settentrionale che meridionale e la condivisione dei proventi del petrolio.

Sosteniamo, infine, la necessità di stanziare nuovi fondi europei per sostenere i servizi di base, in particolare l'istruzione, la sanità, l'agricoltura, la sicurezza alimentare e la costruzione della capacità istituzionale. L'UE dovrà mantenere gli aiuti umanitari per il Sudan e il Sudan meridionale anche dopo il 9 luglio 2011 e tutti i partiti politici dovranno collaborare per rappresentare pienamente tutta la popolazione e per contribuire a costruire istituzioni politiche democratiche e stabili.

 
09/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Risoluzione del Parlamento europeo sul Vertice UE-Russia

Una cooperazione rafforzata e relazioni di buon vicinato tra l'Unione Europea e la Russia sono di grande importanza per la stabilità, la sicurezza e la prosperità non solo dell'Europa, ma di tutte le altre regioni del mondo.

Riteniamo sia necessario un accordo globale e giuridicamente vincolante, che riguardi il sistema politico, economico e sociale ed includa, pertanto, tutti gli ambiti inerenti alla democrazia, allo stato di diritto, al rispetto dei diritti umani e in particolare dei diritti fondamentali.

Per quanto riguarda la sicurezza energetica, siamo dell'idea che la fornitura di risorse naturali non debba essere usata come strumento di pressione politica, ma debba basarsi sui principi dell'interdipendenza e della trasparenza, nonché sulla parità di accesso ai mercati, alle infrastrutture e agli investimenti in modo da istituire un quadro energetico giuridicamente vincolante.

Ci aspettiamo, inoltre, una maggiore cooperazione in materia di immigrazione clandestina, un rafforzamento dei controlli ai posti di frontiera ed uno scambio di informazioni sul terrorismo e la criminalità organizzata.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Risoluzione del Parlamento europeo sulle relazioni commerciali UE-Canada

Le relazioni commerciali tra l'Unione Europea e il Canada possono andare ben oltre gli impegni assunti nel quadro dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, purché alla base vi sia un accordo equilibrato, la garanzia di ottenere un vero accesso reciproco ai mercati e si migliori la protezione di marchi commerciali, brevetti e indicazioni geografiche.

Riteniamo necessari nuovi investimenti capaci di rispettare l'ambiente e di promuovere buone condizioni di lavoro. Considerando il settore agricolo di fondamentale importanza, invitiamo poi la Commissione a negoziare un accordo che sia vantaggioso per produttori e consumatori e che assicuri una concorrenza leale tra i fornitori di prodotti agricoli dell'Unione Europea e del Canada.

Infine, riteniamo che il Consiglio debba ottenere il consenso del Parlamento prima di siglare ogni nuovo accordo commerciale internazionale e che esso debba essere informato in tutte le fasi della procedura allo scopo di garantire un maggiore controllo democratico della stessa.

Solo così si potrà avere una crescita maggiore in termini di scambi commerciali ed investimenti tra l'Unione Europea e il Canada.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla revisione intermedia del 7° programma quadro dell'Unione europea per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione - (Rel. Jean-Pierre Audy)

Il 7° Programma quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico è diventato nel corso degli anni uno dei più importanti programmi di sostegno al mondo e costituisce il principale strumento della politica di ricerca dell'Unione Europea.

Dopo il fallimento della cosiddetta "Strategia di Lisbona" che prevedeva entro il 2010 per l'UE un'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, si è deciso di esaminare se la revisione del 7° PQ sia un'opportunità per consolidare il triangolo d'oro: conoscenza, istruzione, ricerca.

Riteniamo che il 7° PQ sia un'occasione per l'UE di porre la sua politica di ricerca all'altezza delle sue ambizioni economiche e sociali consolidando in particolare lo Spazio europeo della ricerca (SER). E' necessario, inoltre, che le politiche di ricerca e sviluppo siano territorializzate e che l'Unione adotti un piano europeo ambizioso di ricerca in materia di tecnologia della difesa, rafforzando la base industriale e tecnologica del settore e migliorando l'efficacia della spesa pubblica militare.

Concordiamo, infine, con la Commissione per i bilanci che ritiene che la progettazione e la realizzazione di tutti i PQ debbano essere basate sui principi di semplicità, stabilità, certezza giuridica, coerenza, eccellenza e fiducia, rafforzando i legami tra istituti di ricerca e industria europei.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulle agenzie di rating del credito: prospettive future - (Rel. Wolf Klinz)

La recente crisi finanziaria ha messo in luce i tre principali problemi che interessano le agenzie di Rating del Credito: mancanza di concorrenza, dovuta alla mancata rilevanza delle agenzie di rating sui mercati dei capitali a livello globale, nonché l'incapacità di competere soprattutto per quanto concerne gli standard normativi; eccessiva dipendenza del quadro normativo dalle valutazioni esterne sia quelle per la formulazione di principi, norme e regolamentazioni (ad esempio il loro utilizzo sempre più frequente per la determinazione dei requisiti patrimoniali), sia quelle del ricorso alle valutazioni del credito esterno da parte della Banca centrale ed, infine, assenza di responsabilità delle agenzie in relazione ai rating del credito emessi per la quale si propone inoltre di sostenere l'istituzione di una rete europea di agenzie di rating del credito.

A tale proposito sosteniamo la rilevanza di una maggiore diffusione di informazioni tra gli investitori e di un'autorizzazione agli operatori di mercato a investire negli strumenti finanziari derivati soltanto se dimostrano di essere in grado di comprendere e valutare il rischio di credito che il prodotto comporta.

Concordiamo, infine, sulla possibilità di istituire una Fondazione di Rating del Credito europea (ECRaF) completamente indipendente e non pubblica.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su come garantire valutazioni d'impatto indipendenti - (Rel. Angelika Niebler)

Le valutazioni d'impatto rappresentano uno strumento fondamentale del processo legislativo, di cui il legislatore europeo dovrebbe servirsi maggiormente in futuro, in quanto utili a capire quali sarebbero le conseguenze delle varie possibilità di intervento. Non bisogna dimenticare che esse, però, contribuiscono semplicemente alla preparazione tecnica del contenuto di una decisione politica.

Riteniamo che le valutazioni d'impatto utilizzate dalle Istituzioni europee debbano essere conformi a determinati principi. In primo luogo, esse dovrebbero essere realizzate in maniera totalmente indipendente e trasparente; dovrebbero essere applicate a tutte le categorie di proposte legislative, seguire una metodologia chiara, ed essere costantemente aggiornate sulla base degli sviluppi nell'ambito delle procedure legislative in corso.

Sosteniamo, inoltre, che la Commissione europea dovrebbe informare in modo dettagliato il Parlamento Europeo nei casi in cui non ritenga fondamentale la valutazione degli effetti delle sue decisioni. Confermiamo, infine, l'importanza della creazione di una struttura autonoma che si occupi delle valutazioni d'impatto in seno al Parlamento, con l'obiettivo di accrescere ulteriormente la qualità del processo legislativo e di creare nuove sinergie.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su "Non solo PIL – Misurare il progresso in un mondo in cambiamento" - (Rel. Anna Rosbach)

Al giorno d'oggi il Prodotto Interno Lordo non è più un indicatore sufficiente ed appropriato per misurare il progresso e risulta, dunque, necessario elaborare indicatori più completi che forniscano una base di conoscenze più affidabile in un mondo sempre più in evoluzione. Mancano, infatti, spesso informazioni, dati e indicatori definiti in modo chiaro. A livello di Unione Europea e di Stati membri sono state avviate numerose iniziative per colmare le lacune evidenziate.

Anche se risulta difficile individuare un metodo che sia al tempo stesso coerente, riteniamo necessario un approccio globale che tenga conto delle misure esistenti e che possa trovare applicazione nella prassi politica. Occorre sviluppare uno nuovo strumento in grado di integrare il PIL, che possa avere un uso pratico e che si basi su indicatori chiaramente definiti e dati di alta qualità.

Siamo d'accordo con il relatore che ritiene necessaria la presentazione di una strategia graduale, che illustri come applicare il nuovo approccio in maniera pragmatica nel lavoro politico quotidiano.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulle opzioni possibili in vista di un diritto europeo dei contratti per i consumatori e le imprese - (Rel. Diana Wallis)

Le differenze esistenti a livello di diritto contrattuale europeo finiscono con lo scoraggiare le imprese dall'intraprendere scambi a livello transfrontaliero e impediscono loro di beneficiare delle opportunità e dei profitti offerti dal mercato interno. Di conseguenza anche i consumatori risultano svantaggiati dalla limitata offerta di prodotti, da prezzi più elevati e da una qualità inferiore per la scarsa concorrenza transfrontaliera.

A questo proposito siamo dell'idea di introdurre alcune novità, quali: i contratti tra imprese e quelli tra imprese e consumatori disciplinati da uno strumento opzionale che amplierà le loro scelte; l'introduzione di un meccanismo di controllo e di riesame per garantire che lo strumento opzionale risponda alle esigenze del mercato e agli sviluppi sul piano giuridico ed economico. Obiettivi chiave dovranno essere la semplicità e l'utilizzo immediato; bisognerà dare priorità alle disposizioni relative alla vendita di beni, come pure ai contratti di servizio. Infine, l'introduzione di un sistema di marchio di fiducia garantirebbe una maggiore tutela degli stessi consumatori.

Scegliere le giuste prospettive per il futuro nel settore del diritto dei contratti potrà offrire un contributo importante per migliorare il funzionamento del mercato interno stesso e delle sue piene potenzialità non solo per le imprese ma anche per i consumatori.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla revisione intermedia dei programmi europei di navigazione satellitare: valutazione dell'attuazione, sfide future e prospettive finanziarie - (Rel. Vladimír Remek)

Riteniamo che il sistema globale di navigazione satellitare (GNSS) sviluppato dall'Unione Europea, costituito da Galileo e EGNOS, sia un passo importante per l'Europa in quanto le garantisce autonomia e indipendenza dagli altri sistemi globali di navigazione e, in secondo luogo, la possibilità di partecipare al mercato dell'alta tecnologia in fortissima crescita in tutto il mondo.

E' molto importante però garantire la continuità del servizio, in quanto una limitazione (temporanea) o la degradazione dei segnali GPS possono avere effetti enormi sull'economia e la società, senza altri sistemi GNSS indipendenti.

Tuttavia, per sfruttare a pieno i vantaggi di Galileo occorre raggiungere la piena capacità operativa e per far ciò saranno necessari ulteriori investimenti. Attualmente il quadro finanziario è tutt'altro che positivo. A questo punto siamo dell'idea che sia necessario un dibattito politico ampio e completo sul grado di ambizione desiderato e sulle risorse finanziarie disponibili.

Sosteniamo, infine, l'importanza dell'avvio di un'analisi globale mirata alla definizione più precisa dei possibili scenari e mezzi per il funzionamento e lo sfruttamento dopo il 2013, che comprenda tutti gli aspetti commerciali, nonché le strutture giuridiche, contrattuali e finanziarie dei diversi modelli in grado di l'attuazione di un modello di governance stabile.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva" - (Rel. Salvador Garriga Polledo)

Il bilancio dell'Unione Europea dovrebbe fornire il massimo livello di valore aggiunto europeo, dovrebbe essere gestito in modo efficace e dimpiegare quante più risorse pubbliche e private possibile. Per far fronte alle sfide che ci attendono, sosteniamo gli obiettivi previsti dalla strategia Europa 2020, strategia che dovrebbe consentire all'Europa di riprendersi dalla crisi e di rafforzarsi tramite la creazione di occupazione ed una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Essa costituisce il riferimento politico del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale che dovrà essere quanto più ambizioso possibile.

In tale contesto, riteniamo che i settori prioritari per la prossima programmazione finanziaria dovranno interessare i seguenti ambiti: conoscenza per la crescita e l'occupazione, sviluppo sostenibile, coesione per la crescita e l'occupazione, cittadinanza ed Europa globale.

La struttura del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dovrà essere realistica, facilitare la continuità della pianificazione, evitare le lacune di quella attuale e soprattutto individuare il giusto equilibrio tra stabilità, prevedibilità a medio termine e flessibilità.

Infine, siamo dell'idea che per rendere il bilancio dell'Unione Europea più equo e trasparente, le eccezioni ed i meccanismi di correzione esistenti dovrebbero essere progressivamente eliminati.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla dimensione esterna della politica sociale, la promozione delle norme sociali e del lavoro e la responsabilità sociale delle imprese europee" - (Rel. Richard Falbr)

Presidente, la dimensione esterna della politica sociale comprende tutte quelle attività e iniziative dell'Unione europea finalizzate alla promozione delle norme sociali e del lavoro nei paesi terzi. Benché sia il Trattato di Lisbona, che la Strategia UE 2020 attribuiscano alla politica sociale un'importanza senza precedenti, le questioni della competitività ed i fattori economici continuano a prevalere sulle questioni sociali.

Emerge sempre più chiaramente, però, la necessità di non concentrarsi più strettamente sui mercati ma di interessarsi più in generale alle persone, ovvero alla protezione dei diritti dei lavoratori ed al diritto del lavoro. Affinché l'Unione europea negozi con i paesi terzi, questi devono rispettare tutti i diritti previsti dalle Convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro. Ciò costituisce una condizione imprescindibile per l'avvio dei negoziati stessi. La politica commerciale non può e non deve ignorare il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori e pertanto la società potrà continuare a svilupparsi solo una volta eliminati questi ostacoli.

L'Unione europea deve avere come obiettivo di lungo periodo quello di poter garantire ad uomini e donne la possibilità di ottenere un lavoro dignitoso e produttivo in condizioni di libertà, uguaglianza, sicurezza e dignità. Le norme internazionali del lavoro devono, quindi, essere utilizzate per garantire che lo sviluppo economico continui ad essere incentrato sul miglioramento della vita e della dignità umana e non sulla definizione delle condizioni e dei diritti dei lavoratori.

La politica sociale dell'UE nei confronti dei paesi terzi dovrà, quindi, essere sempre più coerente, pragmatica, omogenea e professionale. L'Unione europea gode di buona reputazione per quanto riguarda il dialogo internazionale sulle questioni sociali. A tal fine sarà essenziale il coordinamento in seno al Parlamento europeo, ma anche con la Commissione e con il Servizio per l'azione esterna recentemente istituito.

Sarà necessario, in futuro, che il Parlamento europeo ed i sindacati internazionali ed europei si uniscano per integrare le loro raccomandazioni positive e urgenti nell'iniziativa oggi qui votata.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sul regolamento (CE) n. 1905/2006 che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo: esperienza acquisita e prospettive future" - (Rel. Gay Mitchell)

Il 2011 rappresenta un momento strategico per fare tesoro dell'esperienza acquisita durante i quattro anni di applicazione del regolamento (CE) n. 1905/2006 che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo.

Dalla sua entrata in vigore, il maggiore problema che è emerso sembra essere la difficoltà di capire o accettare il ruolo specifico svolto dalla cooperazione allo sviluppo nel contesto dell'azione esterna dell'UE. Occorre, pertanto, chiarire che la cooperazione allo sviluppo è quella dimensione politica dell'azione esterna dell'Unione europea (insieme con gli aiuti umanitari) che non è stata concepita per soddisfare gli interessi europei, bensì per difendere gli interessi delle popolazioni più vulnerabili ed emarginate del pianeta, attraverso l'eliminazione della povertà e lo sviluppo umano, sociale ed economico sostenibile, in altri termini per la difesa del diritto ad una vita decorosa per tutti.

Con il voto espresso oggi, intendiamo sottolineare l'esigenza di uno strumento di finanziamento della cooperazione allo sviluppo a sé stante, destinato esclusivamente ai paesi in via di sviluppo e volto espressamente al conseguimento degli obiettivi stabiliti nell'articolo 208 del Trattato. Il futuro strumento per la fornitura degli aiuti allo sviluppo dell'Unione europea dovrà, però, essere adeguatamente sostenuto in termini finanziari. L'Unione europea si è impegnata per l'obiettivo collettivo di spesa dello 0,7% del PIL entro il 2015. Per raggiungere tale traguardo, l'attuale livello degli aiuti europei dovrà, quindi, crescere in misura significativa.

Coordinamento e divisione dei compiti saranno i nostri principi guida per orientare la programmazione futura. Il Parlamento europeo dovrà, poi, avere la possibilità di difendere la specificità della politica di sviluppo dell'Unione, esercitando il controllo sulla programmazione strategica su un piano di parità con il Consiglio.

In particolare, chiediamo che le decisioni sugli obiettivi generali, sui settori prioritari, sui risultati attesi, nonché sull'assegnazione dei fondi, in conformità con l'articolo 290 del Trattato, siano assunte mediante la procedura degli atti delegati.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale a sostegno della strategia Europa 2020" - (Rel. Nadja Hirsch)-

In un'economia fortemente globalizzata come quella attuale, la possibilità e la capacità di studiare e di lavorare in un ambiente internazionale rappresentano una condizione imprescindibile per il successo professionale. I fattori chiave indicati nella strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva richiedono, per quanto riguarda l'istruzione e la formazione professionale, di essere tradotti in misure concrete a livello di Unione europea e negli Stati membri.

Le previsioni fanno presumere che la crescita del fabbisogno di competenze continuerà ad aumentare. L'evoluzione industriale e tecnologica determina una maggiore necessità di lavoratori con competenze professionali medie o elevate, a scapito tuttavia delle persone meno qualificate. È, quindi, necessaria un'azione rapida proprio per quanto riguarda i giovani: la continua crescita della disoccupazione giovanile rappresenta una delle sfide più importanti per l'Europa.

I giovani lavoratori sono più spesso disoccupati rispetto agli adulti, ma sono anche più frequentemente occupati in lavori precari e temporanei, con stipendi inferiori ed una minore sicurezza sociale. Gli Stati membri saranno, quindi, chiamati ad attuare strategie politiche mirate a combattere la disoccupazione giovanile, tenendo conto al contempo delle specificità e dei bisogni nazionali.

L'approccio all'apprendimento deve essere chiaramente orientato ai risultati: le due iniziative elaborate nell'ambito del processo di Copenaghen, il quadro europeo delle qualifiche e il sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale, influenzeranno in modo significativo l'orientamento europeo dei prossimi anni e in alcuni Stati membri hanno già dato origine a riforme dei sistemi di formazione professionale. Gli obiettivi e le iniziative della politica europea in materia di istruzione richiedono il sostegno di tutti gli attori della formazione professionale.

Per raggiungere questi obiettivi, riteniamo indispensabile che l'istruzione e la formazione professionale continuino a costituire una forte priorità politica e comune a lungo termine, la cui attuazione richiederà la partecipazione e l'impegno di tutti gli attori interessati, delle istituzioni dell'Unione europea, ma anche degli attori locali e regionali.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione recante una proposta di raccomandazione del Parlamento europeo destinata al Consiglio sulla 66a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite" - (Rel. Alexander Graf Lambsdorff)

Presidente, l'attuale cambiamento dell'ordine internazionale stimola l'Unione Europea ad impegnarsi più attivamente nei confronti delle potenze mondiali e di quelle emergenti, allo scopo di promuovere soluzioni efficaci, capaci di risolvere problemi comuni a tutti i cittadini dell'UE ed al mondo intero. L'Europa deve, dunque, essere pronta a svolgere un ruolo proattivo nel costruire un'Organizzazione delle Nazioni Unite che possa effettivamente contribuire a soluzioni di tipo globale: alla pace, alla sicurezza, alla democrazia nonché ad un ordine internazionale basato sullo Stato di diritto.

Siamo, dunque, chiamati a contribuire al rafforzamento di un multilateralismo efficace, imperniato su un'ONU forte, punto di partenza essenziale per affrontare le sfide globali come il cambiamento climatico e il degrado ambientale, l'universalità e l'indivisibilità dei diritti umani, la riduzione della povertà e lo sviluppo per tutti, le conseguenze del cambiamento demografico, la migrazione e la criminalità organizzata internazionale.

Grazie al Trattato di Lisbona, abbiamo oggi nuove strutture permanenti per la rappresentanza esterna UE. L'articolo 47 conferisce all'Unione personalità giuridica, implicando, dunque, nuovi diritti e nuove responsabilità secondo il diritto internazionale. Ciò ci consente di assumere un ruolo internazionale commisurato al nostro preminente status economico, agendo in qualità di attore globale, capace di condividere la responsabilità della sicurezza mondiale e di assumere la guida nella definizione di risposte comuni alle sfide comuni concordate a livello multilaterale in modo più univoco.

Resta a noi riuscire ad identificare chiaramente i nostri interessi e gli obiettivi strategici per potere agire efficacemente, grazie a dei partenariati globali. Non dobbiamo dimenticare che l'Unione Europea è il più grande fornitore al mondo di aiuto allo sviluppo, è un importante partner dell'ONU in situazioni di crisi e post-crisi; il contributo degli Stati membri è pari al 38% del suo bilancio regolare.

Concordo con il relatore quando ritiene doveroso portare avanti un multilateralismo efficace quale principale interesse strategico dell'Unione, al fine di rafforzarne coerenza e visibilità sulla scena internazionale.

 
08/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sul progetto di decisione del Consiglio sulla piena applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen nella Repubblica di Bulgaria e in Romania" - (Rel. Carlos Coelho)

Presidente, la Romania e la Bulgaria hanno adottato l'acquis di Schengen aderendo all'Unione europea nel 2007. Si tratta di due Paesi in cui si effettuano ancora dei controlli alle frontiere, vista la parziale applicazione delle disposizioni in esso contenute.

Come emerso da attente valutazioni e visite effettuate da gruppi di esperti, benché i due Paesi abbiano dimostrato notevole impegno ed evidenti progressi nella sua attuazione, permangono alcune carenze, come quelle rilevate nei settori degli strumenti, dell'esecuzione dei controlli di frontiera e della formazione, dell'obbligo di comunicare i dati, le competenze linguistiche e l'attuazione della responsabilità dei vettori; carenze su cui si sta attualmente lavorando.

Riteniamo, però, di poter confermare il nostro sostegno alla loro completa adesione all'Accordo, anche se consideriamo indispensabile che i due paesi in questione - entro sei mesi - ci informino, per iscritto, dell'attuazione di misure addizionali volte a colmare tali lacune. Per migliorare ulteriormente le misure già prese e prepararsi adeguatamente ad un eventuale aumento della pressione dei flussi migratori dopo la piena adesione, invitiamo questi due Paesi a mettere a punto un "pacchetto speciale" di misure di accompagnamento, un nuovo approccio comune per poter rispondere al possibile forte aumento della pressione migratoria.

Non possiamo, infatti prescindere dalla considerazione che l'area Bulgaria-Turchia-Grecia rappresenta una delle zone più sensibili nella politica di frontiera dell'Unione in termini di migrazione clandestina.

Così come non possiamo non sottolineare che l'abolizione dei controlli alle frontiere interne richiede un alto livello di fiducia reciproca tra gli Stati membri. La sicurezza della nostra Area Schengen dipende, infatti, dal rigore e dall'efficienza con cui ogni Stato membro effettua i controlli alle proprie frontiere esterne.

 
07/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che abroga il regolamento (CE) n. 1541/98 del Consiglio relativo alle attestazioni d’origine di taluni prodotti tessili della sezione XI della nomenclatura combinata immessi in libera pratica nella Comunità, nonché alle condizioni cui è subordinata l’accettazione di tali attestazioni e che modifica il regolamento (CEE) n. 3030/93 del Consiglio relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari dei paesi terzi - (Rel. Jan Zahradil)

Abbiamo fortemente sostenuto questa relazione in considerazione dell'impegno politico dell'UE volto alla semplificazione della legislazione in vigore: intendiamo creare un contesto normativo migliore e più chiaro per le imprese. Le misure europee di politica commerciale nel settore tessile possono essere gestite senza imporre l'eccessivo onere di presentare l'attestazione di origine per tutte le importazioni.

Per continuare a controllare le importazioni di prodotti tessili soggette alle restrizioni quantitative ancora in vigore, e provenienti da Paesi che non sono ancora membri dell'OMC, l'UE si baserà sulle autorizzazioni d'importazione; mentre, per quanto concerne le categorie di prodotti che rientrano nella Sezione XI della Nomenclatura combinata, non soggetti a restrizioni quantitative all'importazione e immessi in libera pratica nell'UE, verrà applicato un sistema di sorveglianza statistica ex post per controllare il loro impatto sul mercato europeo.

Ricordiamo che, dal 2010, per una migliore informazione dei consumatori sull'origine di diversi prodotti, in aggiunta ai succitati meccanismi di controllo delle importazioni è obbligatoria l’indicazione del paese d’origine di taluni prodotti di Paesi terzi. Ora dovremo occuparci di migliorare l'uniformità delle norme per l'importazione allineando quelle relative ai prodotti tessili a quelle di altri prodotti industriali, migliorando così la coerenza generale del contesto legislativo in questo settore.

 
07/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e la Repubblica di Croazia sulla partecipazione della Repubblica di Croazia ai lavori dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze - (Rel. Debora Serracchiani)

L’uso ed il traffico illegale di droga sono fenomeni di portata mondiale che minacciano la salute e la stabilità sociale.

La Repubblica di Croazia rappresenta una via di transito attraverso la quale vengono introdotte clandestinamente droghe illecite passando dai paesi di produzione a quelli di consumo. Inoltre, si è registrato, negli ultimi 10 anni, un progressivo aumento dei decessi per droga.

Nonostante la continua formazione dei funzionari di polizia e la fornitura delle apparecchiature necessarie, i risultati delle indagini e dei procedimenti relativi ai reati legati agli stupefacenti necessitano ulteriori miglioramenti. La Croazia, infatti, continua a trovarsi su una delle principali rotte del traffico di droga verso l’Unione Europea.

Siamo certo favorevoli all'adozione di un programma nazionale per la prevenzione del consumo di droga fra i giovani, inteso ad aggiornare i programmi esistenti; approviamo, dunque, la partecipazione della Repubblica di Croazia ai lavori dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze.

A maggior ragione, visto che si tratta di un Paese candidato e anzi ormai prossimo all'adesione all'UE, risulta fondamentale che possa fornire agli Stati Membri informazioni esaurienti ed obiettive in merito ai traffici di droghe, alla tossicodipendenza e alle relative conseguenze economiche e sociali.

 
07/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sui sistemi globali di navigazione via satellite applicati ai trasporti – politica dell'UE a breve e medio termine - (Rel. Silvia-Adriana Ticau)

Con la pubblicazione del piano d'azione sui sistemi globali di navigazione via satellite (GNSS) e lo sviluppo e la diffusione di EGNOS (Servizio europeo di copertura per la navigazione geostazionaria), l'Unione Europea ha voluto indicare le modalità di utilizzo civile ed assicurare che tutta l'industria europea abbia l'opportunità di competere all'interno di questo mercato strategico in forte crescita.

Concordiamo con il piano d'azione mirato formulato dalla Commissione che comprende 15 interventi settoriali, 9 dei quali di immediata e importante applicazione nei trasporti soprattutto per quanto concerne la promozione di EGNOS nei paesi terzi. Infatti, per rendere questo sistema realmente efficace dal punto di vista dei trasporti, occorre far sì che la sua copertura vada oltre i confini europei, fino a raggiungere i paesi confinanti. Pertanto risulta fondamentale estenderlo alle regioni del nord, dell'est e del sud est europeo.

Inoltre, nell'ambito dell'aviazione civile, chiediamo agli Stati membri di dare priorità a procedure e servizi basati su EGNOS, allo scopo di creare uno spazio aereo unico europeo. È altresì evidente che sia EGNOS che GNSS costituiscano un importante contributo per la sicurezza e la tutela dell'ambiente.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario un investimento adeguato nel settore di ricerca e sviluppo europei.

 
07/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sugli accordi aerei internazionali nel quadro del Trattato di Lisbona - (Rel. Brian Simpson)

Con il Trattato di Lisbona, gli accordi aerei richiedono l'approvazione del Parlamento Europeo, poiché riguardano un settore al quale si applica la procedura legislativa ordinaria.

Concordiamo con l'idea della Commissione per i trasporti e il turismo di stabilire alcuni principi generali in merito alle modalità di valutazione degli accordi aerei da un punto di vista sostanziale. Inoltre, è necessario che essa sia adeguatamente informata nel corso dei negoziati, per poter rendere note le proprie priorità ben prima che venga richiesto di esprimere un parere favorevole o contrario all'approvazione; pertanto è necessario che il Parlamento segua il procedimento normativo dall'inizio.

Gli accordi generali con i Paesi vicini o con importanti partner globali possono fornire sostanziali benefici ai passeggeri ed agli operatori del trasporto europei grazie al miglioramento dei servizi, sia in termini sia di varietà che di costo, offrendo al tempo stesso alle compagnie aeree nuove opportunità di profitto. Una convergenza normativa potrà essere molto importante per promuovere una concorrenza leale.

Sosteniamo infine, la rilevanza dell'avvio di negoziati con importanti partner commerciali dell'Asia, quali la Repubblica popolare cinese e l'India, poiché la crescita economica dell'intera regione rende tali accordi sempre più rilevanti per lo sviluppo del commercio mondiale.

 
07/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/62/CE relativa alla tassazione di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di talune infrastrutture - Rel. Said El Khadraoui)

La direttiva 1999/62/CE relativa alla tassazione di autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'uso di talune infrastrutture, consente agli Stati membri, se lo desiderano, di addebitare agli utenti della strada anche alcuni costi esterni avendo in questo modo ulteriori possibilità di incrementare l'efficienza dei propri sistemi di pedaggio nazionali e disponendo così di un miglior strumento di gestione della domanda di trasporto.

Siamo dell'idea che in un periodo di grande difficoltà economica, la scelta di colpire una categoria economica portante del nostro mercato al mero scopo di fare cassa non rappresenta una scelta politica particolarmente lungimirante. Inoltre, lo strumento così individuato, penalizza in modo inaccettabile gli Stati geograficamente più periferici, paesi d'origine, di partenza o di arrivo delle merci, a tutto vantaggio dei paesi "centrali" e di transito. Infine, nell'elaborazione del principio non si tiene conto dell'impatto di questo provvedimento sui flussi di traffico e quindi sulle concessioni già in essere, con il conseguente rischio di spostare altrove tali traffici.

L'efficacia del provvedimento non è dimostrata: il trasporto su strada ed i suoi costi in termini di inquinamento continueranno a crescere: questo è il motivo della nostra posizione contraria, come Delegazione Italiana del PPE.

 
07/06/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ai conti economici ambientali europei - (Rel. Jo Leinen)

È possibile valutare in maniera approfondita la politica ambientale europea soltanto in presenza di dati attendibili, ragion per cui la rilevazione dei dati da parte degli Stati membri deve essere obbligatoria. Facciamo particolare riferimento ai dati sulle emissioni atmosferiche, sulle tasse ambientali per diverse attività economiche e sulla contabilità dei flussi di materia a livello macroeconomico.

A nostro parere, i conti economici ambientali dovrebbero contribuire alla valutazione delle politiche, fornendo in particolare i dati sull'impatto ambientale delle attività economiche, dati che potrebbero rivelarsi particolarmente utili ai fini della presa di decisioni in materia economico-ambientale.

Sosteniamo la necessità di prevedere una clausola di revisione e la presentazione da parte della Commissione europea di relazioni periodiche sull'attuazione pratica del regolamento. Riteniamo sia importante verificare l'attendibilità e la comparabilità dei dati per poter apportare alcuni miglioramenti e garantire un elevato livello di qualità della contabilità economico-ambientale. È altresì opportuno tenere debitamente conto dello sviluppo di nuovi moduli e delle esperienze maturate nel corso degli studi pilota. La relazione di verifica dovrebbe fornire l'occasione di adeguare il regolamento in base agli ultimi sviluppi constatati e alle esperienze maturate.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Proposta di risoluzione presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione, a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento, sulla situazione in Giappone, per quanto riguarda in particolare lo stato di allerta nelle centrali nucleari

La catastrofe che ha colpito il Giappone con un sisma ed uno tsunami di proporzioni inaspettate, ha lasciato in tutti noi un senso di profondo cordoglio per l'immensa perdita di vite umane e gli ingenti danni materiali derivati.

Indirizziamo, quindi, come parlamentari europei, tutta la nostra sincera solidarietà al popolo e al governo giapponesi. Il nostro pensiero e quello di tutti i cittadini europei è rivolto alle migliaia di persone che dovranno ora ricostruire la propria vita e la propria comunità.

Rimaniamo, allo stesso tempo, colpiti di fronte al rapido e decisivo intervento delle autorità locali ed alla mobilitazione, al coraggio ed all'esemplare determinazione del popolo giapponese.

Se da un lato l'UE ha già messo in opera il suo Meccanismo di coordinamento della Protezione Civile, inviando esperti dall'Europa per coordinare l'aiuto di emergenza, chiediamo anche agli Stati membri di contribuire in via prioritaria, alle regioni sinistrate, con tutto l'aiuto e il sostegno necessari a livello umanitario, tecnico e finanziario.

Nel ricordare la forte amicizia e le strette relazioni politiche ed economiche che legano l'UE al Giappone, siamo decisi a sostenere questo paese che lotta per superare le sfide cui è confrontato, compresa la minaccia di una vera catastrofe nucleare.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 732/2008 del Consiglio relativo all'applicazione di un sistema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo dal 1° gennaio 2009 al 31 dicembre 2011 - (Rel. Helmut Scholz)

Siamo tutti convinti del fatto che, fin dalla sua creazione, il sistema delle preferenze tariffarie generalizzate (SPG) è stato uno dei principali strumenti della politica commerciale e di sviluppo dell'Unione Europea. Esso ha rappresentato un forte incentivo per i Paesi in via di sviluppo, da tempo impegnati nella lotta alla povertà, a favorire il libero accesso al proprio mercato ed all'importazione dei propri prodotti tramite delle riduzioni tariffarie.

Concordiamo, però, col relatore che auspica la necessità di una proroga del regolamento esistente in materia, in quanto ciò consentirebbe di assicurare la certezza del diritto, la tutela degli interessi sia comunitari che dei paesi beneficiari ed evitare il prolungarsi dell'attuale situazione ancora insoddisfacente.

Sino ad oggi abbiamo registrato una certa sottoutilizzazione delle preferenze commerciali garantite dal SPG, soprattutto quelle legate alle norme d'origine, per una difficoltà delle procedure amministrative che le caratterizzano.

Sarebbe opportuno, dunque, fornire un'assistenza tecnica mirata, come ad esempio la previsione di programmi di gemellaggio, con lo scopo precipuo di promuovere lo sviluppo delle capacità regolamentari e di garantire il corretto recepimento delle convenzioni internazionali.

Infine, siamo del parere che la Commissione debba svolgere un'attività d'indagine costante, coinvolgendo maggiormente il Parlamento europeo e le parti sociali interessate.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Raccomandazione relativa al progetto di decisione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri dell'Unione europea, riuniti in sede di Consiglio, concernente la conclusione dell'accordo sui trasporti aerei tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e il Canada, dall'altro - (Rel. Silvia-Adriana Ticau)

Sebbene l'Unione Europea ed il Canada abbiano legami economici e politici da lungo tempo, prima dell'accordo attuale, la navigazione aerea formava l'oggetto soltanto di accordi bilaterali con alcuni degli Stati membri.

Risulta, pertanto, necessario perseguire l'obiettivo di istituire uno spazio aereo senza frontiere che apra la strada alla realizzazione di un mercato unico del trasporto aereo, all'interno del quale gli investimenti fluiscano liberamente e le compagnie aeree di ambo le parti siano in grado di fornire servizi senza limitazioni.

Siamo dell'idea che si debbano: rimuovere le attuali restrizioni giuridiche in materia di proprietà delle compagnie aeree canadesi; introdurre contestualmente nuovi diritti di traffico e cooperare su una serie di questioni, tra cui la protezione dei viaggiatori, il rispetto dell'ambiente, la gestione del traffico aereo e la sicurezza.

Possiamo affermare con convinzione, quindi, che l'accordo che abbiamo oggi approvato sia davvero ambizioso: esso migliorerà decisamente i collegamenti fra i rispettivi mercati e creerà nuove opportunità per il settore.

Raccomandiamo, tuttavia, una maggiore consultazione e cooperazione nell'ambito della delicata questione della sicurezza e chiediamo alla Commissione di informare di ogni sviluppo il Parlamento europeo e di seguire l'attività del comitato misto di nuova istituzione.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulle relazioni dell'Unione Europea con il Consiglio di cooperazione del Golfo - (Rel. Dominique Baudis)

Nell'arco dei vent'anni di negoziati commerciali fra l'Unione Europea ed i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), il contesto risulta profondamente cambiato e tali rapporti devono poter giungere ad un punto di svolta.

La conclusione di un Accordo di Libero Scambio rimane una priorità di carattere sia politico che commerciale.

Lo scenario geopolitico del CCG è caratterizzato dall'emergere di una serie di sfide, in materia di sicurezza, dalle implicazioni globali e regionali, che richiedono l'avvio di un processo di liberalizzazione e di diversificazione della struttura economica di base di questi Paesi. Essi dovrebbero poter continuare a seguire la traiettoria della cooperazione e del multilateralismo.

L'Unione Europea ha, pertanto, il compito di sviluppare una nuova partnership strategica, capace di supportare il processo d'integrazione regionale in atto. E' auspicabile, inoltre, che il nuovo Servizio di Azione Esterna dell'UE inauguri nuove missioni diplomatiche nei suddetti Paesi.

E' consigliabile, dunque, che il Parlamento incoraggi una politica più ambiziosa dell'Unione nei confronti del CCG: dovremmo poter intensificare i rapporti in settori di cooperazione, nel campo della ricerca scientifica e della tecnologia, continuando a dialogare anche su temi come la protezione delle minoranze religiose, il diritto al lavoro e la libertà d'opinione.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
"Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano legalmente in uno Stato membro " (Rel. Véronique Mathieu)

Presidente, ho votato a favore di questa relazione, che ritorna in aula per la seconda volta, perché ritengo che essa ben risponda alle considerevoli sfide demografiche cui sarà confrontata l’Unione Europea nei prossimi anni, fissando una procedura unica di domanda per i cittadini di paesi terzi che intendono essere ammessi nel territorio di uno Stato membro a fini occupazionali ed offrendo loro uno status giuridico sicuro.

L’immigrazione economica è una realtà che occorre organizzare, ma è anche una necessità rispetto alle sfide democratiche ed economiche cui sarà confrontata l’Unione europea in un imminente futuro. Pertanto, la politica di immigrazione deve essere concepita come strumento di regolazione nel nostro fabbisogno di manodopera, contribuendo così all’attuazione della strategia "Europa 2020".

Da un punto di vista tecnico, l’esclusione dei lavoratori stagionali e dei lavoratori distaccati in seno alla loro impresa è giustificata dalla presentazione da parte della Commissione di proposte di direttive specifiche per tali categorie di lavoratori. Per quanto riguarda, invece, l’esclusione dei richiedenti asilo e delle persone che beneficiano di una protezione internazionale, è importante sottolineare che gli strumenti esistenti in questi ambiti assicurano una maggiore tutela rispetto alla presente proposta di direttiva.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
"Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui diritti dei consumatori " - (Rel. Andreas Schwab)

La proposta della Commissione intende migliorare il funzionamento del mercato interno riducendo gli intralci agli scambi transfrontalieri, ma pone dei problemi sia ai consumatori che alle imprese. Risulta opportuno sostenere ogni sforzo volto a rendere il mercato interno più efficace e ad incoraggiare il commercio transfrontaliero, ma l'art.38 della Carta dei Diritti Fondamentali richiede che le politiche europee garantiscano un elevato livello di protezione dei consumatori.

Risulta dunque necessario puntare ad aumentare il livello di armonizzazione minimo attuale applicando le migliori prassi nazionali disponibili. Sarà opportuno mettere a punto un sistema europeo di responsabilità in caso di non conformità per migliorare la protezione del consumatore e la loro fiducia nei mercati. Conformemente alla strategia "UE 2020" un loro elevato livello di protezione garantisce prodotti di qualità e favorisce al contempo le prestazioni del mercato interno.

Quanto ai diritti dei consumatori, la regolamentazione minima attuale conferisce agli Stati membri la possibilità di adeguare la regolamentazione europea ai principi nazionali: riteniamo opportuno procedere ulteriormente in tale direazione. Purtroppo constatiamo, però, che la proposta di direttiva non tiene conto dei nuovi prodotti dovuti alle trasformazioni in corso in termini di sviluppo e di innovazione, così come nel caso dei prodotti digitali.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 460/2004 che istituisce l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione per quanto riguarda la durata dell'Agenzia - (Rel. Giles Chichester)

Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) fanno ormai parte integrante dell'economia e della società dell'Unione Europea. Oggigiorno, in virtù della continua evoluzione dei mass media e dei sistemi informativi, le TIC sono sempre più esposte a minacce, che non possono essere affrontate in maniera efficace solo a livello nazionale.

Accogliamo, dunque, con favore la proposta della Commissione di una riforma radicale dell'Agenzia europea per la sicurezza delle reti (ENISA) ed il prolungamento del suo mandato di altri 18 mesi, il che ci permetterà di superare il rischio di un pericoloso vuoto normativo.

E', indubbio, che il moltiplicarsi dei requisiti in materia di sicurezza comporti dei costi per le imprese che sono attive a livello dell'Unione, causando grande frammentazione, nonché mancanza di competitività nel mercato interno europeo. D'altra parte, mentre la dipendenza dalle reti e dai sistemi d'informazione è in aumento, la capacità di reagire agli incidenti sembra ancora insufficiente.

L'ENISA ha bisogno, quindi, di portare avanti i suoi impegni, adottando degli strumenti strategici volti ad individuare attivamente i rischi e le vulnerabilità legate alla sicurezza delle reti e dell'informazione, riuscendo così a cogliere ed interpretare le sfide con cui dovremo saperci confrontare in un prossimo futuro.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Raccomandazione relativa al progetto di decisione del Consiglio concernente la conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e il governo della Repubblica socialista del Vietnam su alcuni aspetti relativi ai servizi aerei - (Rel. Dominique Riquet)

Gli accordi bilaterali stipulati dall'Unione Europea con Paesi terzi nel settore del trasporto aereo internazionale necessitano oramai di una revisione radicale: la Corte di Giustizia ha giudicato le tradizionali clausole di designazione, contenute in tali accordi, del tutto incompatibili con il diritto comunitario, in quanto violano la libertà di stabilimento di società provenienti dall'estero e non garantiscono loro lo stesso trattamento che lo Stato membro ospitante accorda alle proprie società.

Accogliamo, dunque, con favore la conclusione di questo accordo proposto dalla Commissione, che mira a concedere a tutti i vettori dell'Unione Europea un accesso senza discriminazione alle rotte da e per il Vietnam, evitando qualsivoglia pratica anticoncorrenziale.

Andrebbero eliminate le clausole sull'eventuale tassazione dei carburanti per il servizio aereo ed è auspicabile che le clausole di designazione tradizionali, riferite ai vettori del Paese terzo, vengano sostituite con una clausola di designazione dell'Unione Europea, riferita questa ai vettori aerei dell'Unione. Ciò facendo si introdurrebbe un ulteriore elemento di bilanciamento negli accordi bilaterali.

Sarebbe opportuno, infine, applicare sempre più attente disposizioni in materia di sicurezza, specie in quelle situazioni in cui il controllo regolamentare su un vettore aereo sia esercitato da uno Stato membro, diverso da quello della designazione.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sulla Proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 55/2008 del Consiglio recante preferenze commerciali autonome per la Repubblica moldova - (Rel. Vital Moreira)

Nell'ambito della politica di vicinato dell'Unione e della politica europea di prossimità, la Moldavia ha da sempre adottato un ambizioso programma di associazione politica e di ulteriore integrazione economica con l'UE, portando avanti, con decisione, una convergenza delle proprie normative con la legislazione e le norme comunitarie, in vista della preparazione di futuri e più ampi negoziati.

Il Paese ha dimostrato di essere pronto a promuovere ed a sostenere gli effetti di un'impresa così ambiziosa, continuando sulla linea dei progressi finora raggiunti in materia di libero mercato UE.

Concordiamo però con la relatrice, quando afferma che la Repubblica moldova si trova in una situazione difficile per quanto concerne le esportazioni di alcuni prodotti, con conseguenti problemi per la sua ripresa economica. Riteniamo, dunque, necessario prorogare di tre anni la validità del regolamento relativo ad alcune preferenze commerciali autonome, per darle il tempo sufficiente a prepararsi adeguatamente per i negoziativi relativi all'area di libero scambio.

La relazione che abbiamo approvato, partendo proprio da queste considerazioni, punta a favorire la ripresa economica del Paese, in particolare aumentando il contingente tariffario in esenzione da dazi di taluni prodotti oggetto delle preferenze commerciali autonome attuali.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sugli orientamenti generali per la preparazione del bilancio 2012 - (Rel. Francesca Balzani)

Per affrontare l'attuale crisi economico-finanziaria è indispensabile promuovere una crescita europea inclusiva e sostenibile, allineando il bilancio comunitario agli obiettivi principali dell'Unione.

Questa relazione individua alcune linee guida che aiuteranno a: promuovere l'occupazione; migliorare la spesa pubblica per l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo; realizzare gli obiettivi in materia di cambiamento climatico ed energia; migliorare i livelli d'istruzione e promuovere l'integrazione sociale.

Il "Semestre europeo", quale nuovo meccanismo per il rafforzamento della governance economica europea, dovrebbe fornire l'occasione di determinare il modo migliore per conseguire questi obiettivi.

E' fondamentale garantire una certa coerenza tra il conseguimento dei risultati in questione e le risorse loro assegnate a livello europeo e nazionale, migliorando così le sinergie tra investimenti pubblici europei e nazionali.

Il budget europeo costituisce un vero e proprio valore aggiunto, grazie alla sua capacità catalizzatrice, atta a stimolare gli investimenti, la crescita e il lavoro. Gli stanziamenti già previsti devono essere mantenuti ad un livello appropriato e flessibile di spesa; contrariamente, una loro riduzione comporterebbe il fallimento della strategia "Europa 2020".

Invitiamo la Commissione ad elaborare delle proposte ambiziose per la messa a disposizione di nuove risorse proprie, basate su una valutazione completa d'impatto, per rafforzare competitività e crescita economica.

 
24/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Raccomandazione relativa al progetto di decisione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri dell’Unione europea, riuniti in sede di Consiglio, concernente la conclusione del protocollo di modifica dell'accordo sui trasporti aerei tra gli Stati Uniti d'America, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro - (Rel. Artur Zasada)

Questa modifica dell'accordo sui trasporti aerei UE-USA rappresenta una ottima occasione per sviluppare le potenzialità di un mercato che rappresenta il 60% del traffico aereo mondiale.

La Commissione europea ha finora compiuto passi importanti nel tentativo di instaurare uno spazio aereo senza frontiere tra UE e USA, all'interno del quale gli investimenti possano fluire liberamente e le compagnie aeree di ambo le parti siano in grado di fornire servizi aerei senza alcuna restrizione.

Constatiamo ora la necessità di una cooperazione più intensa, allo scopo di affrontare sempre nuove sfide, nel campo della sicurezza e dell'ambiente, e di promuovere ulteriori investimenti, capaci di garantire un più libero accesso al mercato.

Fondamentale è la previsione di un comitato misto UE-USA, un organo di monitoraggio dell'impatto sociale del programma di cooperazione normativa, che aiuterà allo snellimento delle vigenti procedure burocratiche.

Ricordiamo la problematica questione dello scambio dei dati personali dei passeggeri tra UE e USA e quella del conseguente rapporto tra sicurezza internazionale e privacy dei cittadini.

Riteniamo indispensabile garantire che il Parlamento sia tenuto al corrente in merito all'attività del comitato misto, agli investimenti stranieri, ai vincoli infrastrutturali sull'esercizio dei diritti di traffico ed al coordinamento delle politiche sui diritti dei passeggeri.

 
23/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Mini-Sessione plenaria Bruxelles
Relazione sul progetto di decisione del Consiglio europeo che modifica l'articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativamente a un Meccanismo di Stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l'euro - (Rel. Elmar Brok e Roberto Gualtieri)

Il nuovo meccanismo europeo di stabilità richiede una modifica del Trattato di Lisbona, per assicurare un suo inserimento, giuridicamente valido, nel quadro istituzionale dell'Unione Europea.

Riteniamo che esso debba essere affiancato dal rafforzamento della parte preventiva e correttiva del Patto di Stabilità e Crescita e da misure concernenti la competitività a medio e lungo termine. Misure, cioè, capaci di promuovere una risposta europea comune, allo scopo di affrontare al meglio gli squilibri macroeconomici tra gli Stati membri ed assicurare una loro crescita sostenibile.

Il meccanismo europeo di stabilità costituisce, quindi, un elemento importante di un pacchetto globale di nuovi provvedimenti (insieme al Semestre Europeo ed alla strategia "Europa 2020"), volti a definire un nuovo quadro normativo di rafforzamento e coordinamento delle politiche economiche e finanziarie e della disciplina di bilancio.

Per garantire il rispetto dei principi essenziali del processo decisionale democratico, della trasparenza, del controllo parlamentare e della responsabilità democratica, il Parlamento europeo dovrà essere adeguatamente informato e coinvolto.

Inoltre, sosteniamo la necessità che anche i parlamenti nazionali siano pienamente associati, in conformità delle loro rispettive competenze di bilancio e di controllo, per accrescere la trasparenza, la titolarità e la responsabilità delle decisioni prese anche a livello europeo.

 
10/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sull'approccio dell'UE nei confronti dell'Iran - (Rel. Bastiaan Belder)

Il regime di Ahmadinejad continua a calpestare i diritti fondamentali della popolazione iraniana impunemente, mentre il governo stesso è scosso da varie incertezze. Da una parte vi sono aspirazioni al cambiamento democratico della popolazione; mentre dall'altra il governo e il parlamento iraniani sono turbati dalla presenza di fazioni interne delle élite in competizione per il potere.

Indubbiamente, però, il cambiamento democratico non può essere imposto dall'esterno, ma dovrebbe essere il frutto di un processo democratico e pacifico, che dia finalmente ragione alle richieste di benessere e libertà dei recenti movimenti di massa iraniani.

Rimane poi ancora aperto il nodo del nucleare: dal nostro canto, l'UE dovrebbe lavorare per una soluzione diplomatica, sulla base di un approccio che unisca pressione al semplice dialogo. Sarebbe ad esempio consigliabile che il Consiglio europeo possa contribuire al congelamento dei beni di individui collegati con i programmi nucleari e balistici iraniani.

Nel futuro, le relazioni fra UE e Iran dovrebbero concentrarsi però anche sull'analisi delle innumerevoli violazioni dei diritti dell'uomo. L'Unione dovrebbe, insomma, usare tutti i mezzi a sua disposizione per formulare una posizione univoca europea e far sapere agli iraniani che pensiamo al loro futuro. I loro diritti umani sono anche i nostri diritti.

 
09/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla strategia dell'UE per l'inclusione dei Rom" - (Rel. Lívia Járóka)

Presidente, resta ancora molto da fare nel campo della lotta contro la discriminazione in Europa. Concordo con la nostra relatrice quando afferma che per quanto la discriminazione per motivi etnici possa considerarsi ad oggi eliminata, l'esclusione sociale ed economica della maggior parte delle popolazioni Rom continua ad esistere e resta una delle maggiori sfide che saremo chiamati ad affrontare nei prossimi anni.

Ciò a causa di tutta una serie di fattori specifici, quali: gli svantaggi geografici, i bassi livelli d'istruzione o il crollo delle economie pianificate, che attira una moltitudine di forza lavoro scarsamente qualificata.

Una strategia destinata a favorire la loro inclusione socio-economica non comprometterà affatto le leggi antidiscriminazione, bensì andrà ad integrarle: una parte significativa dei Rom europei, infatti, deve affrontare condizioni talmente precarie e sfavorevoli che le misure destinate a favorire la loro inclusione sociale devono essere considerate come azioni volte a colmare una delle maggiori lacune esistenti in relazione al rispetto dei diritti costituzionali e dei diritti umani in Europa.

La maggior parte delle iniziative adottate sino ad oggi dall'Unione Europea (risoluzioni, relazioni, dichiarazioni, conclusioni e comunicazioni) rientrano nella categoria della legislazione non vincolante, costituendo una "zona grigia" della legge, tra non-diritto e diritto positivo. Negli ultimi anni sono state elaborate varie iniziative internazionali, tramite proposte positive e idee progressiste, ma il loro esito è quanto meno incerto in considerazione del loro carattere giuridicamente non vincolante e si rivela insufficiente a promuovere l'inclusione sociale dei Rom.

Invece, prendendo spunto dai compiti, gli obiettivi, i principi e gli strumenti previsti dal Trattato sull'Unione europea e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la nostra nuova strategia dovrà concentrarsi essenzialmente sulle caratteristiche economiche comuni dei Rom esclusi sul piano sociale, senza voler cercare di risolvere tutti i problemi sociali di cui soffre ogni singolo. A prescindere dai problemi specifici di un paese o di una regione, come la disponibilità di aree di sosta per i nomadi o la mancanza di documenti personali in taluni paesi, le condizioni sociali ed economiche e le esigenze delle stesse comunità Rom sono estremamente simili in tutti i paesi.

Riteniamo, dunque, indispensabile una strategia interna dell'UE e che il controllo generale delle aree e degli obiettivi prioritari sia eseguito all'interno delle strutture comunitarie.

 
09/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione su una politica industriale per l'era della globalizzazione " - (Rel. Bernd Lange)

Presidente, la recente profonda crisi economica che ha colpito l'industria europea, ne ha al contempo evidenziato la sua importanza per l'economia dell'Unione Europea. Essa è rimasta spesso incentrata sull'idea che i mercati dovrebbero autoregolarsi e ciò è stato finora prevalentemente realizzato attraverso singole misure, senza praticamente alcun coordinamento tra gli Stati membri.

La Strategia "Europa 2020", per la prima volta, riconosce la necessità di un nuovo approccio con la presentazione di un'iniziativa "faro". È tempo che l'Unione europea sfrutti appieno le opportunità comuni per il rinnovo sostenibile e l'ulteriore sviluppo della base industriale con posti di lavoro di qualità. L'industria europea dovrebbe mantenere la leadership nei settori chiave, non ritrovarsi al seguito.

È il momento per l'Unione di scegliere la sua strada per l'industria del futuro. Dobbiamo assicurarci che il valore aggiunto sia creato all'interno del nostro mercato europeo. A tal fine risulta imprescindibile un coordinamento distintivo macroeconomico delle politiche economiche, fiscali e di bilancio per la crescita e l'occupazione (ad esempio, attraverso l'armonizzazione fiscale delle imposte sulle società).

Il fallimento del paradigma di autoregolamentazione dei mercati finanziari deve portare ad un nuovo quadro normativo, in grado di far sì che il sistema finanziario torni alla sua essenza: trasformare i risparmi in investimenti produttivi, in particolare per l'industria e le Piccole e Medie Imprese.

Vanno colte tutte le possibilità offerte dall'articolo 173 del Trattato UE. Va sviluppata, con una stretta collaborazione tra tutti gli Stati membri, una politica industriale coerente e senza ambiguità, che abbia una strategia chiara ed indicatori capaci di garantirne e monitorarne il successo. Non si dovrebbe consentire che sfuggano al controllo le diverse tendenze della politica industriale (protezionismo, governance, incentivi, competitività).

La politica industriale europea dovrà essere orientata sia verso il rinnovamento sostenibile, competitivo ed ecoefficiente a livello mondiale, sia verso una transizione sostenibile da un'industria soprattutto produttiva verso quella basata sulla conoscenza.

L'integrazione di tutte le politiche dell'Unione è fondamentale: richiede un nuovo livello di cooperazione all'interno della Commissione e la cooperazione con tutti gli attori coinvolti.

 
08/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a talune disposizioni per la pesca nella zona coperta dall'accordo CGPM - (Rel. Crescenzio Rivellini)

L'appartenenza dell'Unione Europea alla Commissione generale per la Pesca nel Mediterraneo (CGPM) va incontro a un importante punto di svolta con la presente proposta di regolamento. Essa si rivela di estremo interesse, infatti, nel prevedere la trasposizione di talune raccomandazioni adottate dalla CGPM in un singolo atto legislativo comunitario.

Tale atto costituisce uno strumento giuridico sicuramente più stabile dell'attuale e permette di aggiungere delle future raccomandazioni solo tramite una modifica dell'atto legislativo stesso. Esso rappresenta una tappa fondamentale per il miglioramento della certezza del diritto e contribuisce anche alla semplificazione normativa.

Al di là della rilevanza di disposizioni riguardo ad una dimensione minima di maglia delle reti di pesca, l'articolo 28 della presente proposta di regolamento mette invece in dubbio le prerogative del Parlamento.

Esso, infatti, prevede che le disposizioni contenute nel regolamento possano essere modificate secondo la "procedura di comitatologia", con cui la Commissione viene assistita da comitati di gestione, presieduti da un rappresentante della Commissione e composti da rappresentanti degli Stati membri.

Ciò priverebbe, in effetti, il Parlamento delle sue competenze, ragion per cui sembra auspicabile che la Commissione agisca per atti delegati, con possibilità di revoca di delega di poteri da parte del Parlamento o del Consiglio.

 
08/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul deficit proteico nell'UE: quale soluzione per questo annoso problema? - (Rel. Martin Häusling)

La produzione di piante proteiche nell'Unione Europea conosce sempre più un calo significativo, rendendo la situazione allarmante.

Il deficit proteico causa squilibri non solo nella produzione agricola, ma anche nel settore della ricerca e dello sviluppo di tecniche agricole. Gli agricoltori, infatti, hanno perso gradualmente interesse per le colture proteiche, generando la perdita, a livello europeo, dell'esperienza pratica connessa a queste colture.

C'è perciò bisogno di perseguire l'urgenza, indicata dalla relazione, di formulare una vera strategia europea integrata. Solo con una fornitura e un consumo più equilibrati dei raccolti proteici prodotti all'interno dell'UE, si potrà rispondere a nuove sfide quali il cambiamento climatico o la perdita della biodiversità agricola.

Si auspica quindi che la Commissione europea esamini le possibilità di superare l'attuale emergenza del deficit proteico tramite una radicale riforma della PAC, che sia capace di affrontare le nuove sfide.

Opportuno sarebbe anche introdurre un pagamento complementare con una rotazione obbligatoria di almeno quattro diverse colture, di cui almeno una di natura proteica.

Sarebbe necessario, infine, stabilire un'unità per la ricerca agricola presso la DG per l'agricoltura e lo sviluppo rurale della Commissione, per motivare i consumatori e i servizi di ristorazione a compiere scelte alimentari più rispettose dell'ambiente.

 
08/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione su fiscalità e sviluppo - cooperazione con i paesi in via di sviluppo per la promozione delle buone pratiche di gestione in materia tributaria - (Rel. Eva Joly)

La Commissione sta svolgendo un buon lavoro nel promuovere principi e criteri per sviluppare buone pratiche di gestione in materia tributaria nell'ambito della cooperazione con i paesi in via di sviluppo. Fondamentali sono i criteri di trasparenza, di scambio d'informazioni e di equa concorrenza tributaria.

E' un processo che la Commissione mira ad attuare attraverso il potenziamento delle sinergie tra le politiche fiscali e quelle di sviluppo, allo scopo di individuare le difficoltà riscontrate dai paesi in via di sviluppo nella mobilitazione delle entrate attraverso la tassazione.

D'altro canto, però, la Commissione, tralascia ancora diverse problematiche, che richiedono una pronta risposta.

Si ritiene necessaria, infatti, una decisa lotta ai paradisi fiscali, per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio, senza in alcun modo limitare le ulteriori misure intraprese, in particolar modo prestando attenzione ai trattati fiscali.

A tal fine, è auspicabile che la maggior parte delle organizzazioni internazionali detenga un mandato specifico allo scopo di contrastare i paradisi fiscali.

E' infine indispensabile un ampliamento della base imponibile, che passi attraverso l'adeguamento della riforma fiscale allo sviluppo della tassazione diretta, per risolvere le difficoltà di riscossione derivate dal sistema regressivo dell'IVA.

 
08/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla revisione della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti e la sorveglianza del mercato - (Rel. Christel Schaldemose)

Benché negli ultimi dieci anni siano indubbi i progressi raggiunti nell'ambito dei requisiti dei prodotti nel mercato interno dell'UE - grazie anche ad un approccio comune - molto ancora resta da fare.

Sarebbe importante, infatti, perseguire una revisione dell'attuale normativa europea in materia. E' evidente che la direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti (DSGP), approvata ormai già da 10 anni, necessita oggi di una revisione. Questo permetterebbe anche di rispettare le prerogative del nuovo quadro normativo (NQN) sui prodotti, approvato nel 2008.

Bisogna poi far leva su una più stretta sorveglianza del mercato, che va di pari passo con la sicurezza dei prodotti. Ma il vero nodo da sciogliere - e la vera priorità della relazione - è l'attenzione da rivolgere ai prodotti destinati ai bambini e ai prodotti per loro attraenti.

E' raccomandabile che la Commissione, inoltre, proponga un vero e proprio "regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti e la sorveglianza del mercato".

Esso dovrebbe comprendere elementi imprescindibili, come l'adozione di misure concrete nel campo della tracciabilità; l'obbligo per i produttori di provvedere ad un'analisi approfondita dei rischi durante la fase di progettazione; oppure, ancora, una disciplina ferrea per la vendita dei prodotti online.

 
08/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla valutazione della gestione dell'influenza H1N1 nel 2009-2010 nell'Unione europea - (Rel. Michèle Rivasi)

Sulla base dei dati statistici riportati dalla presente relazione, la reazione di fronte alla diffusione dell'influenza H1N1 è stata effettivamente sproporzionata rispetto alla reale natura del fenomeno, generando, infatti, campagne di vaccinazione iper-costose in molti paesi membri. La relatrice ha ritenuto quindi opportuno sollevare questioni assai rilevanti, prime fra tutte quella riguardante la preponderante influenza delle case farmaceutiche.

Urge, infatti, che gli studi sui medicinali antivirus siano indipendenti dalle aziende farmaceutiche. Le procedure di autorizzazione accelerate hanno dimostrato i loro limiti, perché non ci sono prove scientifiche disponibili e quindi si fa ancora ricorso ai dati diffusi dall'industria.

C'è poi bisogno di una migliore cooperazione, per sollecitare un riesame dei piani di prevenzione e dei ruoli dei principali operatori, ed anche per permettere agli Stati membri di procedere ad acquisti raggruppati su base volontaria.

L'OMS dovrebbe, quanto prima, rivedere la sua definizione di pandemia, per includere così anche la "severità" del virus nella sua classificazione. A tal proposito, è necessario che il vaccino sia efficace, presenti un rapporto positivo tra rischi e benefici e sia mirato ai gruppi veramente a rischio.

Infine, occorre evitare ogni conflitto d'interessi, perché essi possono generare, immediatamente nell'opinione pubblica, sospetti di indebite pressioni.

 
08/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione su un finanziamento innovativo a livello mondiale ed europeo " - (Rel. Anni Podimata)

Presidente, l'attuale crisi economica e finanziaria ha evidenziato gravi carenze nel quadro di regolamentazione e di vigilanza del sistema finanziario globale.

Nell'Unione europea la crisi finanziaria è stata seguita da una sensibile crisi di bilancio, nella quale hanno avuto un peso non secondario le eccessive e, talora ingiustificate, pressioni esercitate dai mercati sulle obbligazioni nazionali. Le operazioni altamente speculative ed a breve termine si sono trovate, ancora una volta, al centro della crisi ed hanno posto in evidenza la chiara connessione tra un quadro di regolamentazione e di vigilanza inefficiente da un lato, e la sostenibilità delle finanze pubbliche dall'altro.

I costi economici di questa crisi devono ancora essere valutati completamente.

In ogni modo è diventato ormai evidente che il mondo e l'Unione europea non possono permettersi un'altra crisi di tale entità e non dovrebbero consentire che essa si ripresenti.

L'Unione Europea deve, quindi, farsi sempre più portatrice di cambiamenti concreti a livello di regolamentazione e di vigilanza, che possano contribuire a realizzare un contesto finanziario più sano e a prevenire crisi analoghe in futuro, anche perché non possiamo dimenticare che oggi sono principalmente i contribuenti a farsi carico del costo della crisi, non soltanto tramite contributi diretti, ma anche in termini di disoccupazione crescente, redditi sempre più bassi, accesso ridotto ai servizi sociali ed aumento delle disparità economiche.

Per poter formulare risposte organiche ed integrate alla crisi occorrono nuovi meccanismi di finanziamento innovativi, in grado di porre un freno alla speculazione e ristabilire il ruolo primario del settore finanziario; di rispondere ai bisogni dell'economia reale e sostenere gli investimenti a lungo termine; di assicurare un'equa ripartizione degli oneri, particolarmente fra i principali attori finanziari; capaci, infine, di creare nuove risorse supplementari allo scopo di raccogliere le principali sfide mondiali ed europee, quali il cambiamento climatico e gli obiettivi di sviluppo, perseguendo una maggiore crescita a lungo termine, nel quadro della strategia UE 2020.

 
08/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sull'agricoltura dell'UE ed il commercio internazionale " - (Rel. Georgios Papastamkos)

In un momento in cui l'Unione europea è chiamata a riformare la sua politica agricola comune, garantire la coerenza tra la politica agricola e quella commerciale esterna diventa un fattore ancora più cruciale.

Agricoltura e commercio sono, infatti, due agende politiche che si intersecano tra di loro. La loro dinamica influenza ed, in misura sempre maggiore, è influenzata dagli scenari regolamentari a livello multilaterale, interregionale, regionale e bilaterale, che però non sono mai statici, creano gerarchie ed evolvono attraverso i negoziati.

Le diversità regolamentari, i divergenti interessi commerciali, le tensioni e le controversie commerciali rispecchiano la complessità delle politiche agricole nazionali e del commercio internazionale.

Poiché l'agricoltura non è solo un'attività economica, ma le politiche agricole e alimentari servono obiettivi fondamentali, quali la sicurezza alimentare e quella dei consumatori, la sfida principale consiste oggi nel conciliare efficacemente gli aspetti commerciali e non.

Vi è una chiara necessità per l'Unione Europea, nel quadro di questi negoziati, di garantire un approccio più equilibrato tra i diversi settori e di promuovere gli interessi agricoli europei, sia difensivi che offensivi. La coerenza tra la PAC e la politica del commercio estero dell'UE deve assicurare il mantenimento del modello agricolo europeo, nonché la parità di condizioni per i produttori dell'Unione sul mercato mondiale.

Il ruolo plurifunzionale del settore agricolo europeo può fungere da catalizzatore per nuovi paradigmi, dal momento che, fornisce beni di grande importanza per i cittadini delle nostre società. Esso ha un chiaro valore aggiunto ed un ruolo di primo piano nella Strategia 'UE 2020' per affrontare le sfide socioeconomiche e ambientali che l'Unione Europea si trova a dover fronteggiare, sia all'interno sia in quanto attore leader globale.

La nostra politica commerciale avrà, pertanto, un ruolo determinante nel decidere se l'agricoltura continuerà a dare un contributo positivo pieno a questi obiettivi senza comprometterne la sua dinamica.

 
08/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sugli aspetti della povertà femminile nell'Unione europea " - (Rel. Rovana Plumb)

L'attuale crisi finanziaria genera conseguenze negative specifiche che influiscono direttamente sulle condizioni di vita e di lavoro delle donne e sulla loro collocazione nella società. Oggi quasi il 17% delle donne europee risulta vivere in povertà.

Prima di ogni strategia politica, occorre un'analisi esauriente che consideri tutti gli aspetti di genere: riteniamo che la loro integrazione nel mercato del lavoro sia fondamentale per contrastare la povertà e la loro esclusione sociale. La promozione della conciliazione tra vita professionale e privata, per consentire alle donne che lo desiderino di proseguire la propria carriera o lavorare a tempo pieno, è uno degli elementi fondamentali per ridurre la povertà femminile ed i rischi cui sono esposte.

Chiediamo ulteriori misure di sostegno per le madri lavoratrici, sia semplificando le opportunità di trovare forme di lavoro flessibile in termini di orario per consentire l'adempimento dei maggiori impegni familiari, sia offrendo servizi adeguati per bambini, anziani ed altri familiari a carico. Siamo convinti che la strategia "Europa 2020" debba realizzare l'integrazione di genere per migliorare la rappresentanza e la partecipazione paritaria nel mercato del lavoro, spezzando i modelli di segregazione e garantendo nel contempo la presenza femminile nelle posizioni lavorative di grado più elevato.

 
08/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea – 2010 " (Rel. Mariya Nedelcheva)

La crisi finanziaria che stiamo attualmente vivendo ha delle ripercussioni disastrose sul tasso di disoccupazione e sulle condizioni di vita dei nostri concittadini in generale, delle donne in particolare.

Basti pensare alle loro condizioni di lavoro, al loro accesso all’occupazione, alla loro posizione nelle nostre società. Nella sua relazione per il 2010 la Commissione europea ha giustamente evidenziato le sfide che ci attendono in materia di parità tra uomini e donne, sottolineando come questa crisi debba essere intesa come un’occasione per permetterci di riconsiderare i ruoli specifici degli uomini e delle donne nelle nostre società, passando in particolare attraverso una strategia per la loro completa integrazione in tutte le politiche.

Misure concrete e sostenibili, in particolare nel settore dell’istruzione, dovrebbero consentirci di raggiungere tale ideale di parità. Insistiamo sull’importanza di promuovere la partecipazione donne negli organi decisionali, tradizionalmente riservati agli uomini. La promozione della parità passa anche attraverso la lotta contro le violenze perpetrate nei confronti delle donne. E’ importante sottolineare la necessità di combattere e di condannare tutte le violenze fisiche, psicologiche o sessuali, qualunque sia il livello di gravità. Combattere le violenze sessiste significa lanciare campagne di sensibilizzazione e educare bambini e giovani ai pericoli che esse rappresentano.

 
08/03/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla riduzione delle disuguaglianze sanitarie nell'UE" - (Rel. Edite Estrela)

Le disuguaglianze in materia di salute costituiscono un problema da affrontare anche a livello europeo. Le ragioni spesso sono derivanti da differenze in termini di opportunità, accesso ai servizi e risorse materiali, come pure da diverse scelte di vita operate dai singoli.

Occorre una visione politica innovativa per affrontarle. La crisi economica e finanziaria degli ultimi anni ha determinato una riduzione del livello di finanziamento dei servizi sanitari e di assistenza a lungo termine, a seguito di tagli di bilancio e di riduzioni del gettito fiscale, mentre la richiesta di servizi sanitari e di assistenza a lungo termine è aumentata.

Numerosi Stati membri hanno inserito nei rispettivi piani di ripresa misure quali investimenti nell'infrastruttura sanitaria, ristrutturazioni e finanziamenti supplementari del sistema sanitario. Gli interventi per contrastare le disuguaglianze sanitarie, tuttavia, variano ampiamente da Stato a Stato. La raccolta e la condivisione di dati riguardanti strategie, politiche e interventi efficaci aiuteranno a ottenere il sostegno da parte dei governi.

È essenziale che la riduzione delle disuguaglianze sanitarie sia considerata una priorità fondamentale, perseguendo così un approccio basato sulla "salute in tutte le politiche" e garantendo valutazioni d'impatto efficaci che tengano conto dei risultati ottenuti in termini di uguaglianza in ambito sanitario.

 
17/02/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che accorda alla Banca europea per gli investimenti una garanzia comunitaria in caso di perdite dovute a prestiti e garanzie a favore di progetti realizzati al di fuori dell’Unione europea" - (Rel. Ivailo Kalfin)

L'Unione Europea fornisce alla Banca europea per gli investimenti una garanzia di bilancio, a copertura dei rischi di natura politica e sovrana in relazione alle sue attività di prestito e di garanzia a favore di progetti realizzati al di fuori dell'UE.

Questa garanzia comunitaria costituisce un mezzo efficace per coniugare le risorse di bilancio dell'UE e le risorse proprie della BEI, assicurando al contempo che non ne venga pregiudicata la solidità finanziaria. Numerosi progressi sono già stati compiuti dalla BEI nell'attuazione del suo mandato: ha rafforzato il coordinamento con la Commissione ed ha concentrato la sua attenzione sul sostegno agli obiettivi politici dell'Unione.

Lo sviluppo della sua azione esterna dovrà ora tradursi in un aumento del volume dei prestiti, della loro qualità e della diversificazione dei nuovi beneficiari (collettività locali). Occorrerà concederle, senza indugio, un mandato addizionale di 500 milioni di euro dedicati al finanziamento del microcredito, in modo da accrescere l'accesso dei più svantaggiati al finanziamento bancario nei paesi ammissibili.

In materia di organizzazione interna, la BEI dovrà progressivamente essere incoraggiata a suddividere l'insieme delle sue attività esterne secondo un criterio geografico in modo da adeguarsi meglio alle specificità di ciascuna zona e favorire la partecipazione dei paesi partner.

 
16/02/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione su - Verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa - " (Rel. Ria Oomen-Ruijten)

Presidente, l'evoluzione demografica registrata negli ultimi anni ci induce a considerare la necessità della messa in atto di una strategia capace di rafforzare la coesione e la coerenza in campo pensionistico, di favorire la solidarietà fra le generazioni e fra le persone, contribuendo, allo stesso tempo, a garantire un reddito sicuro e adeguato dopo il pensionamento.

Concordo con la nostra relatrice quando sottolinea come in Europa esistano grosse divergenze fra i sistemi pensionistici, sui cui ha avuto pesanti ripercussioni la forte crisi economica e finanziaria: con l'aumento della disoccupazione, il calo della crescita, la riduzione dei rendimenti sugli investimenti e la crescita del debito pubblico, le casse pensionistiche hanno maggiori difficoltà a garantire pensioni adeguate ed, in qualche caso, ad onorare gli impegni contratti.

In occasione della riforma dei propri sistemi pensionistici, molti Stati membri hanno proceduto a pesanti tagli. La sostenibilità finanziaria è importante, ma occorre tener conto anche dell'esigenza di garantire un reddito adeguato. Sostenibilità dei bilanci e adeguatezza dei regimi pensionistici non sono obiettivi fra loro conflittuali, ma due facce della stessa medaglia. La vera sostenibilità non può essere conseguita senza un reddito pensionistico adeguato.

Il Libro verde, presentato dalla Commissione europea, tiene, peraltro, presente la necessità di rilanciare le responsabilità rispettive degli Stati membri, delle parti sociali e dell'Europa in particolare. I sistemi pensionistici rientrano sì fra le competenze dirette degli Stati membri, ma, per determinati aspetti, è importante un coordinamento a livello europeo.

Pur riconoscendo e mantenendo le responsabilità di ognuno, dobbiamo edificare insieme un sistema sostenibile, sicuro e in grado di assicurare una pensione adeguata a livello di Stati membri; un sistema moderno che riconosca, con opportune iniziative di promozione, che la libera circolazione in Europa non si limita alla previdenza del primo pilastro e parta dall'assunto che, soprattutto la nuova generazione ha bisogno di mobilità, come del resto di un mercato del lavoro efficace e ben funzionante.

Un sistema, dunque, che offra soluzioni non solo per il momento presente ma anche per il prossimo futuro.

 
16/02/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla proposta di direttiva sulla prevenzione dell'ingresso nella filiera farmaceutica legale di medicinali falsificati- " (Rel. Marisa Matias)

Presidente, la proposta della Commissione relativa alla prevenzione dell'ingresso nella filiera farmaceutica di medicinali falsificati mette in risalto una preoccupazione che sta diventando una priorità per tutti i cittadini europei: la qualità e la sicurezza dei medicinali di cui facciamo ogni giorno uso. Occorre, dunque, impostare una nuova strategia europea volta a contrastare il dilagante fenomeno della diffusione di medicinali falsificati, al duplice scopo di poter rispondere a questa crescente minaccia per la salute pubblica e di potere assicurare l'incolumità di tutti i pazienti.

Gli ultimi rapporti a riguardo hanno, infatti, registrato una vera e propria inpennata dei sequestri di medicinali falsificati alla dogana (2,7 milioni di medicinali sequestrati alle frontiere comunitarie), nonché una sempre più crescente e pertanto pericolosissima tendenza a falsificare non solo i medicinali cosiddetti "di conforto", ma anche i farmaci salvavita, compresi i medicinali per la cura del cancro e delle malattie cardiache, dei disturbi psichiatrici e delle infezioni.

Va sottolineato che, secondo il gruppo di esperti dell'OMS, in molti paesi dell'Africa e in parti dell'Asia e dell'America Latina ci sono aree dove la percentuale dei medicinali falsificati in vendita può superare il 30%. Le linee strategiche per prevenire l'immissione sul mercato europeo di medicinali falsificati dovrebbero poter avere risvolti positivi anche in altre regioni del mondo, dove il problema è ancora più marcato.

I pazienti devono avere l'assoluta certezza che i medicinali che assumono siano adeguatamente controllati. L'impiego di medicinali falsificati può condurre, infatti, al fallimento terapeutico e mettere in pericolo la loro stessa vita. Concordiamo, dunque, con la relatrice quando ritiene che la tutela della salute pubblica dai medicinali falsificati debba essere l'elemento centrale di questa direttiva, che non vada indebolito introducendo obiettivi aggiuntivi.

 
15/02/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sull'attuazione della direttiva sui servizi 2006/12/CE" - (Rel. Evelyne Gebhardt)

Presidente, l'obiettivo della direttiva sui servizi, entrata in vigore nel dicembre del 2006, è quello di aprire il mercato ai prestatori di servizi nell'Unione europea, eliminando tutte le barriere protezionistiche, gli ostacoli arbitrari e le eventuali norme discriminatorie dei singoli Stati membri.

Il Parlamento Europeo ha sempre, però, insistito sul fatto che tale direttiva non debba costituire un pretesto per una pericolosa deregolamentazione e liberalizzazione del settore, pregiudicando in tal modo i diritti dei lavoratori. Il principio del paese d'origine, criticato come precursore del dumping sociale, è stato soppresso e sostituito dal principio del paese di destinazione. Ho votato a favore di questa relazione perchè, a proposito del recepimento della direttiva in oggetto negli Stati membri, ha il merito di sottolineare ingiustificati ritardi e carenze, nonché alcune controversie relative alla sua interpretazione ed applicazione.

Mi preme, qui, ricordare che la direttiva non mette assolutamente in discussione i servizi di interesse generale e non contribuisce in alcun modo a svuotare i servizi pubblici di base. Anzi, per i prestatori di servizi, la semplificazione delle procedure amministrative e la creazione di sportelli unici rappresentano indubbiamente un enorme vantaggio. Se organizzato correttamente, questo strumento potrà rivelarsi particolarmente importante per le piccole e medie imprese.

La direttiva sui servizi prevede, poi, una cooperazione amministrativa e fornisce una chiara panoramica degli obblighi degli Stati membri di residenza e degli Stati membri in cui è eseguita la prestazione di servizi.

I suoi obiettivi dovranno essere applicati in maniera chiara e univoca, perché soltanto in questo modo sarà possibile garantire la necessaria certezza del diritto.

 
15/02/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sul progetto comune relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus" - (Rel. Antonio Cancian)

Presidente, la proposta di regolamento della Commissione, presentata nel 2008, si prefiggeva di instaurare, su scala europea, nuovi diritti a tutela dei passeggeri di autobus, paragonabili a quelli applicati in altri modi di trasporto, assicurando così condizioni di concorrenza paritarie tra i vettori e tra le diversi modalità di trasporto nei vari Stati membri.

E' stato necessario un lungo e difficile negoziato con il Consiglio, compreso il ricorso alla procedura di conciliazione, per poter avere il testo che abbiamo oggi votato.

Un testo finale che può essere considerato un compromesso molto soddisfacente e ben equilibrato, dal momento che riesce a garantire i diritti dei passeggeri senza imporre al contempo un pesante onere a carico dei vettori che, non possiamo dimenticarlo, sono per la maggior parte piccole e medie imprese.

L’esito della procedura di conciliazione può essere dunque, a buona ragione, considerata un successo per il Parlamento europeo nella misura in cui sono state accolte alcune delle nostre principali richieste:

a) per quanto riguarda l’ambito di applicazione (il regolamento si applicherà tutti i servizi regolari, nazionali o transfrontalieri, qualora la distanza da percorrere nel quadro del servizio sia uguale o superiore a 250 km);

b) per quanto riguarda i diritti fondamentali dei passeggeri a prescindere dalla distanza, con una particolare attenzione alle necessità delle persone disabili e delle persone a mobilità ridotta;

c) per quanto riguarda le deroghe (un massimo di otto anni sia per i servizi nazionali che per quelli internazionali);

d) nei casi di incidenti, cancellazioni, ritardi, attraverso la previsione di adeguate forme di rimborso, di assistenza, di risarcimento per i passeggeri.

 
15/02/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Raccomandazione sulla proposta di decisione del Consiglio che autorizza una cooperazione rafforzata nel settore dell'istituzione di una tutela brevettuale unitaria" - (Rel. Klaus-Heiner Lehne)

Presidente, il Consiglio ci ha trasmesso una proposta di decisione che autorizza una procedura di "cooperazione rafforzata" nel settore dell'istituzione della tutela brevettuale unitaria e questo perché alcuni Stati membri (nello specifico Spagna ed Italia) si sono, più volte, espressi contro l'adozione del regime di traduzione previsto, cioè un sistema trilinguistico (inglese, francese, tedesco) che finirebbe per diventare discriminatorio, in quanto in aperta violazione del principio della parità linguistica tra tutte le lingue ufficiali dell'Unione.

Nonostante i numerosi negoziati, ad oggi rimane impossibile l'adozione del regolamento all'unanimità. Ragioni di opportunità giuridica ed istituzionale, ci suggerirebbero, però, di attendere il parere della Corte di Giustizia, previsto per i prossimi giorni, che potrebbe non solo chiarire numerosi aspetti tecnici relativi al sistema brevettuale unificato, ma sottolineare tutte le conseguenze giurisdizionali da esso derivanti.

D'altro canto, dal punto di vista giuridico, la cooperazione rafforzata potrebbe costituire un precedente pericoloso, invece che essere utilizzata come "extrema ratio" così come prevede l'art. 20.2 del Trattato, dove si stabilisce infatti che il Consiglio, solo dopo aver esaminato ogni altra ipotesi e dopo avere verificato che gli obiettivi non sono realizzabili entro "termini ragionevoli", può chiedere il ricorso ad una procedura di cooperazione rafforzata tra gli Stati Membri che dimostrano il loro accordo.

Un regime brevettuale UE non applicabile in tutti gli Stati Membri finirebbe, poi, per costituire in sé un ostacolo agli scambi, incidendo negativamente sullo stabilimento delle imprese e sulla libera circolazione dei capitali, e falserebbe, quindi, la libera concorrenza nel mercato unico.

Ecco le ragioni del mio voto contrario, signor Presidente, in linea con la posizione dell'intera Delegazione italiana del mio Gruppo.

 
20/01/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla relazione sulla politica di concorrenza 2009" - (Rel. Derk Jan Eppink)

Presidente, ho votato a favore di questa relazione perché, partendo da una positiva valutazione delle attività svolte anche quest'anno dalla Commissione Europea, sostiene con forza un ruolo sempre più attivo anche per il Parlamento nella definizione della politica di concorrenza.

Chiediamo, infatti, di avere un ruolo "colegislativo" e di poter essere regolarmente informati su qualsiasi iniziativa in tale ambito. Intendiamo sottolineare che una politica di concorrenza dell'UE, basata sui principi dei mercati aperti e della parità di condizioni in tutti i settori, rappresenta un elemento fondamentale per il buon funzionamento del mercato interno, un presupposto indispensabile per la creazione di posti di lavoro sostenibili. Ribadiamo, quindi, il nostro invito ad una maggiore coerenza tra tutte le politiche dell'Unione e quelle che sono le priorità annunciate nella strategia Europa 2020 a favore della crescita e dell'occupazione.

Occorre elaborare regole sempre più chiare per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese europee, che sono alla base dello sviluppo di tutte le nostre economie. Invitiamo, allo stesso tempo, tutti gli Stati membri a cooperare attivamente con la Commissione nell’elaborazione e nella valutazione delle norme temporanee in risposta alla crisi finanziaria ed economica, presentando relazioni puntuali e dettagliate sulla loro attuazione ed efficacia.

 
20/01/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Situazione in Bielorussia

Presidente, dalla discussione in aula è emerso un generale consenso sulla necessità di una forte reazione europea ai recenti accadimenti svoltisi in Bielorussia dopo le elezioni presidenziali.

Personalmente credo sia opportuno adottare approccio articolato, che se da un lato vuole prevedere delle forme di pressione sul governo bielorusso, dall'altro non deve, però, interrompere del tutto la collaborazione con le autorità di Minsk, senza per questo avallarne la politica.

Il danno che ne deriverebbe, infatti, sarebbe solo per le popolazioni della Bielorussia: ecco perchè bisogna continuare a sostenere tutte quelle misure a favore della società civile ed a tutela degli oppositori, dei mass-media indipendenti, delle organizzazioni non governative.

Appare, quindi, opportuno che non vengano assolutamente interrotti quei meccanismi di cooperazione tra l'Unione Europea e la Bielorussia, i soli in grado di poter contribuire concretamente al benessere ed alla crescita sociale e democratica del Paese.

Ritengo, quindi, che debba essere mantenuto quel "dialogo critico", già avviato dai 27 Stati membri dell'Unione Europea, allo scopo di convincere la Bielorussia ad imboccare, con rafforzata decisione, il cammino verso standard europei in materia di rispetto della democrazia e tutela dei diritti umani.

 
19/01/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Raccomandazione sulla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera" -(Rel. Françoise Grossetête)

Presidente, sino ad oggi, troppe sono state le incertezze sulle questioni relative all’accessibilità delle cure e dei rimborsi in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera. La direttiva, oggi da noi approvata, permetterà finalmente a tutti i pazienti, di poter beneficiare - sull'intero territorio europeo -di un certo numero di diritti e di prestazioni sanitarie, da tempo già riconosciute dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

Non si tratta affatto di incoraggiare le cure transfrontaliere in quanto tali, ma di renderle possibili, sicure e di elevata qualità nei casi in cui esse si rivelino utili o necessarie. Abbiamo, infatti, bisogno di migliori informazioni e di maggiore chiarezza sul contenuto delle disposizioni applicabili alle cure prestate in uno Stato membro diverso da quello di affiliazione. La situazione attuale non è soddisfacente. Questa direttiva sarà una preziosa opportunità per tutti i pazienti europei, un'opportunità basata sulla necessità e non sulle possibilità economiche, sulla scelta informata e non sull'obbligo.

Una più facile mobilità dei pazienti permetterà di evitare le lunghe liste di attesa nazionali; e ciò in piena legittimità: si tratta, infatti, di sfruttare la disponibilità di offerta medica presente in altri paesi europei.

Anche l'informazione rappresenta un elemento chiave: ogni Stato membro sarà finalmente tenuto ad istituire appositi centri informativi (punti di contatto nazionali) presso cui il paziente potrà prendere conoscenza dei suoi diritti, delle cure disponibili, degli adempimenti da assolvere e delle procedure di reclamo e di ricorso a sua disposizione.

Questa proposta esprime, infine, la nostra chiara volontà di lottare contro il cosiddetto “turismo sanitario": è presente, al riguardo, un esplicito richiamo alla necessità di pianificazione e razionalizzazione finalizzate ad evitare sovraccapacità, squilibri e sprechi logistici. Occorrerà mantenere sul territorio nazionale un servizio medico e ospedaliero accessibile a tutti i cittadini europei.

 
19/01/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione relativa a un'iniziativa europea sulla malattia di Alzheimer e le altre forme di demenza" - (Rel. Marisa Matias)

Presidente, ho votato a favore di questa relazione perché ritengo che la comunicazione della Commissione relativa ad un'iniziativa europea sulla malattia di Alzheimer e le altre forme di demenza rappresenti un passo in avanti in vista di una necessaria integrazione tra le diverse politiche sanitarie esistenti in Europa, al fine di contrastare le citate malattie.

Intendiamo rinnovare, quindi, tutto il nostro impegno a combattere la frammentazione degli interventi, le divergenze tra le risposte esistenti nello spazio europeo e la disparità imperante nelle condizioni di accesso e di trattamento. Intendiamo, invece, promuovere la diagnosi precoce e la qualità della vita, migliorare la conoscenza epidemiologica della patologia e coordinare le ricerche in corso, favorendo la solidarietà tra Stati membri attraverso la condivisione di buone prassi.

Con la presente relazione chiediamo, inoltre, un miglior coordinamento tra gli Stati membri ed una risposta più efficace e solidale in vista della prevenzione e del trattamento delle varie forme di demenza, in particolare l'Alzheimer, a tutto vantaggio dei pazienti e di coloro che li circondano, siano essi professionisti del settore sanitario, fornitori di servizi o familiari. Un'eventuale strategia europea in tal senso potrà funzionare soltanto a condizione che i singoli paesi attribuiscano carattere prioritario alla definizione di piani d'azione nazionali.

Oltre a focalizzare l'attenzione sulla diagnosi precoce e sulla prevenzione, è altresì essenziale puntare sulla raccolta e il trattamento di dati epidemiologici sulla malattia.

Un'eventuale strategia europea non può prescindere dall'obiettivo di garantire, oltre alla disponibilità di servizi quanto più possibile generalizzati, la parità in termini di accesso e di trattamento dei pazienti, indipendentemente dall'età, dal sesso, dalle possibilità economiche o dal luogo di residenza.

Anche il rispetto della dignità dei pazienti durante tutte le fasi della malattia e la riduzione delle disparità esistenti meritano di essere considerati obiettivi prioritari. Si tratta di una scelta che implica un maggiore coinvolgimento dei diversi attori – dai corpi medici alle associazioni di pazienti – che possono offrire un contributo fondamentale in vista di una convergenza degli sforzi e dell'adozione di misure sempre più efficaci.

 
18/01/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sull'attuazione del consenso europeo sull'aiuto umanitario: bilancio di metà percorso del suo piano d'azione e prospettive future" - (Rel. Michèle Striffler)

Presidente, l'Unione Europea è il primo donatore di aiuti umanitari al mondo; basti pensare che il suo contributo rappresenta oltre il 40% dell'assistenza umanitaria internazionale. Attraverso questa sua politica umanitaria, l'Unione europea dimostra concretamente tutto l'impegno a favore delle popolazioni di paesi terzi che hanno bisogno di aiuto e che si trovano in situazioni di estrema vulnerabilità.

Il "Consenso umanitario", firmato il 18 dicembre 2007 dai Presidenti del Consiglio dell'Unione europea, del Parlamento europeo e della Commissione europea, rappresenta un notevole passo in avanti in questa direzione. Esso impegna l'Unione Europea a cooperare strettamente allo scopo di difendere e promuovere i principi umanitari fondamentali di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza e di adoperarsi energicamente a favore del rispetto del diritto umanitario internazionale.

Mi preme, qui, ricordare che gli impegni derivanti dal consenso devono valere sia per gli Stati membri che per la Commissione europea.

In questi ultimi anni abbiamo registrato un crescente coinvolgimento di attori non umanitari (militari, protezione civile ecc.) nella risposta alle crisi umanitarie. È fondamentale che gli attori politici, militari o umanitari, che condividono lo stesso ambiente operativo, apprendano a conoscersi meglio ed a dialogare, rispettando e non compromettendo i ruoli e i mandati rispettivi.

Le recenti catastrofi umanitarie verificatesi a Haiti e in Pakistan hanno dimostrato, ancora una volta, la necessità di rafforzare la capacità dell'UE di rispondere alle catastrofi in termini di efficacia, coordinamento e visibilità. Raccomandiamo, quindi, la creazione di una capacità europea di reazione rapida (una forza europea di protezione civile), idea lanciata a seguito dello tsunami in Asia e ripresa più volte dal Parlamento europeo.

Tale capacità dovrebbe costituire un'ottimizzazione degli strumenti disponibili, i quali guadagnerebbero in efficacia e visibilità, dato che l'obiettivo è quello di giungere alla mobilitazione immediata di tutti i mezzi necessari attraverso un coordinamento rafforzato. È chiaro che il ricorso ai mezzi della protezione civile dovrà essere conforme alle direttive internazionali quali enunciate nel consenso europeo.

 
18/01/2011
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sul riconoscimento dell'agricoltura come settore strategico nel contesto della sicurezza alimentare " - (Rel. Daciana Octavia Sârbu)

Presidente, la sicurezza alimentare rappresenta oggigiorno un diritto fondamentale dell'umanità e si realizza, in modo concreto, solo quando tutti dispongono, in qualsiasi momento, di un accesso fisico, sociale ed economico ad una nutrizione sufficiente.

La nuova politica agricola comune dell'Unione Europea, dopo il 2013, non potrà non tenere conto di queste nuove esigenze. Essa dovrà, pertanto, essere in grado di rispondere in modo chiaro ed inequivocabile alle sfide poste dalla sicurezza alimentare e da altri fattori, in particolare i cambiamenti climatici, la crisi economica, il mantenimento dell'equilibrio territoriale all'interno dell'Unione.

Abbiamo bisogno non solo di promuovere la competitività dei nostri prodotti sui mercati internazionali, ma anche l'agricoltura tradizionale, i piccoli allevamenti, l'agricoltura biologica e la distribuzione locale. Questi modelli di agricoltura hanno dato da sempre, e continuano a dare, un valido contributo alla sicurezza alimentare perché spesso rappresentano il modo più efficace di utilizzare terreni in diverse regioni geografiche dell'Unione europea, attraverso l'uso di metodi che sono stati specificamente sviluppati in diverse regioni e per lunghi periodi di tempo.

L'Unione Europea deve avere certo anche obiettivi ambiziosi in materia energetica: il 20% di energie rinnovabili nel mix energetico entro il 2020 e 10% di energie rinnovabili nel carburante utilizzato per i trasporti entro il 2020. Questi obiettivi, negli ultimi anni, hanno finito col favorire la coltivazione di biocarburanti su vasta scala. Ma è pur vero che la produzione di biocombustibili entra in diretta competizione per la terra con la produzione alimentare, il che ha di riflesso un impatto potenzialmente negativo sulla sicurezza alimentare. Solo una maggiore integrazione di produzione di derrate alimentari e di energia potrà ridurre la competizione per i suoli disponibili, così come può fare lo sviluppo di carburanti di seconda e terza generazione.

È essenziale, quindi, che il finanziamento della PAC rifletta la sua visione ambiziosa, ma ricordi anche i suoi obiettivi politici: dovremo impegnarci a garantire la sicurezza alimentare ed a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, favorendo l'equilibrio territoriale, mantenendo prezzi ragionevoli dei prodotti alimentari ed un reddito dignitoso per tutti gli agricoltori.

 
16/12/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione annuale sui diritti umani nel mondo nel 2009 e sulla politica dell'Unione europea in materia" - (Rel. Laima Liucija Andrikiene)

Questa nostra Relazione annuale intende ribadire la forte determinazione del Parlamento europeo ed i suoi sforzi a lungo termine volti a difendere i diritti umani e la democrazia nel mondo attraverso lo sviluppo di una politica europea sempre più integrata ed efficace, capace di garantire maggiore coerenza ed uniformità in tutte le aree di intervento, sia attraverso le relazioni bilaterali con i paesi terzi, sia attraverso il sostegno alle organizzazioni della società civile attive a livello locale ed internazionale.

Insistiamo, in particolare, sull'importanza di condurre una valutazione completa degli aspetti della politica europea di vicinato (PEV) riguardanti i diritti umani, che esamini soprattutto la coerenza e l'efficienza dei meccanismi esistenti, come i piani d'azione, le relazioni sullo stato di avanzamento, i dialoghi sui diritti umani e il processo decisionale per l'intensificazione delle relazioni con i paesi non appartenenti all'UE.

Vogliamo dare maggiore visibilità alla futura adesione dell'Unione europea alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, il che costituisce un'opportunità per dimostrare il suo impegno a favore della difesa dei diritti umani all'interno e all'esterno delle sue frontiere ed invitiamo, pertanto, tutti gli Stati membri ad offrire il loro sostegno, a fare in modo che i cittadini si impegnino a tale riguardo.

 
16/12/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un'azione dell'Unione europea per il marchio del patrimonio europeo" - (Rel. Chrysoula Paliadeli)

Ci rallegriamo della proposta della Commissione volta ad utilizzare il marchio del patrimonio europeo, insieme ad altre iniziative, come strumento per ridurre la distanza tra l'UE e i suoi cittadini, per sottolineare che la storia europea è il risultato di un patrimonio culturale comune, variegato, ricco e complementare.

Esso rappresenta il riconoscimento del fatto che l'UE affonda le sue radici in valori forti quali la libertà, la democrazia, il rispetto dei diritti umani, la diversità culturale, la tolleranza, la solidarietà. La decisione degli Stati membri di inserire questo marchio del patrimonio europeo nel quadro dell'UE non contribuirà soltanto ad accrescerne la visibilità, il prestigio e la credibilità, ma permetterà finalmente di realizzare, su vasta scala, gli ideali di coesione, di solidarietà, perseguiti da tempo, tra i cittadini europei, creando un'identità comune europea e accrescendo il loro interesse per l'Unione e per le sue origini; due sfide fondamentali per le istituzioni europee.

Il nuovo marchio dovrà, però, concentrarsi sul valore simbolico ed educativo di un sito, piuttosto che sul suo aspetto estetico, e dovrà insistere sulla stretta cooperazione tra i siti cui esso sarà conferito allo scopo di poter condividere le migliori pratiche ed avviare progetti comuni di ricerca e sviluppo.

 
15/12/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio riguardante l'iniziativa dei cittadini" - (Rel. Zita Gurmai e Alain Lamassoure)

Presidente, il Trattato di Lisbona ha introdotto una fondamentale innovazione nel funzionamento democratico dell'Unione, prevedendo questo nuovo strumento concreto per la partecipazione civile al dibattito ed alla costruzione europea. L'Iniziativa dei cittadini europei introduce, infatti, un nuovo concetto di democrazia transnazionale ed apporta all'Unione europea una nuova forma di democrazia partecipativa: tutti i nostri cittadini potranno rivolgersi direttamente alla Commissione europea affinché presenti un atto legislativo. Accogliamo con favore la proposta della Commissione in quanto il coinvolgimento della società civile nella formulazione di politiche e nell'elaborazione di decisioni rafforza la legittimità democratica delle nostre istituzioni ed avvicina l'Unione europea ai suoi cittadini.

Ho dato il mio convinto sostegno a questa relazione perché condivido l'invito alla semplificazione dei nostri due relatori, i quali giustamente ritengono che l'iniziativa dei cittadini debba essere concepita nel modo più prammatico possibile e che si dovrebbero, dunque, evitare procedure amministrative troppo complicate.

La cittadinanza attiva, l'inclusione sociale e la solidarietà dei giovani sono obiettivi cruciali per il futuro dell'Europa; l'abbassamento dell'età minima, a 16 anni, contribuirebbe ad accrescere la consapevolezza dei giovani nei confronti delle questioni europee. Anche perché, non dobbiamo dimenticare, che l'iniziativa dei cittadini non rappresenta uno strumento decisionale vero e proprio, bensì solo un mezzo per indicare un programma di lavoro: sostenere un'iniziativa è completamente diverso dal votare. Occorre tenere, altresì, presente che il fatto di collegare l'età minima ai requisiti stabiliti dai singoli Stati membri per l'età in cui si acquisisce il diritto di voto può favorire diseguaglianze e discriminazioni.

Per quanto concerne l'ambito di raccolta delle firme, siamo dell'avviso che dovrebbe essere sufficiente un quarto degli Stati membri anziché un terzo, nell'intento di eliminare il rischio che le iniziative possano fallire per mancanza di tempo o di sostegno finanziario.

Per quanto concerne, invece, la raccolta di firme online, concordiamo con i relatori che suggeriscono che la Commissione predisponga un sito web centrale denominato "citizensinitiative.eu", in cui tutte le iniziative vengano registrate e possano essere individuate e firmate dai cittadini. Questa soluzione sarebbe altamente auspicabile per diverse ragioni: le renderebbe indubbiamente molto più accessibili, in quanto i cittadini interessati potrebbero individuarle, firmarle e seguirne l'andamento in modo veloce e senza alcuna difficoltà.

 
15/12/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea (2009-2010) – Attuazione effettiva in seguito all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona" - (Rel. Kinga Gál)

Presidente, la nuova architettura istituzionale prevista dal Trattato di Lisbona sottolinea che una protezione ed una promozione effettive dei diritti umani e delle libertà fondamentali sono alla base della democrazia e dello stesso stato di diritto nell'Unione europea; rappresentano una condizione fondamentale del consolidamento dello spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia ed implicano, quindi, la necessità di azioni su più livelli (internazionale, europeo, nazionale, regionale e locale).

Ho sostenuto questa relazione perché convinto della necessità di una nuova definizione di politica interna in materia di diritti umani per l'Unione, che sia efficace ed organica, capace di prevedere effettivi meccanismi di responsabilità, sia a livello nazionale che a livello di Unione, per far fronte alle numerose violazioni che quotidianamente registriamo. Intendiamo ribadire che l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009 ha radicalmente cambiato il volto giuridico dell'Unione europea: la Carta dei Diritti Fondamentali ha, oggi, lo stesso valore giuridico dei Trattati e rappresenta la codificazione più moderna dei diritti fondamentali, offrendo un buon equilibrio tra diritti e solidarietà; includendo diritti civili, politici, economici, sociali e culturali così come i diritti di "terza generazione" (cioè il diritto alla buona amministrazione, alla libertà d'informazione, a un ambiente salubre e alla tutela dei consumatori).

Sottolineamo che l'integrazione della Carta nel diritto primario dell'Unione europea, pur senza ampliare le competenze dell'Unione stessa, e rispettando comunque il principio di sussidiarietà, di cui all'articolo 51, crea nuove competenze per gli organi decisionali ed esecutivi, così come per gli Stati membri per quanto riguarda il recepimento della legislazione UE a livello nazionale, ragion per cui le disposizioni della Carta sono ormai direttamente applicabili da parte dei tribunali europei e nazionali.

Risulta, pertanto, indispensabile invitare le istituzioni dell'Unione europea e gli Stati membri a garantire una maggiore coerenza tra i loro vari organismi addetti al monitoraggio ed alla loro attuazione, ai fini di un'efficace applicazione del quadro normativo nel suo insieme, e a rafforzare il meccanismo di controllo nell'intera Unione, oltre a un sistema di allerta precoce, quale la revisione periodica universale.

L'Unione sarà, inoltre, ancora una volta, chiamata a garantire l'efficacia delle clausole sui diritti umani figuranti negli accordi internazionali conclusi con paesi terzi, nonché a mantenere la coerenza tra le proprie politiche interne ed esterne in materia di diritti dell'uomo.

 
14/12/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/109/CE per estenderne il campo di applicazione ai beneficiari di protezione internazionale" - (Rel. Claude Moraes)

Presidente, ho votato a favore di questa relazione perché convinto che la proposta oggi in esame abbia effetti positivi diretti per tutti quei beneficiari di protezione internazionale che soggiornano legalmente sul territorio dell'UE da oltre cinque anni, ma che in questo momento non hanno diritto di ottenere lo status di soggiornante di lungo periodo.

Siamo, infatti, convinti della necessità di garantire maggiore certezza in merito alla loro situazione giuridica nell'Unione europea, evitando ogni possibile discriminazione di cui potrebbero essere vittime rispetto ai cittadini di paesi terzi.

E', d'altra parte, condivisibile la forte preoccupazione di alcuni Stati membri che si potrebbero trovare ad ospitare un numero sproporzionato di beneficiari di protezione internazionale. L'ammissibilità di detti beneficiari allo status di soggiornante di lungo periodo, a norma della presente direttiva, potrebbe esacerbare infatti la pressione cui sono esposti taluni Stati, a causa della loro particolare collocazione geografica o della loro situazione demografica. Risultano, pertanto, quanto mai necessarie ulteriori misure per far fronte ad eventuali conseguenze indesiderate, come ad esempio, l'adozione di misure che agevolino lo spostamento e la residenza in uno Stato membro diverso da quello che ha accordato loro una protezione internazionale.

Sosteniamo, ancora una volta, tutte le possibili iniziative di salvaguardia proposte contro il respingimento (solo lo Stato membro che ha rilasciato la protezione internazionale dovrebbe essere autorizzato a procedere all'espulsione), impegnandoci a favorire, nei casi in cui sia auspicabile, un ricongiungimento familiare.

Questa proposta intende, inoltre, favorire l'integrazione dei beneficiari di protezione internazionale: per cui spetterà agli Stati membri offrire loro una adeguata formazione lignuistica affinchè siano messi in condizione di riuscire a comunicare in una delle lingue ufficiali dello Stato membro di residenza e di acquisire maggiore consapevolezza dei loro diritti e dei loro doveri.

A tal scopo, gli Stati membri dovrebbero essere ulteriormente incoraggiati ad elaborare nuovi programmi di formazione sulle proprie leggi e valori fondamentali, sui principi di democrazia, i diritti umani e l'uguaglianza, nonché sui diritti e doveri individuali di cui saranno titolari i beneficiari di protezione internazionale presenti sul proprio territorio.

 
14/12/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad una procedura unica di domanda per il rilascio di un permesso unico che consente ai cittadini di paesi terzi di soggiornare e lavorare nel territorio di uno Stato membro e a un insieme comune di diritti per i lavoratori di paesi terzi che soggiornano legalmente in uno Stato membro " - (Rel. Véronique Mathieu)

Ho votato a favore di questa relazione, insieme al mio gruppo, perché ritengo che essa ben risponda alle considerevoli sfide demografiche cui sarà confrontata l’UE nei prossimi anni, fissando una procedura unica di domanda per i cittadini di paesi terzi che intendono essere ammessi nel territorio di uno Stato membro a fini occupazionali ed offrendo loro uno status giuridico sicuro.

Purtroppo il voto negativo dell'Aula rimanderà l'analisi di questa importante direttiva che avrebbe semplificato le pratiche amministrative, spesso complesse, dell’accoglienza dei migranti economici ed avrebbe permesso così ai mercati del lavoro dei nostri Stati membri di rispondere alle esigenze di manodopera attuali e future, offrendo - al tempo stesso- uno strumento di lotta contro lo sfruttamento e la discriminazione di cui i lavoratori, troppo spesso, sono vittime.

Tale direttiva è intesa a ridurre le disparità esistenti tra le legislazioni nazionali: con questo sistema di sportello unico, la procedura amministrativa sarebbe più semplice, meno onerosa e più rapida. La nostra proposta non avrebbe definito le condizioni di ammissione dei cittadini di paesi terzi: gli Stati membri sarebbero stati sempre competenti per determinare le condizioni di ammissione e fissare il numero di migranti da ammettere nel loro territorio a fini di impiego.

 
25/11/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2009" - (Rel. Mariya Nedelcheva)

L’obiettivo del Mediatore europeo è garantire che i diritti dei cittadini, sanciti dalla legislazione comunitaria, siano rispettati a tutti i livelli dell’Unione e che l’operato di istituzioni ed organi comunitari sia conforme ai più alti standard amministrativi. Ultimamente la collaborazione con la rete europea dei difensori civici gli ha consentito di proseguire nell’attuazione di un programma di miglioramento qualitativo delle informazioni fornite ai cittadini ed ai potenziali denuncianti in merito ai diritti loro riconosciuti.

Egli deve continuare ad adoperarsi per garantire che le esigenze dei cittadini acquisiscano un ruolo centrale in tutte le attività svolte dalle istituzioni e dagli organi dell’UE, e deve, pertanto, perseguire ogni opportunità di pervenire a una soluzione amichevole delle controversie, avviando nuove indagini di propria iniziativa intese a individuare i problemi ed a promuovere le buone prassi.

Ho sostenuto questa relazione, perché intende incoraggiare il Mediatore a continuare a lavorare con le istituzioni per promuovere la buona amministrazione, una cultura del servizio e per intensificare gli sforzi di comunicazione, in modo che i cittadini, che necessitano di ricorrere ai suoi servizi, siano adeguatamente informati al riguardo, rafforzando di conseguenza la loro fiducia nei confronti dell’UE e delle sue istituzioni e migliorando la nostra stessa credibilità.

 
24/11/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Risoluzione ACTA: sull'Accordo Commerciale Anticontraffazione"

Presidente, ho votato a favore di questa risoluzione perché rappresenta il frutto di un difficilissimo negoziato tra la Commissione Europea ed alcuni altri Stati, quali Canada, Giappone, Stati Uniti, Australia e Messico. La lotta alla contraffazione deve essere una nostra priorità, un obiettivo di tutte le politiche a livello nazionale ed internazionale, e la cooperazione tra gli Stati membri è di conseguenza essenziale per conseguire risultati efficaci. L'accordo raggiunto sicuramente non potrà risolvere la complessa situazione sui mercati internazionali, ma rappresenta un passo nella giusta direzione.

Qual' è ora il nostro compito? Il compito che i cittadini europei si attendono da noi: quello di continuare a lavorare per la tutela civile e doganale di tutte le nostre indicazioni geografiche, che subiscono i danni provocati da una concorrenza a dir poco sleale, dovuta al costante utilizzo di nomi e sigle che richiamano i più noti marchi europei. I danni più evidenti sono destinati a concretizzarsi per le nostre industrie e per i nostri produttori del settore agroalimentare, design, moda, prodotti di lusso.

Sono necessarie norme e regole comuni per tutelare non solo i consumatori ma anche i produttori europei. Particolare attenzione sarà necessaria per il crescente sviluppo degli acquisti e delle vendite on-line: quello su internet è oggi un mercato sempre più diffuso, in cui è più facile sfuggire ai controlli. Milioni di beni risultano contraffatti.

Invitiamo, allo stesso tempo, la Commissione Europea a proseguire attentamente nello svolgere una valutazione dell'impatto dell'attuazione dell'ACTA sui diritti fondamentali e la protezione dei dati: diritti che, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, rappresentano dei valori centrali dell'Unione europea, riconosciuti all'articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e agli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE.

Considerando che la Commissione si è impegnata a fornire informazioni complete al Parlamento europeo durante tutte le fasi dei negoziati sugli accordi internazionali, vorrei qui reiterare la nostra richiesta a concedere l'accesso al pubblico e al Parlamento dei testi. Invito la Commissione Europea a continuare ad informare il Parlamento, pienamente e a tempo debito, in merito a tutte le iniziative future che intende adottare a riguardo.

 
23/11/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sul rapporto annuale della BCE per il 2009" - (Rel. Balz Burkhard)

La presente relazione esamina il rapporto annuale della Banca centrale europea (BCE) per il 2009 e l'attività svolta durante lo stesso anno. Le azioni sul piano economico, finanziario e, in misura crescente, politico sono tuttora ampiamente dominate dalla crisi finanziaria internazionale: si è assistito a una flessione del PIL, sia all'interno che all'esterno della zona euro, e alla diminuzione dell'attività economica su scala mondiale, mentre i deficit di bilancio sono aumentati.

La BCE ha mantenuto la stessa politica del 2008, volta a ottenere un tasso di inflazione inferiore ma vicino al 2% e a produrre al contempo un aumento di liquidità nei mercati. La Banca ha, quindi, abbassato i tassi di interesse all'1% e ha proseguito per tutto il 2009 con le misure non convenzionali di supporto del credito adottate nel 2008.

Gli avvenimenti in Grecia e in altri paesi della zona euro hanno naturalmente cause complesse: i problemi sono in gran misura di origine interna, essendo il risultato della mancanza di riforme strutturali interne. La zona Euro, però, nel suo insieme, è comunque interessata da tali avvenimenti, non soltanto per l'obbligo di prestare aiuto, ma anche per le possibili ripercussioni sulla nostra valuta comune.

Senza alcun dubbio, l'Unione monetaria europea non ha funzionato nel modo in cui era stata progettata, i principi del Patto di stabilità e di crescita non sono sempre stati rispettati e quelle che inizialmente sembravano lievi infrazioni hanno dato prova, nel tempo, di aver seriamente pregiudicato il Patto nel suo insieme. Ho sostenuto questa relazione, Presidente, perchè concordo con il relatore quando afferma che il Patto di stabilità e di crescita vada rafforzato e rivisto. La mancanza di integrazione tra le politiche economiche in seno all'Unione Monetaria, ha consentito lo sviluppo indisturbato di gravi squilibri economici tra i paesi della zona euro. L'eurozona dovrà sanare questo squilibrio, se intende arginare questa crisi e scongiurarne altre.

In considerazione, poi, del nuovo status e dell'accresciuta importanza del Parlamento europeo, in qualità di codecisore ai sensi del Trattato di Lisbona, ritieniamo opportuno rafforzare ancora di più la responsabilità della BCE sottoponendo i candidati al Comitato esecutivo - proposti dal Consiglio - al voto del Parlamento Europeo. Tale voto del Parlamento aumenterebbe l'importanza di criteri oggettivi, come qualifiche ed esperienza, nell'ambito della procedura di selezione dei candidati.

Dobbiamo, quindi, trarre il giusto insegnamento da questa situazione: occorre riequilibrare l'Unione monetaria europea, acquisire una maggiore trasparenza ed una migliore gestione delle crisi dei mercati finanziari, ricostruire la fiducia pubblica.

Si tratta di una sfida enorme, ma anche un'opportunità, che abbiamo il dovere di cogliere.

 
23/11/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sugli aspetti relativi al diritto civile, al diritto commerciale, al diritto di famiglia e al diritto internazionale privato del Piano d'azione per l'attuazione del programma di Stoccolma" - (Rel. Luigi Berlinguer)

Presidente, il Programma di Stoccolma, adottato dal Consiglio Europeo nel dicembre dello scorso anno, mira alla creazione di uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia, da realizzare nei prossimi cinque anni, in grado di garantire ai cittadini il godimento di tutti i loro diritti fondamentali. Il diritto dell'Unione, pertanto, deve avere come obiettivo finale quello di facilitare la mobilità e di garantire agli stessi cittadini la creazione di uno spazio giudiziario europeo nel minor tempo possibile.

Il Piano di Azione proposto qui dalla Commissione Europea prevede tutta una serie di misure che prendono spunto dai nuovi strumenti messi a disposizione dal Trattato di Lisona, allo scopo di conciliare i bisogni dei cittadini ed il mercato unico con le diverse tradizioni giudiziarie degli Stati membri. Ho votato a favore di questa relazione perché, fatte le necessarie premesse, invita gli Stati Membri ad impegnarsi attivamente per la sua messa in opera, sottolineando quei settori che dovrebbero essere considerati prioritari: aspetti civili, riconoscimento reciproco di atti e sentenze, quadro comune di riferimento, patrimonio dei debitori, formazione giudiziaria comune.

Laddove, infatti, sono coinvolti gli interessi dei cittadini europei, un processo di armonizzazione legislativa dell'UE è da considerarsi indispensabile per i numerosi benefici immediati e perché favorisce lo scambio di buone prassi da parte degli Stati membri.

Sottolineo, ancora una volta, il mio convincimento che il Parlamento europeo debba essere associato a tale processo di armonizzazione, dopo un attento esame delle attuali legislazioni vigenti a livello nazionale. Oggigiorno l'armonizzazione delle legislazioni e del rispettivo campo di applicazione del diritto civile e penale su numerose questioni correlate è diventata parte integrante delle discussioni nei negoziati commerciali internazionali, perché solleva una serie di questioni giuridiche ancora irrisolte.

I problemi relativi all'incertezza giuridica, infatti, hanno conseguenze negative sugli scambi commerciali da e verso paesi terzi (es. la questione della giurisdizione competente per la risoluzione di una controversia). Le nuove sfide giuridiche sollevate dalla globalizzazione e dallo sviluppo delle transazioni in Internet evidenziano la necessità di adottare un approccio coerente a livello internazionale per evitare che consumatori e piccole imprese siano penalizzati da questa situazione di incertezza giuridica.

 
23/11/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sui lavori dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE nel 2009" - (Rel. Joly Eva)

L'Assemblea Parlamentare paritetica del Parlamento Europeo è riuscita, grazie alla qualità del suo lavoro, ad imporsi come "attore chiave" nella cooperazione nord-sud del mondo.

Il rafforzamento della dimensione parlamentare della cooperazione, infatti, si è rivelato essenziale allo scopo di garantire un buon impiego dei fondi, il soddisfacimento delle esigenze delle popolazioni ed il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio in materia di salute e di istruzione. La Commissione Europea ha avviato, da qualche tempo, la prassi di sottoporre i documenti strategici nazionali e regionali al controllo parlamentare sia del Parlamento europeo che dei parlamenti nazionali dei paesi ACP, e ciò riteniamo sia fondamentale perchè garantisce una partecipazione ed un controllo democratico.

Presidente, ho votato a favore di questa relazione perché intendo sostenere il lavoro svolto sino ad ora dalla nostra Assemblea paritetica: un ruolo oggi ancora più importante nell'ambito della supervisione dei negoziati per gli accordi di partenariato economico (APE).

Le audizioni dei capi negoziatori di entrambe le parti, gli incontri con gli attori economici e la società civile (nel quadro di riunioni formali e di manifestazioni a margine delle stesse) nonché l'interazione tra deputati europei e dei paesi del sud hanno favorito la trasparenza del processo e una migliore considerazione delle realtà locali. A prescindere dall'esito dei negoziati, è indiscutibile che l'attività dell'Assemblea abbia influito sul processo.

Nel 2009 la Commissione Europea ed i paesi ACP hanno presentato alcune proposte per la seconda revisione dell'Accordo di Partenariato di Cotonou da negoziare nel 2010 e, alla luce del processo di regionalizzazione dei paesi ACP per il tramite degli APE, è importante che la nostra Assemblea paritetica segua da vicino gli sviluppi della situazione, onde garantire la propria sopravvivenza nonché evoluzione in quanto istituzione fondamentale in questo processo di cooperazione e di democratizzazione nel resto del mondo.


 
11/11/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione mini-plenaria Bruxelles
"Relazione sullasulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 539/2001 che adotta l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo" - (Rel. Agustín Díaz de Mera García Consuegra)

Ho votato a sostegno di questa relazione in quanto l'obiettivo principale della proposta è quello di sviluppare una politica comune in materia di immigrazione, contribuendo nel contempo a rafforzare le relazioni commerciali tra l'Unione europea e Taiwan.

Dopo le prime elezioni democratiche del 1996, Taiwan ha avviato un importante processo di democratizzazione, con rilevanti riforme istituzionali, per il rispetto delle libertà civili e dei diritti dei cittadini, che hanno contribuito a consolidarne la stabilità politica.

Dal punto di vista economico, ha registrato una crescita significativa ed intrattiene con l'Unione europea importanti rapporti economico-commerciali, cooperando nei settori della ricerca, della scienza, della tecnologia, dell'istruzione, della cultura e dell'ambiente. L'abolizione dei visti è giustificata dal basso il rischio di immigrazione clandestina nell'Unione europea di cittadini provenienti da questa isola.

La liberalizzazione dei visti per Taiwan rafforzerà le nostre relazioni commerciali e favorirà una più stretta collaborazione nei settori della cultura, dell'istruzione, dell'ambiente e della ricerca, promuovendo altresì l'aumento del turismo nei due sensi.

Lo dobbiamo ai cittadini di Taiwan, anche in nome della coerenza regionale, dal momento che abbiamo già concesso l'esenzione da tale obbligo ad altri paesi ed entità della medesima area geografica che presentano un livello di sviluppo economico analogo.

 
21/10/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sull'indicazione del paese di origine di taluni prodotti importati da paesi terzi " - (Rel. Cristiana Muscardini)

Il Parlamento Europeo, che da sempre si è espresso a difesa delle differenze, della cultura e delle tradizioni dei singoli paesi, ritiene che il Regolamento per l'obbligatorietà dell'indicazione di origine dei prodotti sia un necessario strumento di chiarezza, capace di mettere i consumatori europei allo stesso livello dei consumatori dei nostri partner commerciali.

Esso rappresenta, inoltre, uno strumento per migliorare lo sviluppo delle relazioni commerciali e delle economie tradizionali. Sono convinto che questa proposta risponda allo scopo di dare ai consumatori una corretta informazione, attraverso la quale gli stessi possono esercitare la loro libertà di scelta nell'acquisto. Da molti anni abbiamo manifestato, in modo chiaro, la nostra volontà di mettere il consumatore, con i suoi diritti, al centro della proposta politica e commerciale, ritenendo che sono le regole che possono dare al mercato globale maggiore rispondenza alla sua funzione, e cioè quella di rendere più forte e omogeneo lo sviluppo nel mondo.

Ci rammarichiamo del fatto che il Consiglio non abbia trovato ancora una posizione comune. Al contrario, noi ci siamo espressi sulla necessità di avere una normativa chiara, con regole certe, che possano finalmente tutelare i nostri produttori ed i nostri consumatori, così come avviene nel resto del mondo.

 
21/10/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla politica marittima integrata (PMI) - valutazione dei progressi realizzati e nuove sfide " - (Rel. Gesine Meissner)

Con questa relazione, accogliamo con favore il Pacchetto sulla Politica Marittima Integrata proposto nel 2009 dalla Commissione Europea, perché riteniamo che essa rappresenti una ambiziosa strategia intersettoriale per lo sviluppo economico, per un elevato livello di occupazione e per la tutela dell'ambiente delle regioni costiere e dei settori marini.

Invitiamo, dunque, gli Stati membri ad estendere il mandato dell'EMSA per le ispezioni marittime ed a regolamentare le attività di estrazione di petrolio offshore in Europa, in seguito alla recente catastrofe naturale registrata nei mari del Golfo del Messico. Condividiamo l'approccio coordinato e cooperativo con i Paesi Terzi in materia di sorveglianza marittima, allo scopo di creare un sistema comune volto alla condivisione delle informazioni ed all'integrazione dei diversi servizi di guardia costiera nazionali.

Il Parlamento Europeo, inoltre, intende intensificare gli sforzi di ricerca e di sviluppo nell'utilizzo e nell'applicazione delle fonti energetiche rinnovabili; intende migliorare le condizioni di lavoro dei marittimi (Programma Erasmus Marittimo) e vuole garantire, infine, un collegamento tra le regioni periferiche marittime. Accogliamo, quindi, con favore la creazione dell'Atlante dei mari e del Forum marittimo e proponiamo la creazione di un Istituto di ricerca marina a livello europeo, rendendo operativa la rete di osservazione dei dati EMODNET.

 
20/10/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 92/85/CEE del Consiglio concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento" - (Rel. Edite Estrela)

Presidente, la proposta di direttiva oggetto di questa relazione è frutto di un'attenta analisi dei risultati di uno studio di impatto, condotto dalla Commissione Europea, e che ha visto coinvolti tutti gli attori principali: parti sociali, organizzazioni governative, Stati membri.

Non possiamo dimenticare che l'agenda sociale dell'Unione Europea stabilisce, tra le sue priorità, la necessità di promuovere tutte quelle politiche volte a favorire la conciliazione di vita professionale, privata e familiare, siano esse destinate tanto alle donne quanto agli uomini.

Un maggior equilibrio tra attività professionale, da una parte, e vita privata e familiare, dall'altra, rappresenta uno dei sei settori di azione prioritari contemplati nella tabella di marcia per la parità tra donne e uomini per il periodo 2006-2010. Il miglioramento di queste disposizioni è, quindi, parte integrante della politica europea in risposta al forte declino demografico che si sta ultimamente registrando.

In vari Stati membri esistono già leggi sulla maternità, la paternità e il congedo parentale, mentre a livello UE esistono una direttiva sulla maternità (direttiva 92/85/CEE) e una direttiva sul congedo parentale (direttiva 96/34/CE), ma manca una legislazione unica sul congedo di paternità.

La maternità e la paternità sono certamente diritti fondamentali imprescindibili ai fini dell'equilibrio sociale. È pertanto auspicabile che la revisione della direttiva in oggetto torni a vantaggio sia delle donne lavoratrici, che di quegli uomini che vogliano assumersi responsabilità familiari. I principi di base non possono, comunque, prescidere dal rispetto di un migliore equilibrio tra il principio di tutela della salute e della sicurezza, con quello della parità di trattamento.

Questi ed altri elementi, mi convincono a sostenere l'esigenza, qualora ciò si renda necessario, di lasciare, però, agli Stati membri ampi margini di flessibilità nella fissazione delle regole sui congedi, e questo solo per ragioni di sostenibilità economica, in termini di costi aggiuntivi da esso derivanti.

 
20/10/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sul ruolo del reddito minimo nella lotta contro la povertà e la promozione di una società inclusiva in Europa" - (Rel. Ilda Figueiredo)

Presidente, al giorno d'oggi risulta indispensabile integrare la prevenzione e la lotta alla povertà e all’esclusione sociale in altre politiche comunitarie, al fine di garantire il rispetto dei diritti umani fondamentali, l’accesso universale ai servizi pubblici essenziali, il diritto alla salute, all’educazione e alla formazione professionale, alla protezione sociale, a salari equi, a trattamenti pensionistici dignitosi ed, infine, ad un reddito adeguato che permetta di vivere dignitosamente.

La natura multidimensionale della povertà e dell’esclusione sociale richiede, allo stesso tempo, una sostenibilità sociale delle politiche macroeconomiche, il che comporta - come conseguenza - la necessaria modifica delle priorità e delle politiche, in particolare di quelle monetarie, compresi il patto di stabilità e di crescita e di tutte le politiche in materia di concorrenza, mercato interno, bilancio e imposizione fiscale. Si impone, quindi, l'esigenza di stabilire un obiettivo globale, un equilibrio tra le varie politiche economiche, dell’occupazione, sociali e ambientali ed un’equa ridistribuzione della ricchezza e del reddito.

Questa relazione solleva l'attenzione sulla questione del "reddito minimo", un tema controverso, oggetto di grande interesse e di vivaci dibattiti, sia a livello nazionale che europeo.

Si fa sì riferimento a misure "di reddito minimo" - definito come uno strumento che permette di passare da una situazione di esclusione sociale ad una vita pienamente attiva - ma si sottolinea l'importanza di accompagnarlo con politiche più ampie, che prendano in considerazione anche le necessità di altri bisogni: assistenza sanitaria, istruzione, formazione, servizi sociali ed alloggi.

Ho votato a favore di questa relazione perché concordo con l'idea della necessità di una strategia di coordinamento delle stesse a livello di Unione Europea. In materia di reddito minimo, però, ritengo rientri nelle competenze dei singoli Stati membri, sulla base del rispetto del principio di sussidiarietà. Anche perché risulta difficile poter stabilire una soglia minima, in quando nei vari Stati membri esistono forti differenze salariali e nel costo della vita in generale.

Concordo pienamente con la relatrice quando invita, quindi, la Commissione Europea a studiare l'impatto che l'introduzione di questo salario minimo avrebbe in ogni Stato membro.

 
19/10/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulle lavoratrici precarie" - (Rel. Britta Thomsen)

Presidente, l'attuale crisi economica e finanziaria ha accresciuto il problema delle donne lavoratrici precarie, le quali, dovendo spesso conciliare il lavoro con gli impegni familiari, si trovano in una posizione contrattuale più debole, che spesso le conduce ad avere condizioni lavorative peggiori.

Ho votato a favore di questa relazione perché condivido la necessità di contrastare tale fenomeno, sollecitando gli Stati membri e le parti sociali a procedere ad un sostanziale allineamento della regolamentazione legislativa e contrattuale tra lavori standard e lavori atipici, senza sottovalutare il forte rischio di un possibile aumento del ricorso al lavoro sommerso.

Chiediamo, quindi, alla Commissione Europea ed a tutti gli Stati membri di mettere a punto nuove e concrete strategie sul lavoro precario, che tengano in considerazione il principio dell’equilibrio di genere.

Con questa relazione, vogliamo sollecitare, inoltre, la Commissione a presentare una proposta relativa all'applicazione del principio della parità di retribuzione per uomini e donne e ricordiamo agli Stati membri di recepire senza indugio la direttiva 2006/54/CE.

Invitiamo, quindi, gli Stati membri a facilitare lo sviluppo delle reti di assistenza e cura dei figli e la messa in atto di tutte quelle misure volte a consentire il lavoro a tempo pieno alle donne che facciano tale scelta, migliorando la loro partecipazione al mercato del lavoro e la loro indipendenza economica.

Sottolineamo, infine, la necessità di prevedere un "salario di sussistenza" e la possibilità di accedere all’integralità delle prestazioni della sicurezza sociale, sia per un lavoro a tempo pieno che per un lavoro a tempo parziale; questo perché, negli ultimi anni, abbiamo avuto prove evidenti che dimostrano come il lavoro non tutelato in alcuni settori abbia portato alla povertà soprattutto quelle donne, madri di bambini molto piccoli.

 
19/10/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce un regime di controllo e di coercizione applicabile nella zona della Convenzione sulla futura cooperazione multilaterale per la pesca nell'Atlantico nordorientale" - (Rel. Carmen Fraga Estévez)

Ho votato a sostegno di questa relazione, Signor Presidente, perché concordo con la relatrice, quando ritiene che il regime di controllo e di coercizione adottato dalla Convenzione sulla futura cooperazione multilaterale per la pesca nell'Atlantico nordorientale, di cui ricordiamo che l'Unione Europea è parte contraente, debba essere rapidamente trasposto nel diritto comunitario.

In particolare, mi riferisco a quelle nuove disposizioni che, nello specifico, introducono un nuovo sistema di controllo dello Stato di approdo, consentendo di chiudere i porti europei agli sbarchi ed ai trasbordi di pesce congelato, la cui legalità non sia stata verificata dallo Stato di bandiera dei pescherecci battenti bandiera di un'altra parte contraente.

Sono convinto - però - che, al momento del recepimento di queste modifiche, sarà importante valutare alcune soluzioni di compromesso e sarà, inoltre, indispensabile procedere ad eventuali adeguamenti, purché considerati fattibili nell'ambito dello stesso Trattato.

Vorrei, quindi, sottolineare, ancora una volta, la necessità che il Parlamento Europeo sia adeguatamente informato, in modo costante e tempestivo, in tutte le fasi della procedura di negoziazione, in merito alle decisioni prese nel contesto delle organizzazioni regionali di pesca (compresa la definizione del mandato negoziale) e quanto sia, quindi, importante la partecipazione ai negoziati di alcuni nostri rappresentanti in veste di osservatori.

Si tratta di una premessa inderogabile al fine di assicurare un recepimento rapido ed efficace delle raccomandazioni all'interno della legislazione dell'UE, senza però, con questo, voler mettere in discussione le prerogative dei due colegislatori e l'equilibrio istituzionale sancito dal Trattato stesso.

 
21/09/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Raccomandazione sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo fra la Comunità europea e la Repubblica islamica del Pakistan sulla riammissione delle persone in soggiorno irregolare - Rel. Csaba Sogor

Presidente, questo accordo si prefigge lo scopo di rafforzare la cooperazione tra le amministrazioni degli Stati interessati, per rendere più rapido il processo di riammissione di quelle persone che si trovano in una situazione di soggiorno irregolare, determinando con precisione tutte le disposizioni tecniche necessarie: domanda di riammissione, prove, termini, modalità di trasferimento e di trasporto.

Ho votato a favore perché convinto che tale accordo sia necessario in quanto strumento fondamentale nella lotta contro l'immigrazione illegale nell'Unione europea .

So che da parte di alcuni colleghi sono state sollevate obiezioni, ma occorre qui precisare, ancora una volta, quanto sia sbagliato manipolare questa questione per opportunismi e speculazioni di tipo politico: le persone che si trovano in una situazione di soggiorno irregolare non vanno confuse con i richiedenti asilo, ai quali le previsioni di questo accordo non si applicano. L'accordo contiene, infatti, una clausola di non-incidenza per quanto riguarda altre norme di diritto internazionale: gli Stati dovranno, quindi, ottemperare agli obblighi pertinenti risultanti dal diritto internazionale, quali il principio di non respingimento, e sono ritenuti responsabili delle espulsioni dinanzi ai loro tribunali nazionali. Il principio di non respingimento ha implicazioni procedurali dal momento che gli Stati sono chiamati ad effettuare una valutazione del rischio di maltrattamenti, anche nei casi di allontanamento indiretto in un paese intermedio. Tutti gli Stati membri hanno ratificato la Convenzione sullo status dei rifugiati e la Convenzione europea dei diritti umani, pertanto sono tenuti ad ottemperare agli obblighi derivanti.

L'articolo 20, par. 3, contiene, inoltre, una clausola che rende l'accordo non retroattivo, il che significa che l'accordo non è applicabile ai cittadini pakistani giunti nel territorio degli Stati membri prima dell'entrata in vigore dello stesso.

Si prevede, poi, l'istituzione di un comitato misto per la riammissione: vorrei qui sottolineare che il Parlamento Europeo non ne farà parte, chiedo, quindi, alla Commissione Europea di volerci informare regolarmente ed opportunamente sulle sue attività.

 
21/09/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulle relazioni economiche e commerciali con la Turchia - Rel. Metin Kazak

Presidente, colleghi, il ruolo della Turchia, quale attore del commercio mondiale è andato rafforzandosi negli ultimi anni, soprattutto perché il paese tende a sfruttare l'unicità della sua posizione geopolitica, che gli consente di fungere da collegamento tra le regioni del Mediterraneo, del Medio Oriente, dell'Asia, del Mar Nero e del Caucaso.

La realizzazione di un'unione doganale con l'Unione Europea nel 1996 ha permesso l'approfondimento delle relazioni economiche: è stato raggiunto un ragguardevole livello d'integrazione dei mercati, in particolar modo per quanto concerne la libera circolazione delle merci. In tempi recenti, un grosso passo avanti verso l'integrazione si è avuto con l'adozione del nuovo codice doganale turco e l'introduzione del sistema delle preferenze generalizzate.

La relazione che abbiamo appena votato ha il pregio di prestare la debita attenzione alle relazioni commerciali ed economiche tra la Turchia e l'Unione Europea, considerata l'importanza del volume commerciale e la solidità dei rapporti esistenti, e chiede l'adozione di ulteriori iniziative di potenziamento delle stesse.

Non possiamo negare che la Turchia sia divenuta, negli ultimi anni, un partner commerciale chiave dell'Unione, figura al settimo posto tra i maggiori mercati di importazione dell'Unione e al quinto posto tra i mercati di esportazione. E' divenuta una base di investimento per le imprese europee, con una crescente integrazione nella catena di approvvigionamento e produzione, spesso in segmenti ad alto valore aggiunto.

Ad oggi, diverse sono le questioni tecniche ancora irrisolte che richiedono nuovi interventi. Ho votato a favore di questa relazione perché condivido l'idea che occorra, innanzitutto, rendere l'unione doganale più funzionale: la Turchia e l'Unione Europea devono allineare ulteriormente le loro politiche commerciali, specialmente nell'ambito degli scambi regionali; è necessaria una maggiore armonizzazione dell'acquis comunitario in alcuni settori, come le zone di libero scambio e le riduzioni doganali; la soppressione di tutti gli ostacoli ingiustificati agli scambi commerciali, compresi quelli tecnici, quali il non riconoscimento delle certificazioni, la duplicazione delle prove e delle ispezioni, le norme e regolamentazioni obbligatorie.

Queste ed altre azioni porteranno benefici reciproci a vantaggio di entrambe le economie.

 
21/09/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sull'applicazione della normativa UE per la conservazione della biodiversità - Rel. Esther De Lange

Presidente, la tutela della biodiversità e degli ecosistemi e la lotta per prevenirne un ulteriore degrado sono sfide di inestimabile valore per la nostra società. Arrestare la perdita di biodiversità non è solo un nostro dovere etico, ma anche politico ed economico: conservare il nostro pianeta, affinché possa sostenere anche le generazioni future.

La presente relazione intende individuare le priorità del Parlamento europeo: lo strumento più importante a disposizione dell'Unione Europea rimane "Natura 2000", una rete a livello europeo che include siti naturali protetti, istituita ai sensi della direttiva Habitat, che indica una serie di misure intese ad "assicurare il mantenimento o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario", tenendo conto al contempo stesso "delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali".

Secondo la prassi della politica ambientale europea, le direttive offrono la flessibilità necessaria per adeguare i provvedimenti di attuazione alla realtà locale. Tale approccio è senz'altro giustificato dai principi di sussidiarietà e proporzionalità. Ma spesso le differenze tra gli Stati membri diventano tali da inficiare l'efficacia delle direttive stesse.

Concordo anche io con la relatrice quando afferma che l'approccio spesso settoriale alla biodiversità favorisce una profonda frammentazione del finanziamento delle misure volte alla tutela degli ecosistemi attraverso il bilancio dell'UE.

Se tale frammentazione dei finanziamenti può avere un impatto positivo, permettendo di attingere a diverse fonti, l'obbligo di cofinanziamento e l'approccio basato su un "menu alla carta" delle politiche agricola e strutturale, tra le altre, fanno sì che solo gli Stati membri che scelgono consapevolmente di destinare le risorse alla biodiversità, investono poi effettivamente i fondi a tal scopo.

Senza voler con questo anticipare il dibattito relativo al nuovo quadro finanziario pluriennale post 2013, è utile ricordare come altri meccanismi di finanziamento dovranno affiancare le fonti pubbliche di finanziamento (sussidi).

 
08/09/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione Parte II degli orientamenti integrati di EUROPA 2020 - Rel. Csaba Ory

Presidente, le discussioni sui nuovi orientamenti in materia di occupazione, nell'ambito della strategia "Europa 2020", sono in corso nel contesto di una crisi economica che avrà sicuramente un notevole impatto sul mercato del lavoro per parecchi anni a venire.

Il Trattato sull'Unione europea sancisce nell'articolo 3, par. 3, che l'Unione mira a conseguire la piena occupazione ed il progresso sociale, combatte l'esclusione sociale e le discriminazioni, promuove la giustizia e la protezione sociali e dispone che l'Unione prenda iniziative per assicurare il coordinamento delle politiche sociali degli Stati membri.

La crisi in atto ha, però, evidenziato l’assenza di meccanismi efficaci per reagire prontamente ai suoi segnali e dimostra, pertanto, quanto sia necessario, se rafforzato e reso efficace, un coordinamento delle politiche economiche dell'Unione Europea.

La crisi ha sottolineato, inoltre, la stretta interdipendenza fra le economie e i mercati del lavoro degli Stati membri, per cui anche il pieno sfruttamento del potenziale del mercato rientra tra i principali strumenti di un rafforzamento della competitività europea, e rende inoltre necessario procedere a una vasta revisione dei meccanismi previsti per il raggiungimento degli obiettivi occupazionali e sociali, che devono rimanere centrali.

Ritengo che gli sforzi dell'Unione europea e degli Stati membri nel dare attuazione agli obiettivi di Europa 2020 necessitino un forte impegno a garantire che gli investimenti a favore di una crescita economica sostenibile facilitino anche la creazione di posti di lavoro sostenibili. La strategia "Europa 2020" dovrebbe evitare un nuovo collasso economico e sociale, attraverso uno stretto coordinamento con la politica strutturale e quella di coesione.

Infatti, se si vuole garantire l'efficacia di questi nuovi orientamenti politici occorrerà adoperarsi in modo opportuno per superare le disparità socio-economiche tra Stati membri e tra le regioni. Per questo motivo, gli obiettivi in materia di politica di coesione dovranno essere perseguiti e si dovranno creare sinergie tra questa politica ed altre politiche settoriali. I Fondi strutturali e il Fondo di coesione dell'UE per l'attuale periodo di programmazione e i futuri strumenti di finanziamento dell'UE potranno svolgere un ruolo cruciale a tal fine.

 
07/09/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
PROGETTO DI RISOLUZIONE sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e il Giappone sull'assistenza giudiziaria reciproca in materia penale - Rel. Salvatore Iacolino

Presidente, vorrei innanzitutto congratularmi per l'eccellente lavoro svolto dal collega Iacolino. Ho votato a favore della stessa perché ritengo che il numero elevato delle procedure di cooperazione giudiziaria penale intercorse, negli ultimi anni, tra i singoli Stati membri ed il Giappone richiedano oramai un quadro giuridico e normativo unico, soprattutto in considerazione dell'incomprensibile assenza di trattati bilaterali con gli Stati membri dell'UE. Si tratta di un accordo di cooperazione giudiziaria, sulla linea di quelli già conclusi in passato e riguarda, in particolare, la cooperazione volta allo svolgimento di indagini o all'acquisizione di mezzi di prova, così come altre attività quali la notifica di comunicazioni nel paese richiesto.

Le disposizioni che formano oggetto dell'Accordo tendono a realizzare un'assistenza giudiziaria quanto più efficace possibile, capace di fronteggiare le sfide odierne, senza rinunciare, allo stesso tempo, ad adeguati livelli di garanzia. Quanto ai motivi di rifiuto, vorrei qui sottolineare la rilevanza della disposizione che tutela gli Stati membri contro il possibile utilizzo degli accordi nel quadro di procedure per reati punibili con la pena capitale; tutto ciò in piena osservanza della posizione più volte riaffermata da parte dell'Unione europea, circa una abolizione della pena di morte o quanto meno una sua moratoria internazionale.

 
07/09/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul giornalismo e i nuovi media – creare una sfera pubblica in Europa - Rel. Morten Løkkegaard

Presidente, ho votato a favore di questa relazione perché considero che l’accesso all’informazione e la comunicazione tra responsabili politici ed elettori costituiscano gli elementi centrali delle nostre società a democrazia rappresentativa; li ritengo il prerequisito fondamentale per la piena e consapevole partecipazione democratica dei cittadini al processo di integrazione dell'Unione Europea.

Purtroppo le ultime elezioni europee hanno, ancora una volta, evidenziato una forte tendenza all’astensionismo, dimostrando chiaramente quanto i cittadini siano scarsamente informati sulle politiche e le tematiche europee e quanto si sentano distanti dalle nostre istituzioni.

Considerando che il Trattato di Lisbona introduce una nuova forma di partecipazione dei cittadini stessi al processo decisionale comunitario è fondamentale un nostro sforzo tendente a superare questa distanza. Obiettivo delle istituzioni deve essere, infatti, quello di garantire un accesso libero e gratuito a tutte le informazioni pubbliche della Commissione europea, del Consiglio e del Parlamento, e ciò in tutte e 23 le lingue ufficiali.

Accogliamo, dunque, con favore i piani di formazione sulle questioni europee rivolti ai giornalisti ed elaborati dalla Commissione e dal Parlamento, insistendo affinché siano ampliati per far fronte ad una domanda crescente. Esprimiamo, al contempo, anche la nostra forte preoccupazione riguardo ai tagli delle linee della comunicazione del bilancio della Commissione europea, specialmente nel programma Informazione per i media.

Mi preme qui sottolineare quanto sia fondamentale garantire che le istituzioni europee lavorino in parallelo con le preposte autorità nazionali al fine di migliorare la comunicazione; esse dovrebbero, infatti, contribuire a decentralizzare la politica di comunicazione dell’Unione verso una dimensione locale e regionale, allo scopo di ravvicinare i differenti livelli di comunicazione, ed incoraggiare gli Stati membri ad essere più attivi nell’informare i cittadini sulle questioni inerenti l’Unione Europea.

 
08/07/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Raccomandazione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America sul trattamento e il trasferimento di dati di messaggistica finanziaria dall'Unione europea agli Stati Uniti ai fini del programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi - Rel. Alvaro Alexander

Ho votato a favore perché ritengo doveroso, segno di grande responsabilità appoggiare l'accordo negoziato tra Commissione Europea e USA. Il trasferimento dei dati personali è un tema estremamente sensibile in Europa, dove ci sono state dolorose esperienze di regimi totalitaristici che ne facevano abbondante e distorto uso.

In base al nuovo accordo sarà consentito il trasferimento alle autorità americane di un certo numero di informazioni bancarie, purché ciò avvenga nel rispetto delle severe regole per la protezione dei dati personali, sui cui noi deputati europei ci impegniamo a vigilare.

Tali informazioni potranno essere consultate esclusivamente nel caso in cui siano ritenute importanti per effettuare inchieste antiterrorismo: tale accesso è condizionato alla presentazione di prove adeguate da parte delle autorità americane. Il nuovo accordo è una vittoria di tutte le istituzioni europee, del nostro Parlamento Europeo in particolare: vede, infatti, accolte le nostre richieste per una più ampia protezione della privacy dei cittadini europei, offrendo loro una doppia garanzia: la completa trasparenza per l'accesso e l'uso dei dati da una parte e procedure adeguate di ricorso per garantire la protezione della privacy dall'altra.

Garanzie adeguate perché questi due interessi, sicurezza e tutela della privacy, possano entrambi essere soddisfatti e tutelati.

 
07/07/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione recante raccomandazioni alla Commissione sulla gestione delle crisi transfrontaliere nel settore bancario - Rel. Elisa Ferreira

Presidente, la recente crisi finanziaria ha sollevato numerosi dibattiti sull'urgente necessità di un intervento a garanzia della sostenibilità e della stabilità del sistema finanziario.

Le misure adottate sino ad ora comporteranno costi di proporzioni senza precedenti, con effetti negativi secondari, quali il congelamento dei mercati finanziari, la contrazione dei mercati del credito, la paralisi delle imprese, un'impennata del tasso di disoccupazione ed una riduzione del gettito fiscale.

Qualunque sia il loro costo finale, è evidente che peserà troppo sui contribuenti, sulla crescita e sull'occupazione in Europa, rappresentando un'enorme battuta d'arresto per lo sviluppo dell'Europa.

Le diverse strategie, i metodi ed i vari strumenti utilizzati in Europa e negli USA, hanno suscitato gravi preoccupazioni riguardo all'efficacia del processo complessivo; all'incertezza giuridica ed alla distorsione della concorrenza.

Risulta, pertanto, quanto mai necessaria l'adozione di soluzioni coerenti, globali, attraverso un allineamento internazionale di regolamentazioni e procedure. Ed è proprio in questo momento che l'Unione Europea è chiamata a mostrare la propria leadership ed a partecipare attivamente nella pianificazioni di un nuovo sistema finanziario, un solido e sano mercato unico europeo tra i 27 paesi membri.

Ho votato a favore di questa relazione, perché condivido la necessità di un approccio forte ed unitario, volto a creare un quadro preventivo ed una rete di sicurezza efficaci, salvaguardando e rafforzando il mercato interno.

Sarà possibile avanzare nella costruzione di un approccio comune solo grazie ad un processo inclusivo e dal basso, un dialogo costruttivo tra collegi di autorità di vigilanza e rappresentanti dei governi degli Stati membri. La proposta in questione influisce sugli sviluppi regolamentari in corso, in particolare quelli sull'architettura UE in materia di vigilanza, e pone l'Autorità bancaria europea in una posizione centrale per la costruzione di una cultura comune della vigilanza e per svolgere un ruolo di guida per quanto concerne le banche.

La gravità del momento esige un approccio ambizioso, purché sia al tempo stesso equilibrato e realistico.

Il Parlamento europeo è chiamato ad agire conformemente al proprio mandato, rispondendo alle aspettative e alla fiducia dei cittadini europei.

 
06/07/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulle deliberazioni della Commissione per le petizioni nel 2009 - Rel. Carlos José Iturgaiz Angulo

Presidente, l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona ha riconfermato il ruolo del diritto di petizione dinanzi al Parlamento europeo, come elemento cardine della cittadinanza europea. Esso rappresenta, senza alcun dubbio, uno strumento che conferisce ai cittadini la possibilità di portare dinanzi al Parlamento tutte le preoccupazioni riguardanti l'impatto delle diverse politiche e della legislazione dell'UE sulla loro vita quotidiana.

Anche per quest'anno, le statistiche testimoniano una crescente richiesta di assistenza per questioni concernenti l'ambiente, i diritti fondamentali, la giustizia, il mercato unico, lo sviluppo delle politiche europee. (Nel 2009 il Parlamento europeo ha ricevuto 1924 petizioni, a conferma di un lieve aumento rispetto alle 1849 pervenute nel 2008).

Così come già sostenuto nelle relazioni degli anni precedenti, non possiamo qui non auspicare, ancora una volta, un miglioramento della comunicazione istituzionale sui vari meccanismi di denuncia a disposizione dei cittadini a livello europeo, attraverso l'istituzione di uno sportello unico che possa fornire loro linee guida necessarie alla ricerca di soluzioni alla probabile violazione dei loro diritti.

Esso rimane un obiettivo importante da raggiungere. L'iniziativa della Commissione europea di accorpare i meccanismi di denuncia formali e informali nella pagina I tuoi diritti del suo sito web rappresenta un significativo passo in avanti. Eppure, occorrerebbe operare una distinzione più chiara tra i meccanismi formali (denunce alla CE, petizioni al Parlamento, denunce al Mediatore europeo) e quelli informali (SOLVIT, ECC-net, ecc).

Concordiamo con il relatore, quando sostiene che si potrebbe sviluppare un sito web più interattivo al fine di permettere ai cittadini di ottenere le informazioni che necessitano prima di decidere a quale istituzione rivolgersi direttamente e quale meccanismo utilizzare.

Se il 2009 è stato un anno di transizione, il 2010 si annuncia come un anno ricco di sfide per la commissione per le petizioni, e per tutti noi membri di questo Parlamento: il nostro impegno dovrà concentrarsi sullo sviluppo dell'iniziativa dei cittadini e sulle conseguenze derivanti dal carattere giuridicamente vincolante assunto dalla Carta dei diritti fondamentali, in seguito all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Ulteriori chiarimenti sull'applicazione dei diritti fondamentali saranno necessari nel prossimo futuro.

 
06/07/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Raccomandazione sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, per conto dell'Unione, della convenzione fra l'Unione europea, da una parte, e la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein, dall'altra, recante le modalità di partecipazione di tali Stati all’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (Frontex)- Rel. Philip Claeys

Presidente, ho votato a favore di questa proposta di decisione del Consiglio perché ritengo che l'Agenzia Frontex, operante dal 2005, abbia indubbiamente già dimostrato di essere un importante strumento della strategia comune europea nei confronti dell'immigrazione illegale, ma penso che debba essere ulteriormente sviluppata in questo senso.

Si tratta di dare applicazione alla previsione del suo regolamento istitutivo che stabilisce la partecipazione alle sue attività di tutti quei paesi terzi, che sono associati all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen.

Tutto ciò allo scopo di sviluppare i suoi compiti di assistenza nella formazione del corpo nazionale delle guardie di confine e nella valutazione dei rischi. Pur sapendo che la Confederazione svizzera fa già parte dell'area Schengen dal il 1° marzo 2008, mentre il Principato del Liechtenstein attende ancora l'attuazione di uno specifico protocollo, accogliamo, comunque, con favore la conclusione di questa Convenzione, perché riteniamo che possa permettere ai due paesi di contribuire ad assicurare un maggiore coordinamento tra i servizi competenti delle amministrazioni degli Stati partecipanti.

Auspichiamo, quindi, che gli Stati membri si adoperino per portare a termine quanto prima le procedure di ratifica necessarie per associare la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein alle attività di FRONTEX.

 
17/06/2010
DICHIARAZIONE DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sul progetto di decisione del Consiglio sull'applicazione delle disposizioni dell'acquis di Schengen relative al Sistema d'Informazione Schengen nella Repubblica di Bulgaria e in Romania - Rel. Carlos Coelho

La Romania e la Bulgaria hanno adottato l'acquis di Schengen aderendo all'Unione europea già nel 2007. L'articolo 4, paragrafo 2, dell'atto di adesione stabilisce che la verifica, mediante procedure di valutazione, del rispetto delle condizioni necessarie (protezione dei dati, Sistema d'informazione Schengen, frontiere aeree, frontiere terrestri, frontiere marittime, cooperazione di polizia e visti) da parte dei nuovi Stati membri è un requisito essenziale affinché il Consiglio decida di abolire i controlli alle frontiere interne con tali Stati.

Presidente, ho votato a favore di questa relazione, perché concordo con il relatore ricordando che il Parlamento europeo, e in particolare la commissione LIBE di cui sono membro, devono avere assolutamente accesso alle relazioni di valutazione ed a tutte le altre informazioni pertinenti in merito all’applicazione di ogni eventuale raccomandazione formulata, prima di esprimere un parere ragionato e motivato.

Auspichiamo che il Consiglio, non soltanto riguardo alla presente valutazione sulla protezione dei dati, ma anche alle altre valutazioni che saranno elaborate nei restanti settori, sia in grado di garantire che il Parlamento europeo riceva tutte le informazioni richieste e disponibili per poter fornire un parere adeguato ed esercitare il necessario controllo democratico.

L’emendamento proposto dal relatore, infatti, intende garantire che il Parlamento europeo sia tenuto informato, al pari del Consiglio, sul seguito dato dalla Bulgaria e dalla Romania in merito ai punti deboli individuati dagli esperti nel corso delle valutazioni sulla protezione dei dati.

Cogliamo, dunque, l’occasione per ricordare la necessità di stabilire un meccanismo di valutazione semplice, efficace e trasparente, che dovrebbe integrare l’attuale valutazione di Schengen e permettere che l’area Schengen rimanga un’area di libera circolazione delle persone.

Essendo in gioco la sicurezza dell’Unione Europea e dei suoi cittadini, tutte le parti interessate dovrebbero essere profondamente coinvolte nella definizione di un nuovo sistema di valutazione, rispettoso di ogni principio democratico, capace di garantire la sicurezza e rafforzare il principio di fiducia reciproca tra tutti gli Stati membri.


 
16/06/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla fornitura di informazioni alimentari ai consumatori Rel. Renate Sommer

Presidente, ho votato a favore di questa relazione perché ritengo che i consumatori europei abbiano il diritto di sapere cosa è contenuto negli alimenti che consumano.

La proposta della Commissione per la rifusione delle norme comunitarie sull'etichettatura dei prodotti alimentari è chiaramente intesa a migliorare la legislazione in materia, ossia a semplificare il quadro legislativo esistente per quanto concerne l’etichettatura dei prodotti alimentari, sostituendo e unendo in un unico testo sette direttive e un regolamento. Certamente essa mira a ridurre la burocrazia, a creare maggiore sicurezza giuridica per i soggetti della catena alimentare, a potenziare la competitività dell’industria alimentare europea, nonché a garantire al consumatore informazioni approfondite sui prodotti alimentari, promuovendo, inoltre, un’alimentazione sana quale parte integrante della strategia dell’Unione europea contro l’obesità. Tuttavia, con questa proposta della Commissione, così complessa e articolata, costituita da 53 articoli molto lunghi e 13 allegati, questo obiettivo non potrà essere raggiunto.

Un regolamento di questo tipo, infatti, se da un lato apporta trasparenza nell’interesse del consumatore, dall’altro non appare idoneo né a contrastare la burocrazia e a contribuire a una semplificazione legislativa, né a fornire al consumatore migliori informazioni sui prodotti alimentari. A nostro avviso, la Commissione ha semplificato eccessivamente le cose. Inoltre sono state del tutto ignorate alcune forme particolari di commercializzazione e di offerta di prodotti alimentari. Questo fatto è particolarmente cruciale poiché è prevedibile che il nuovo regolamento avrà ripercussioni economiche molto significative per i produttori e distributori di alimenti.

Sostengo la proposta della relatrice relativa ai profili nutrizionali, che sono sì definiti in modo dettagliato, ma senza ricorrere ad una valutazione di tipo scientifico; vengono stabiliti semplicemente a discrezione della Commissione europea. La discrezionalità nella legislazione relativa ai prodotti alimentari comporterebbe solo un aumento della burocrazia, dell'incertezza giuridica e delle distorsioni concorrenziali.

Effetti analoghi si avrebbero anche con l'obbligo di contrassegnare gli alimenti con un codice cromatico del tipo "semaforo". I limiti per la classificazione in base ai tre colori del semaforo "rosso", "giallo", e "verde" sono fissati arbitrariamente e la gamma dei valori all'interno dei colori è troppo ampia.

In linea di massima, non ci sembra comprensibile il fatto che la Commissione abbia elaborato tale proposta di regolamento senza ricorrere alle competenze scientifiche di esperti. Parimenti, non appare comprensibile il fatto che la proposta venga presentata in un momento in cui sono disponibili singoli studi scientifici in determinati ambiti, ma è appena stata avviata un’indagine ad ampio raggio che copre tutti gli Stati membri.


 
15/06/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"I progressi nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio: bilancio intermedio in vista della riunione di alto livello delle Nazioni Unite di settembre 2010" - Rel. Michael Cashman

In occasione del Vertice del Millennio del 2000, i paesi più ricchi, tra i quali anche i paesi dell'Unione europea, hanno rinnovato il proprio impegno per la realizzazione di alcuni specifici obiettivi entro il 2015: ridurre la fame e la povertà, migliorare l'istruzione e la sanità, proteggere l'ambiente nei paesi in via di sviluppo.

A quasi dieci anni di distanza, riteniamo che spetti, ora più che mai, all'Europa, in quanto principale attore a livello mondiale nell'ambito degli aiuti allo sviluppo, assumere un ruolo guida, definendo una strategia che sia al tempo stesso unitaria ed ambiziosa.

Non vi è alcun dubbio che, negli ultimi anni, gli aumenti degli aiuti allo sviluppo, abbiano contribuito ad alleviare la povertà e le sofferenze di milioni di persone. Stanno funzionando, è vero, ma c'è ancora molto da fare, considerando anche che l'attuale crisi internazionale costringerà molti Stati membri a ridurre il proprio bilancio a sostegno di questi Paesi.

L'Unione Europea, insieme agli altri finanziatori, si è data l'ambizioso obiettivo dello 0,7% del proprio bilancio entro il 2015 e da allora lo ha ribadito più volte. Anche se è prima tra i finanziatori, rischia seriamente, però, di non poter rispettare l'impegno di medio termine per il 2010, mancandolo di almeno 20 miliardi di euro.

Ho votato a sostegno di questa relazione, Signor Presidente, perché ritengo che, a questo punto, se da un lato è necessario esplorare meccanismi di finanziamento innovativi, gli Stati membri dell'Unione Europea debbano iniziare a prendere sul serio dei partenariati strategici di tipo politico con questi Paesi. Questo significa dimostrare una volontà politica rinnovata da parte di tutti i partner per la realizzazione degli obiettivi prioritari, che restano:

1. Coerenza delle politiche per lo sviluppo

2. Affrontare il cambiamento climatico e la crisi globale

3. Governance e diritti

4. Diritto all'alimentazione

5. Educazione allo sviluppo

La nostra sfida primaria resta quella di raggiungere gli obiettivi prefissati nonostante la drammatica crisi economica internazionale.

Per riuscire nel nostro intento, cioè dare una vita dignitosa a centinaia di milioni di persone, l'UE è chiamata ad assumere una posizione coraggiosa e coerente, a guida di tutta la comunità internazionale.

 
15/06/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
" La politica comunitaria a favore dell'innovazione nella prospettiva di un mondo che cambia" - Rel. Hermann Winkler

Ho votato a favore di questa relazione, perché ritengo che l'attuale trasformazione dell'economia europea in un'economia sostenibile debba produrre un aumento della competitività delle nostre imprese europee.

Le sfide economiche devono necessariamente trasformarsi in nuove opportunità per le economie nazionali. Deve diventare un nostro obiettivo combattere la crescente delocalizzazione nei paesi terzi non soltanto degli impianti di produzione, ma anche delle capacità di ricerca e di sviluppo correlate. Accanto al traguardo politico della competitività, l'Unione europea deve sapersi confrontare con altre importanti sfide sociali, quali il cambiamento climatico o l'evoluzione demografica.

Ad oggi, meno dell'1% del bilancio dell'Unione è destinato direttamente a misure per l'innovazione. Considerate le sfide sociali che si prospettano, si tratta di una percentuale che riteniamo insufficiente.

Per questa ragione, ho sostenuto la posizione del nostro relatore che chiede, nella prossima programmazione delle nuove prospettive finanziarie, per gli anni 2014-2020, un aumento del bilancio dell'UE a favore dell'innovazione.

Sarà indispensabile che gli incentivi siano mirati agli obiettivi, individuando e potenziando le sinergie tra gli strumenti di sostegno alle nuove tecnologie, assicurando un maggiore coordinamento delle parti interessate.

Accanto al sostegno pubblico, occorrerà incoraggiare e promuovere gli investimenti privati nelle innovazioni.

 
19/05/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"L'ADESIONE DELL'UE ALLA CONVENZIONE EUROPEA PER I DIRITTI E LE LIBERTA' FONDAMENTALI" - Rel. Jauregui Atondo

L'adesione alla Convenzione europea costituisce senza dubbio un progresso nel processo di integrazione politica dell'Unione, il cui sistema di protezione dei diritti fondamentali risulta completato e rafforzato dall'integrazione della Carta dei diritti fondamentali nel suo diritto primario.

Un'armonizzazione legislativa e giurisprudenziale in materia di diritti dell'uomo si è resa necessaria per contribuire allo sviluppo armonioso delle due corti europee e per favorire un rapporto di maggiore dialogo e cooperazione.

Consideriamo di enorme rilievo politico il diritto riconosciuto al Parlamento europeo di designare ed inviare un certo numero di rappresentanti all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa in occasione dell'elezione dei giudici alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Ricordiamo che la promozione del rispetto dei diritti umani, rappresenta un valore fondamentale dell'UE, già radicato nel suo Trattato costitutivo. Siamo, pertanto, del parere che detta adesione rafforzerà ulteriormente la fiducia dei cittadini nell'Unione europea e la credibilità dell'Unione stessa nel quadro del dialogo sui diritti umani con i paesi terzi.

Vorrei, poi, sottolineare l'importanza della CEDU e della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo per l'elaborazione di un quadro giuridico normativo nuovo, con l'indicazione di principi guida nel settore delle libertà civili, della giustizia e degli affari interni, soprattutto alla luce delle nuove forme di integrazione e armonizzazione avviate con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona e l'adozione del programma di Stoccolma.

Inoltre, fornirà uno strumento giuridico aggiuntivo, ovvero la possibilità di presentare una denuncia dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo in relazione ad un'azione o ad una mancata azione di un'istituzione dell'UE o di uno Stato membro nel quadro dell'attuazione del diritto dell'Unione.

Non è trascurabile, poi, la previsione dell'articolo 1 della CEDU, in base alla quale si garantirà non solo la protezione dei cittadini dell'UE e delle altre persone all’interno del territorio dell’Unione, ma anche di tutti coloro che rientrano nella sua giurisdizione, anche se al di fuori del suo territorio.

 
18/05/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"L'ISTITUZIONE DELL'UFFICIO EUROPEO DI SOSTEGNO PER L'ASILO" - Rel. Jean Lambert

Il Parlamento Europeo ha votato oggi l'istituzione dell'Ufficio europeo di sostegno per l'Asilo. Siamo convinti del valore aggiunto che esso rappresenterà per gli Stati membri, nell'ottica dello sviluppo della fiducia reciproca e della condivisione delle responsabilità, siano esse politiche che economiche.

Nell'arduo tentativo di realizzare una politica comune, i 27 Stati membri dell'Unione Europea devono, però, ancora trovare un accordo finale sul trattamento da riservare ai rifugiati, sul profilo delle persone cui riconoscere tale status e, soprattutto, devono superare le riserve di alcuni governi che spingono molto sulla questione degli eventuali costi. Si tratta evidentemente di un progetto ambizioso e senza precedenti.

Quest'Ufficio avrà il compito fondamentale di fornire assistenza specializzata, avrà un ruolo di coordinamento, di scambio di informazioni e di azioni relative al reinsediamento dei profughi. Gestirà programmi di formazione rivolti ai responsabili nazionali del settore, contribuendo, così, ad una maggiore armonizzazione delle diverse prassi nazionali.

Un punto particolarmente importante sarà, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e di controllo democratico, la prerogativa riservata a noi deputati di nominare il suo direttore esecutivo.

Infine, ritengo doveroso qui sottolineare la nostra richiesta di apportare le necessarie modifiche al bilancio del Fondo europeo per i rifugiati, allo scopo di assicurare un adeguato finanziamento alla nuova agenzia.

La maggiore questione politica resta, tuttavia, il rapporto tra solidarietà umana e ripartizione degli oneri finanziari: l'Unione Europea, oggi più che mai, è chiamata a sostenere efficacemente quegli Stati che sono maggiormente colpiti dai flussi migratori e da un numero elevato di richiedenti asilo. Questi paesi, infatti, subiscono pressioni specifiche e spesso sproporzionate rispetto alla loro dimensione nazionale.


 
18/05/2010
DICHIARAZIONE DI VOTO DELL'ON. MASTELLA - Sessione plenaria Strasburgo
"ISTITUZIONE DI UN PROGRAMMA COMUNE DI REINSEDIAMENTO UE" - Rel. Rui Tavares

Una politica migratoria che voglia essere equa e realistica implica necessariamente l'adozione di un regime comune europeo in materia di asilo e deve anche prevedere un programma di reinsediamento, efficace, solido e sostenibile, capace di fornire una soluzione durevole per i rifugiati che non possono far ritorno ai rispettivi paesi d'origine e la cui protezione e sostentamento non possono essere garantiti nei paesi di primo asilo.

Mi preme qui sottolineare che il reinsediamento non persegue soltanto una finalità umanitaria, ma ha anche uno scopo di natura politica ed economica: cioè quello di sollevare i paesi terzi dall'onere di accogliere un gran numero di rifugiati e quello, non meno importante, di ripartire costi e responsabilità finanziarie.

Abbiamo espresso il nostro convinto sostegno all'elaborazione di questo programma comune, perché siamo consapevoli della necessità di mostrare solidarietà ai paesi che offrono rifugio ad un gran numero di profughi, bisognosi di tutela internazionale.

Riteniamo, tuttavia, che una sola linea di bilancio ed un sostegno finanziario non siano sufficienti; esortiamo, quindi, gli Stati membri a promuovere la creazione di ulteriori meccanismi di finanziamento privato, incoraggiando un partenariato pubblico-privato con le ONG e con altri partner sociali, quali le organizzazioni religiose ed etniche, al fine di contribuire alla promozione del volontariato in tale settore. Nel quadro delle nuove prospettive finanziarie (2013–2017), ad esempio, ci parrebbe opportuno prevedere una dotazione finanziaria specifica ad hoc; magari attraverso la forma di un nuovo fondo ad esso dedicato.

Propugnamo, quindi, un forte impegno, da parte di tutti i soggetti coinvolti, per offrire ai rifugiati, specialmente a quelli più vulnerabili, l'accesso ad alloggi adeguati, all'istruzione ed ai corsi di lingua, l'assistenza sanitaria, l'assistenza psicologica, nonché l'accesso al mercato del lavoro, indispensabile per garantire loro un'effettiva integrazione.


 
01/02/2010
SUD: EURODEPUTATI, FONDI STRUTTURALI A RISCHIO DISIMPEGNO
Mercoledì 27 gennaio, al Parlamento europeo di Bruxelles, in occasione di un incontro promosso da Gianni Pittella, si sono riuniti gli eurodeputati italiani eletti nel Mezzogiorno per discutere insieme a Michele Pasca Raymondo, direttore generale commissione europea per la politica regionale, dello stato di attuazione della programmazione dei fondi strutturali 2007-2013 nelle regioni italiane. Se, ad eccezione della Sicilia che ha subito un disimpegno di 55 milioni di quota Fse, per il 2009 le regioni sono riuscite ad evitare il rischio di disimpegno automatico delle risorse comunitarie, in applicazione della regola N+2 (che prevede che i fondi vadano utilizzati entro il secondo anno successivo all´impegno), non paiono altrettanto rosee le previsioni per il 2010. Dalla riunione é emerso che la maggioranza dei programmi operativi non è ancora a regime anche a causa di un contesto socioeconomico peggiorato dalla crisi internazionale. Per tale ragione gli eurodeputati esprimono la loro preoccupazione, in particolare per le Regioni dell´Obiettivo Convergenza, e sollecitano tutti gli attori interessati, Commissione europea, governo nazionale, governi regionali e soggetti privati, ad un impegno comune affinché siano utilizzate le risorse comunitarie disponibili e raggiunte le soglie stabilite per evitare i rischi di disimpegno. E´ necessario responsabilizzare e mobilitare tutta la macchina politica ed amministrativa che interviene nell´attuazione dei programmi e velocizzare le procedure di selezione dei nuovi progetti impegnando risorse per una quota rilevante entro la fine di febbraio, cioè prima della fine della legislatura per quelle regioni in cui si svolgeranno le elezioni regionali, verificando anche la possibilità di rivedere i vincoli del patto di stabilità interno. Per quanto riguarda il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr), per le Regioni dell´obiettivo Convergenza, il volume di spesa pubblica da certificare alla Commissione nel corso del 2010 è pari a circa 5 miliardi di euro. Questo l´elenco degli eurodeputati che hanno espresso il loro sostegno all´iniziativa: Pino Arlacchi, Raffaele Baldassarre, Rita Borsellino, Andrea Cozzolino, Rosario Crocetta, Paolo De Castro, Salvatore Iacolino, Vincenzo Iovino, Giovanni La Via, Clemente Mastella, Barbara Matera, Erminia Mazzoni, Aldo Patriciello, Mario Pirillo, Gianni Pittella, Crescenzio Rivellini, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Salvatore Tatarella, Giommaria Uggias, Ciriaco De Mita.

 
10/12/2009
INTERVENTI IN PLENARIA
www.europarl.europa.eu/sidesSearch/search.do?type=CRE&language=IT&term=7&author=4462

 
04/12/2009
GLI EURODEPUTATI ITALIANI ELETTI NEL MEZZOGIORNO DISCUTONO DELL'AGENDA POLITICA
Mercoledì 2 dicembre, al Parlamento europeo di Bruxelles, si sono riuniti gli eurodeputati italiani eletti nel Mezzogiorno per discutere su come coordinare la loro azione sulle principali questioni iscritte all'agenda politica europea che avranno un impatto diretto sulle regioni del Sud Italia e insulari. Al termine della riunione si è raggiunto un accordo sulle prime iniziative da portare avanti: la proposta di creazione di un'antenna europea con sede al Sud; la richiesta alla Commissione europea di riflettere sulle forme di fiscalità di vantaggio applicabili nelle regioni del Mezzogiorno; l'approfondimento dei temi legati alla riforma della politica di coesione; il sostegno all'insularità; la verifica dello stato di esecuzione della programmazione dei fondi strutturali 2007-2013, la designazione della sede dell'Assemblea Parlamentare ACP al Sud. A tal fine gli eurodeputati del Mezzogiorno chiederanno un incontro al Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, al Commissario europeo competente in materia di concorrenza, Joaquin Almunia, ai rappresentanti della direzione generale per le politiche regionali e, organizzeranno un seminario sulle linee di riforma della politica di coesione alla presenza di esperti del settore. Questo l'elenco degli eurodeputati che hanno espresso il loro sostegno all'iniziativa: Pino ARLACCHI, Raffaele BALDASSARRE, Rita BORSELLINO, Andrea COZZOLINO, Rosario CROCETTA, Paolo DE CASTRO, Salvatore IACOLINO, Vincenzo IOVINE, Giovanni LA VIA, Clemente MASTELLA, Barbara MATERA, Erminia MAZZONI, Aldo PATRICIELLO, Mario PIRILLO, Gianni PITTELLA, Crescenzio RIVELLINI, Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS, Salvatore TATARELLA, Giommaria UGGIAS.